PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

QUANDO ERAVAMO GRILLINI – Dissoluzione entropica, irreversibile, del “parastato democratico”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Se la forza del governo popolare in tempo di pace è la virtù, la forza del governo popolare in tempo di rivoluzione è contemporaneamente la virtù e il terrore: la virtù, senza la quale il terrore è funesto, il terrore, senza il quale la virtù è impotente. Il terrore non è altro che la giustizia, pronta, severa, inflessibile: è dunque una emanazione della virtù; esso è una conseguenza del principio generale della democrazia applicato ai bisogni gravi ed urgenti della patria.

Maximilien Robespierre

Comprendo adesso – con coscienza, intendo – che la pax americana imposta all’Europa dopo la fine del secondo conflitto mondiale, conteneva in sé un concetto di democrazia adulterato, cioè destinato a una dissoluzione entropica irreversibile, capace finanche di stravolgere il senso originale del fortunato termine greco, nonché di produrre la possibile equazione sistema democratico = pericolosissimo parastato.

Questa mia illuminazione che, come ho scritto più volte, è arrivata dopo un attento studio della storia del giornalismo italiano e delle contorte dinamiche che lo fanno vivere, mi è giunta, insomma, in seguito a una diversa disamina di quell’attività intellettuale che fino ad allora avevo ritenuto, sbagliando, il metro più valido per giudicare lo stato di salute di una moderna democrazia. Ne deriva che, mio malgrado, la mia deve essere stata una illuminazione tutto sommato semplicistica che in passato si era già fatta patrimonio intellettuale di tutti coloro che avevano avuto modo di studiare le segrete vie della dottrina politica, dei sistemi di amministrazione del bene comune, nonché delle caste e paracaste che vivono in simbiosi con l’una e con gli altri, condividendone finanche i rispettivi stimoli corruttivi i quali procedono a braccetto dandosi man forte a vicenda come due ubriachi di ritorno a casa dopo una nottata al bar.

Se nei tempi andati le rivoluzioni nascevano per lo più dall’autoritarismo dei monarchi o delle oligarchie, non è da escludersi perciò che le più grandi rivoluzioni moderne e future possano nascere dalle ceneri di un sistema democratico fortemente deteriorato, corrotto alla radice.

Questo è senz’altro quanto è avvenuto con la rivoluzione di velluto prodotta, nell’Italia liberata dagli americani, “democratica” da 70 anni, dal ciclone Grillo-Casaleggio, ciclone che, come già sappiamo, nel 2009 portò alla nascita del Movimento Cinque Stelle.

La rivoluzione grillina nasceva anch’essa “dal basso”, nasceva dalla lodevole esigenza di dare voce al popolo determinato a liberare la nazione dalla corruzione amministrativa che, prima e dopo lo scandalo Mani Pulite (1992)[1], era diventata il vero cancro del paese; nasceva da una pubblicamente confessata voglia di mandare in “vaffa” l’intero Sistema indebolitosi di conseguenza; nasceva dalla voglia di dare spazio al nuovo, all’etico, al diverso, o almeno a ciò che si pensava fosse tale…

A ben guardare, il problema principale era che sempre di rivoluzione si trattava, ragion per cui l’acuta e machiavellica intuizione di Maximilien Robespierre “la forza del governo popolare in tempo di rivoluzione è contemporaneamente la virtù e il terrore” doveva risultare comunque vera.

[1] Lo scandalo Tangentopoli (come pure fu chiamato) fu un momento centrale della storia repubblicana. Tale inchiesta in alcuni casi reclamò la vita di molti suoi protagonisti che preferirono il suicidio, e rivelò l’esistenza di un datato e ben oliato sistema tangentaro e corruttivo talmente rovinoso da avere infiltrato le più importanti istituzioni dello Stato.

Continua…

Tratto da BRUNDU R., Quando eravamo grillini. Il grande bluff a Cinque Stelle, Ipazia Books, 2019.

 

SINOSSI EDITORIALE

“Vi parlo senza rimpianti – tuonava Beppe Grillo, moderno guru politico italiano, dalla sua catacomba-rifugio nella notte tra il 31 dicembre 2014 e il primo dell’anno 2015 – del resto cosa rimpiangeremo di questo 2014 che se ne va? Le balle di Renzi? Le balle del PD meno L? Di due partiti che si sono uniti per disfare la Costituzione e i cui padri costituenti sono in galera? La verità è che forse il 2014 ce lo ricorderemo solo perché sarà leggermente meglio del 2015. Tuttavia, non possiamo neppure negare che ormai ci stiamo abituando a questo marcio, alla sua percezione, ecco perché bisogna parlare sottovoce… Chissà? Forse l’ebetino si toglierà di torno, magari allo scopo di prepararsi per le Olimpiadi, allenandosi sui cento metri a ostacoli, nell’attesa del momento in cui verrà rincorso dalla popolazione…”.

Così tanto deve essersi abituato al “marcio” prodotto, che alla fine Beppe Grillo – smettendo di sussurrare e muovendo dall’umile catacomba alla villa di Bibbona – avrebbe deciso di prenderle per buone le “balle” del “PD meno L”, nonché di fare da padrino alla nascita, il 5 settembre 2019, di uno dei governi meno amati dal popolo italiano, il Conte Bis.

Questo libretto vuole essere una attiva e personale testimonianza di uno dei periodi più cupi di emergenza mediatica e democratica vissuti dall’Italia in epoche recenti; un periodo in cui anche lo stesso concetto di onestà intellettuale ha semplicemente smesso di essere, ma che, contestualmente, ha riaffermato, con la potenza di un assioma, il principio in virtù del quale quando si tratta di comprendere e spiegare la natura umana Niccolò Machiavelli “ha SEMPRE ragione!”.

 

Contenuti

Perché questo libretto?
1 Gennaio 2015 – Il discorso dalla catacomba
Altro che catacombe: ladri di democrazia!

Capo 1
Sulla natura della nostra “democrazia”
1.1 Di una epifania ontologico-politica
1.2 Il caso Italia: cronica emergenza mediatica
1.3 Il caso Italia: emergenza democratica?

Capo 2
Sui fatti dell’agosto 2019
2.1 In morte del Salvimaio…
2.2 Follia balneare di Matteo Salvini e nascita del “governo delle poltrone viventi”.
2.3 L’era del grillorenzismo e la restaurazione dell’ancien-regime
2.4 Notte della Repubblica: a volte ritornano…
2.5 Il PD scopre l’antirenzismo (5 anni dopo!)
2.6 Intanto Salvini gode, l’Italia diventa leghista…

Capo 3
Moderne distopie e velleità dei guru dei tempi
3.1 Il caso Beppe Grillo in Rai (1986) e la nascita del M5S
3.2 Scritti di governo
3.3 Dal grillismo all’era del grillorenzismo!

Capo 4
Autoritarismo delle moderne distopie: il Caso del Blog delle Stelle
4.1 Sul senso per la “democrazia” nelle caste populiste
4.2 La censura usata come arma nella “lotta politica”
4.3 Della casta grillina, o di quando la serva diventa regina

Capo 5
Machiavelli ha SEMPRE ragione!
5.1 Il potere logora chi non ce l’ha!
5.2 Sul tradimento del mandato popolare del 4 marzo 2018
5.3 Munificenza del Conte Bis e il Caso Segre
5.4 Artisti dei tempi e l’odio viscerale verso l’avversario politico: momenti censurabili dall’era del grillorenzismo
5.5 Sull’illusione, la disillusione e l’impegno in politica
5.6 Machiavelli ha SEMPRE ragione!
5.7 Niccolò Machiavelli: liberiamo l’Italia dai barbari, profittatori e scialacquatori!

Appendici
Notte della Repubblica (1)
Notte della Repubblica (3)
Notte della Repubblica (5)
Notte della Repubblica (7)
Notte della Repubblica (10)
Notte della Repubblica (12)
Della lotta democratica al tempo del grillorenzismo…
Umbria 2019: cronaca di una sconfitta annunciata!
Sui morti politici che parlano e sul capolavoro politico di Salvini: il machiavellismo imperat!
Casi politici e plastici dei tempi…

Perché il dicembre 2019?
Biografia
Libri di Rina Brundu

Fonte: www.ipaziabooks.com

Rina Brundu Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in numerosi giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau (1921-2019), con cui ha stabilito un lungo sodalizio lavorativo e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche, e si è impegnata sul fronte politico soprattutto attraverso una forte attività di blogging. Anima il magazine multilingue www.rinabrundu.com.


Rina Brundu is an Italian writer and publisher who lives in Ireland. Author of several books and hundreds of articles and literary reviews, she has a keen interest in literary criticism, philosophy, e-writing and journalism.Website www.rinabrundu.com.