PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Venerati maestri e disastro RAI – Il “caso” Salvini contro Gad Lerner.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Premessa: il giornalista Gad Lerner non mi è mai piaciuto, non l’ho mai seguito e in tutta onestà faccio anche fatica a classificare come “giornalismo” l’attività mediatica che porta avanti. Per me il lernerismo, come preferirei chiamarlo, è diretta emanazione dello scalfarismo, cioè di quella tipologia di “mestiere” che scambia l’onore e l’onere di informare il pubblico con il business, la mission da portare a compimento, sia essa di tipo imprenditoriale, intellettuale, politica o solamente ideologica.

Tutto ciò che ricordo di questo signore è che aveva gli occhiali e un ciuffo ricciolo e sbarazzino, esageratamente lungo, che oggi come oggi potrebbe pure essersi incanutito. Non fosse per gli occhielli con cui lo omaggia di tanto in tanto il “Fatto Quotidiano” (un altro giornale online che quando c’è da omaggiare l’amico-giornalista non è secondo a nessuno), avrei pensato che fosse già in pensione o si fosse dato ad altre attività più meritorie e utili per la comunità.

Anche per questo sono rimasta molto sorpresa quando ho letto che Lerner starebbe per tornare in RAI (dobbiamo dedurne che per qualche tempo aveva scollato il sedere dalla sedia?), o meglio che il possibile ritorno di Lerner in Rai avrebbe suscitato le ire di Matteo Salvini, il quale – sempre secondo il Fatto Quotidiano, avrebbe minacciato: “Chiederò quando costa e guadagna”. Orbene, la campagna fatta dal giornale di Gomez contro il leader leghista prima delle europee, l’abbiamo vista tutti, inclusi coloro che si sono affrettati – su suggerimento della redazione – a correre al davanzale onde stendere lenzuola (si spera, pulite), con la scritta “Perdisalvini” (sic!). Insomma, in codesto contesto è doveroso ricordare che il valore dell’informazione prodotta dal Fatto a proposito di Salvini è tecnicamente uguale a zero, ma per amore di discussione facciamo finta che così non sia…

D’altro canto, per amore di verità bisogna pure dire che la mia opinione su Lerner è esattamente uguale a quella di Salvini, se non peggiore, come ho già scritto. E proprio come Salvini io speravo che l’età di questi personaggi beneficiati (peraltro per meriti tutti da verificare) a vita dalla visibilità che dà il servizio pubblico fosse finita (Lerner non è infatti l’unico a porre simili problemi, i quali, più il tempo passa più diventano etici, morali). Detto questo però, in questa occasione io non posso stare dalla parte del pur simpatico politico nordista. Di fatto era proprio con questo governo del-cambiamento che speravamo di cominciare a vedere una RAI più libera dall’influsso della politica.

È accaduto? A mio avviso no e certamente non fa bene neppure a un ministro della Repubblica o a un leader di Partito proporsi nel ruolo di censore. Di queste “avventure” al limite dell’insano ne abbiamo testimoniato tantissime durante gli anni della legislatura politicamente criminale appena terminata e portarle con noi nel futuro non può fare bene a nessuno.

Se Salvini vuole davvero fare qualcosa per la RAI, e più in generale per il giornalismo in Italia, si impegni affinché questa azienda strategica venga gestita da manager capaci e liberi, capaci anche di capire che il Paese è cambiato, che bisogna staccare dati deretani dalle avite cadegre in ogni modo e, dulcis in fundo, dare una possibilità concreta ai tanti giovani italiani che, non ne abbiamo dubbi, potranno svecchiare l’azienda, l’informazione, la nazione in una… certamente meglio di quanto potrà fare il trito e contrito recitato con ritmo da prece monastica, ma periodicamente proposto da Gad Lerner.

Rina Brundu