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Filosofia dell’anima – La forza di Meryan Hayan

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Meryan è balzata all’onore delle cronache qualche giorno fa. Nata in una famiglia immigrata di religione islamica, Meryan avrebbe scelto per se stessa e il suo futuro uno stile di vita occidentale, così, il padre, preoccupato di mantenere la “l’onorabilità” della famiglia, avrebbe pensato bene di investirla con un’automobile.

La domanda si impone: che padre è un padre che investe una figlia? Un disgraziato? Un mostro? Un deficiente? Un imbecille? Non saprei perché la mia esperienza di figlia è stata fortunatamente un’altra, ma vero è che mi viene da dire che in realtà il padre di Meryan, se davvero avesse fatto ciò di cui si è letto, non è altro che un’altra vittima. Una vittima dell’ignoranza prima e della superstizione poi, che, volendo, sono pure la stessa cosa.

suore.jpgNon smetterò mai di meravigliare sul male che hanno portato nel mondo le religioni e a ben guardare dai tempi degli atzechi nulla è cambiato: i riti macabri si svolgono in maniera diversa, ma in fondo sono sempre gli stessi. Alcuni giorni fa Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo relativo ad alcune denunce fatte da diverse giovani suore che sarebbero state violentate in convento dai preti. “Che bell’ambientino!” ha commentato un sagace lettore in calce. Già, proprio così, che bell’ambientino!, che non solo si fa gioco dell’importantissimo concetto di spiritualità, ma sembrerebbe riuscire anche a vivere al di sopra della legge umana. Criminali!

Ricordo bene quando il grande e straordinario Professor Renzetti descriveva, giustamente, i testi biblici come dei testi criminali (in realtà non è stato solo lui a farlo, negli Stati Uniti esiste un vero e proprio movimento di educatori e genitori per abolire questo libro pessimo), io mi spingerei fino a dire che tutto il cristianesimo e l’islamismo sono stati un mero atto criminale di rara portata. Lo dico da persona che ha studiato come pochi il nazionalsocialismo, che sa bene di quali crimini orrendi si sia macchiata quella terribile dottrina, ma fermo restando che le guerre di religione ne hanno uccisi più dei nazisti (questo è un dato storico incotrovertibile), non si capisce dove dovrei tirare la linea etica tra un Himmler e un Torquemada, o un prete che violenta una giovinetta in convento, ma stiamo scherzando?

Peraltro, c’è anche un lato ironico in tutta questa storia. Come ho scritto più volte io seguo i tanti studi sugli NDE (Near Death Experiences – Esperienze di Premorte), che ormai si basano su esperienze fatte quotidianamente nei dipartimenti medici delle Università americane. Orbene, se è vero che si è notato che, nel caso di persone religiose, il primo incontro post-mortem della coscienza sarebbe con un’entità che riflette i credo di una vita (cioè un cattolico, almeno in un primo tempo, incontrerebbe un Cristo, un buddista una sua qualche deità, etc), il reale messaggio che riportano indietro questi NDErs (perché così vengono chiamati) è che sovente la sofferenza dell’anima è causata proprio dai suoi credo di tipo superstizioso che impediscono la crescita della vera essenza spirituale. In uno di questi racconti, fatto da una persona salvata alla morte delle macchine, la donna narrò di avere incontrato un’entità che pareva un Cristo il quale le avrebbe detto: “Lungi da me smuoverti dai tuoi credo religiosi, ma se puoi, comincia a immaginare anche altre possibilità…”.

Insomma, la superstizione farebbe più danni in morte che in vita, il che è tutto dire!

Forza Meryan, siamo con te, ma soprattutto che la forza sia con te! Lo stile di vita occidentale non significa che abitiamo i paesi di Bengodi, ma almeno abbiamo qualche possibilità in più di scegliere. Di questa possibilità di scelta dobbiamo avere estremo rispetto, perché per regalarcela infiniti spiriti grandi sono dovuti perire (spesso fatti fuori proprio dagli sgherri religiosi, come fu il caso del mirabile Giordano Bruno).

Ma tu, se puoi, togliti anche il velo… nessuno spirito, mai, men che meno uno spirito incarnato in una donna, dovrebbe portare catene o simboli che rimandano alle catene. Di fatto, tutti noi siamo potentissimi spiriti liberi, senza genere, che scelgono di fare una difficile esperienza terrena per migliorarsi, per conoscere meglio le proprie possibilità e i propri limiti, questo è pure il più grande insegnamento che ci regalano gli NDErs, ed è anche per tali motivi che seguo questi esperimenti e investigazioni. In qualche modo la mia anima sa che raccontano una qualche verità, non ha dubbi su questo!

Rina Brundu


Nota: Pubblicato questo post sono andata a leggere Dagospia e manco a farlo apposta ecco alcune notizie interessanti per la tematica trattata qui, una dietro l’altra. Come diceva quel sagace lettore, è proprio il caso di ribadirlo: “Che bell’ambientino!”. Ambientini? Sic!

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