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Filosofia dell’anima – La contessa Maya von Schoenburg

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

seb

Picture source: dailymail.co.uk

È morta di cancro. Come un qualsiasi plebeo. Era una contessa tedesca, di quelle che sapevano esibire un glamour da vecchi tempi, o almeno così raccontano le cronache mondane. Si chiamava Maya. Forse questo era davvero il suo nome, il cognome, chissà?. Lo scrivo perché Maya era stata sposata, poi quando si separò dal marito, milionario, ottenne solo 9 milioni di sterline in alimenti.

“Non è abbastanza” si lamentò Maya. Del resto, la contessa aveva ragione, dall’erede del patron della Mercedes Benz ci si sarebbe dovuto aspettare di più. Comunque Maya fece buon viso a “cattiva sorte”, spendendo e spandendo il denaro così faticosamente guadagnato in feste, party, occasioni social e tutto quanto fa “celebrity”, “trendy” in quel grande universo di paillettes che vive e si nutre del nulla e del vuoto cosmico che lo fa esistere, ma che era comunque la sua “casa dell’anima”.

Poi il cancro al polmone, appunto! Sessant’anni possono essere pochi per morire così, si deve essere detta Maya, soprattutto quando c’è ancora tanto da spendere. Così, alcune settimane prima di andarsene, quando ormai la sua malattia era in fase terminale, la contessa Maya von Schoenburg decise di organizzare un’altra festa, un altro party. Meglio ancora un party nel party dato che si sarebbe svolto durante i giorni dell’Oktober Fest, a Monaco. E naturalmente chiamò tutti i suoi amici più cari: Bill e Hillary Clinton, la designer Diane von Furstenberg, il Principe Michael del Kent, l’attrice Demi Moore, e altre personalità hollywoodiane in abbondanza. Del resto, se questi erano i suoi “veri” amici, chi altri avrebbe dovuto invitare?

Adesso Maya non c’è più. Se n’è andata qualche giorno fa. Verrà sepolta a Monaco, nella sua Germania. Tra le tante, di lei ci rimane questa foto a corredo del post. In essa una bellissima e elegantissima “socialite” (come vengono chiamate in gergo) sorride, beve champagne e festeggia la vita come è sempre stata abituata a fare, con lo stile che le era proprio. Nella foto Maya è se stessa al mille per mille, si vede.

Data letteratura di filosofia dell’anima, ci insegna che noi scegliamo liberamente la nostra vita, ogni ostacolo e ogni gioia che quella ci metterà davanti. Lo facciamo per diventare forti, saggi, per imparare quelle lezioni che non potremmo imparare altrimenti. Ne deriva che se Maya aveva scelto per se stessa un percorso fatto di paillettes, vissuto dentro un universo costituito dal vuoto cosmico, una ragione ci doveva essere, anche importante.

In realtà, ancor più della ragione che l’ha portata a scegliere quella vita, mi sarebbe piaciuto sapere l’insegnamento che l’anima di Maya ne ha tratto: non lo so perché ma penso che lo stesso, quella incredibile lezione di vita, potrebbe sorprendere anche me!

Rina Brundu

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