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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia dell’anima – Give-up-itis, o dell’arrendersite e degli 82 anni di Berlusconi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

To give it up in inglese significa arrendersi, ed è da questo verbo che deriva il nome Give-up-itis, che è il nome di una vera e propria patologia. Nel caso specifico, il verbo significa “lasciarsi morire”. Il termine “arrendersite”, come potrebbe essere tradotto in italiano, fu coniato durante la guerra di Korea, quando moltissimi prigionieri, ormai distrutti nel corpo e nello spirito, smettevano di parlare, di mangiare, e attendevano semplicemente la morte, la quale solitamente sopraggiungeva entro i tre giorni. Ma la give-up-itis non è una malattia dei soli tempi di guerra, di fatto, anche nei nostri tempi liberati colpisce ancora molte persone, sempre di più per la verità, soprattutto anziani.

In tutta onestà, fino a due giorni fa, non avevo mai sentito parlare di questa patologia, ma imparando a conoscerla un po’ di più, mi è apparsa come una sorta di malattia dell’anima che avesse un senso nel nostro destino di esseri-finiti. Di fatto, tale malattia potrebbe essere anche una specie di avviso del corpo, prima al cervello, poi allo spirito che i giorni rimasti a disposizione sono pochi. Per la verità c’è anche un tratto esteticamente bello nella stessa, quasi romantico, nel senso che in un anziano può denotare anche una tempra filosofica, una predisposizione a guardare la morte come raccomandava il grande filosofo Umberto Eco “con sguardo fermo e senza paura”. Io questa portentosa affermazione la muterei solo leggermente, in questo modo “Con sguardo fermo, senza paura, e con la coscienza del vero destino dell’Essere”.

Se questi anziani, che per la scienza ufficiale sono in dato modo “malati”, mi appaiono dunque alla stregua di grandi filosofi in nuce, di contro, l’anziano Berlusconi, che in questi giorni avrebbe festeggiato il suo 82esimo compleanno, continua a preoccuparmi da un lato e a meravigliarmi dall’altro. Purtroppo però non mi meraviglia per le ultime notizie che lo riguardano, come per esempio l’annunciata intenzione di candidarsi alle prossime europee, o per la continuata presenza sulla scena politica alla faccia del suo delfino Tajani infine eletto a babbo-quasi-morto (politicamente, s’intende), per il recente acquisto della squadra del Mondo, per tutte le altre comparsate gossipare nei giornali patinati di sua proprietà.

La ragione per cui continua a meravigliarmi è che, a dispetto di questa montagna di news che lo riguardano, neppure ora, neppure mentre il signore di Arcore muove verso i novant’anni, ovvero verso una età nella quale io spererei bene di essere polvere già diventata crosta da molto tempo, si riescono a leggere anche solo due righe che lo riguardino che rivelino un qualche senno acquisito in forma di presa-di-coscienza che muova oltre le ragioni della sua fisicità. Oltre le ragioni del suo essere anche una creatura biomeccanica nata per vivere, crescere, mangiare, scopare, riprodursi e infine tirare le cuoia.

Naturalmente, può anche essere che io mi sbagli. Potrebbe essere, per esempio, che Berlusconi sia un’anima talmente saggia da impedire a ognuno dei suoi servi ammaestrati di violare questa sua area privata, che contestualmente si ingegna a coltivare come può! Certo, anche questa è una possibilità, ma dato che di un simile status-quo io non ho evidenza, ma ho piuttosto evidenza del suo contrario, come già esplicitato qui sopra, debbo per forza concentrarmi sulla seconda possibilità… e dunque debbo continuare a meravigliare.

Mi meraviglio soprattutto di come uno spirito come quello di Berlusconi, che pure ha vissuto, ne ha viste, ne ha sentite, ne ha fatte, non arrivi all’intelligenza di questi signori nessuno, supposti sofferenti di give-up-itis, che mostrano in verità una straordinaria coscienza dello scorrere del tempo e della finitezza del nostro esistere: ah, se invece, dei miliardi accumulati ci fosse l’obbligo per ogni Essere di mostrare il vero splendore della sua anima?! Quello sì che sarebbe un momento da celebrare, altro che i compleanni dei miliardari che vivono nella ridicolissima illusione di riuscire a sottomettere ai loro voleri persino il Tempo, sic!

Rina Brundu

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