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Filosofia dell’anima – Di un principio antropico applicato all’incontrario e della Giustizia Universale: Serena Mollicone e Santino Tuzi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Giustizia per Serena e Santino!

Non ho dei “credo”, ma ho degli assiomi di tipo filosofico che mi sono costruita nel tempo e in cui voglio credere. Meglio, in cui mi piace credere. Uno di questi è senz’altro l’esistenza di quella che chiamo una legge di giustizia universale. Io ritengo, infatti, che chiunque sia l’architetto-matematico, la sorgente-delle-cose, che dirime sul nostro esistere, non abbia potuto fare a meno di inserirvi anche una legge che regolamenta le conseguenze di ogni azione, a cui non sfugga la più piccola delle nostre azioni, e faccia il triggering di una reazione uguale e uguale come ho scritto in Quantum Leap.

La ragione per cui credo fermamente nell’esistenza di questa specifica legge universale, è perché è logica. Di fatto, a meno che non si voglia scadere nella superstizione, cioè non si voglia parlare di inferni, di paradisi, e di simili puttanate, elementi di cui non vi è assoluto riscontro nell’universo, l’unica legge che potrebbe coprire questi “aspetti” dell’esistere dentro un universo come quello abitato da noi, e/o da altri esseri intelligenti, è una legge di tipo matematico e fisico, appunto una legge di azione e reazione (seppure sui-generis). Solo questo tipo di legge, infatti, garantirebbe giustizia perfetta, l’unica, possiamo immaginare, che potrebbe concepire una intelligenza “perfetta” come quella che sembra esistere dietro le ragioni del nostro Big-Bang e dietro le ragioni del multiverso, o dei multiversi, come è più probabile che sia.

La ragione per cui non si può fare senza questa legge è perché l’universo non si limita a essere universo fisico, ma abitato, appunto, da essere senzienti, cioè da esseri che possono ragionare come sto ragionando io in questo momento. Da questo punto di vista appare chiaro, almeno a chi ha una infarinatura minima di questi argomenti, che io sto creando una sorta di principio antropico all’incontrario. Ovvero, l’universo non esiste così com’è perché io posso comprenderlo così com’è, ma l’universo esiste così com’è perché la mia presenza, e quella di esseri simili a me, implica che sia così com’é. Mi pare questa una verità plausibile, che racconterebbe una sorgente-delle-cose anche interessata al destino delle sue creature, di cui forse è parte, e alle ragioni delle loro interrogazioni ultime.

Leggendo le ultime novità in merito al datato omicidio della giovane donna di Arce, Serena Mollicone, la cui morte procurò anche il supposto-suicidio del giovane carabiniere Santino Tuzi, oltre a restare basiti, una volta di più, sul Male che vince sempre gli individui, viene spontaneo pensare che questa legge di giustizia universale non solo si attualizza quando passiamo ad altro stato dell’Essere, come solo potrebbe essere in virtù della sua logica, che definirei quantistica (anche se non ho tempo di spiegare perché), ma in taluni casi ha effetto, s’impone, anche su questo piano di esistenza.

Se le cose si fossero svolte davvero come riportano le cronache di queste ore, cioè che la morte di questa ragazza sarebbe avvenuta in un luogo che dovrebbe essere sacro proprio alle ragioni di una vera giustizia, una caserma dei carabinieri, e la morte del giovane carabiniere sarebbe pure da addebitarsi a complotti all’interno dell’Arma, è facile immaginare come le anime di questi individui non abbiano avuto pace fino a che non sono riuscite a stabilire una verità. Come sappiamo non hanno avuto pace neppure i familiari della ragazza e, io sono disposta a credere, che non hanno avuto pace neppure i colleghi di Tuzi, che magari si sono sentiti loro stessi turlupinati, come uomini e come tutori dell’ordine!

Sì, le vie del Male sono indubbiamente tante, ma è pure indubbio che le vie della Giustizia Universale non sono da meno. In realtà, un altro dei “credo” che mi piace coltivare, è che le vie della seconda siano superiori alle prime… e c’è una logica fisica anche in questo, così come c’è nel camminare con i piedi per terra e la testa in su, non viceversa!

Rina Brundu

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