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Della scrittura (7) – Del pathos di una piccola futura scrittrice a Pyongyang. E la poesia “Vento del Nord”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Studenti in Nord Corea

Un paio di giorni fa mi è capitato di vedere uno di quei bellissimi documentari che in Italia non si fanno più, specialmente da quando la “Ditta Angela” gestisce in maniera apparentemente monopolistica l’informazione scientifica. I canali inglesi invece ci provano ancora e, seppure con diversi risultati, sanno proporsi come validi strumenti mediatici didattici.

Didattico è stato senz’altro anche questo ultimo viaggio fatto per raccontare la Corea del Nord di oggi, che ho appunto testimoniato in tv. Peraltro, è stato sempre quel programma che ha presentato anche una visita alle scuole di Pyongyang, nonché un bellissimo tentativo di confronto (anche se sempre controllato dalle autorità locali), con dei giovanissimi studenti nordcoreani.

A restarmi più impressa di tutti è stata una giovanissima studentessa che prima ha detto di voler diventare una scrittrice, e poi si è ingegnata a recitare una poesia con una carica emotiva straordinaria, connotata da un pathos recitativo mirabile. Di fatto, sebbene grazie ai sottotitoli potevamo capire quale fosse l’argomento trattato, potevamo capire che la bambina stava recitando un poema dedicato al suo Paese, quelle didascalie non servivano, così come non servivano le traduzioni, bastava a tutto il grande cuore che lei metteva nella sua performance: ripeto, meravigliosa!

Ho quindi fatto una ricerca in Rete, e ho visto che nonostante tutto ci sono molti lavori di poeti nordcoreani, spesso anonimi, per ovvie ragioni, immagino. E così, a titolo di omaggio a questa giovanissima e sconosciuta artista, sognatrice, a suo modo coraggiosa, ho deciso di tradurne uno. Del resto ognuno fa ciò che può, e io purtroppo al momento posso fare solo questo per dare una ideale mano al suo sogno.

Rina Brundu

North wind

by Zyborg

Oh north wind
I can feel you again
cause I am a gypsy at heart,
take me away this year
to a place where people smile
where there is no one senile,
there is youth
and there is hope
take me there
and let me be intimate
with the feeling of bliss
that haunts me so much.

Oh north wind
take me in your wings
and let me fly with you
cause I am a gypsy at heart,
let me fly high
let me fly low
let me dive into water
let me rush up the mountains,
let me fly along
with people like me
people on a run
from this horrid world.

Oh north wind
carry me as the twigs
as the leaves and dust
as the odor of the wet earth
cause I am a gypsy at heart.

Vento del Nord

di Zyborg

Oh vento del Nord
Ti sento ancora
perché sono zingaro nel cuore,
portami via quest’anno
in un luogo dove le persone sorridono
dove non c’é senilità,
solo Gioventù
e Speranza
portami là
e rendimi intimo
con il sentimento di beatitudine
che fortemente mi prende

Oh vento del Nord
portami con le tue ali
fammi volare con te
perché sono zingaro nel cuore,
fammi volare in alto
fammi precipitare
fammi tuffare in mare
fammi scalare veloce le montagne
fammi volare in compagnia
di persone come me
di persone che fuggono
da questo mondo orribile.

Oh vento del Nord
portami via come i ramoscelli
come le foglie e la polvere
come l’odore di terra bagnata
perché sono zingaro nel cuore

(Featured image source chinadaily.com, Poem source highonpoems.com, Italian translation by Rina Brundu, 30th September 2018).

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