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Filosofia dell’anima – Sull’equazione Wikipedia = Mafia. E sulla necessità di una mobilitazione per proteggere il copyright e l’impegno di intelletto. Le mie scuse a Claudio Magris.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

studia-sulla-treccani-non-su-wikipediaImmagina una società che lucra su ciò che hanno prodotto gli altri. Immagina una società formata per lo più da hackers, che in alcuni casi sono veri e propri criminali digitali. Immagina una società che raccoglie montagne di denaro senza renderne conto allo Stato dove quel denaro viene raccolto. Immagina una società in grado di cambiare i dati di background non appena la Finanza o la Polizia tenta di metterci il naso e di controllarli. Immagina una società che traffica con le vite altrui come meglio ritiene, armata di scagnozzi che sovente non hanno neppure uno straccio di laurea. Come la chiameresti una simile società? Mafiosa? Non avresti tutti i torti, salvo che questa società di cui sto parlando io è ben più pericolosa e si chiama Wikipedia.org.

Pensi che stia esagerando?! Io non direi! Di fatto tu daresti alla mafia il compito di educare i tuoi figli? No, vero? Questo è però ciò che succede con la società, o “charity”, creata dal para-guru americano Jimmy Wales. La società wikipedica, agendo come una società mafiosa (perché se ritieni che quanto ho scritto nell’incipit non sia corretto dovresti scrivermi, così ti provvediamo con il dettaglio), di fatto incassa utili alle spalle degli Stati, alle spalle degli individui e sovente lo fa con il metodo della diffamazione online, come certamente potranno confermare anche le vittime dei tanti processi intentati. Processi persi da Wikipedia? Figuriamoci! Non si diventa para-guru digitali senza avere un dato grammo di intelligenza o, detto altrimenti, le vie del dark-web sono infinite proprio come quella della charity-mendicante fondata dal signore sopra citato (che eventualmente, se se la sente, dovrebbe citare me in tribunale allo scopo di discutere in sede appropriata i suoi “achievements”, non attendo altro!).

Questo per dire che io non ho dubbi nell’affermare che questa “charity” è forse la società più pericolosa che circola nell’web. Ed è tanto più pericolosa per il carattere “didattico” che assume agli occhi dei più, sovente persone senza una formazione adeguata e senza un “insight” tecnico dentro date dinamiche. È tanto più pericolosa perché in luoghi “analogici” come sono spesso le redazioni dei giornali italiani, si beatifica il soggetto Wales per avere reso tali informazioni a disposizione gratis sull’web. E certo che le ha messe a disposizione gratis sull’web! Di fatto, a meno che il signor Wales non sia uno scienziato e letterato interdisciplinare di fama mondiale, magari vincitore di diversi Premi Nobel, quella roba lì non l’ha creata lui, non è sua, così come non l’ha creata nessuno dei suoi adepti. Ne deriva che la domanda è pertinente: da dove ha preso tutti quei dati Jimmy Wales? La risposta è anche semplice, o sono suoi, o li ha rubati diventando di fatto un criminale. Certo, c’è anche la possibilità che Wales abbia scritto a tutte le sue fonti chiedendo il permesso di pubblicare. Se così fosse è indubbio che tali “comunicazioni” siano disponibili: perché non chiederne quindi la pubblicazione sull’web?

E mi fermo qui. Mi fermo qui perché in realtà presto ci sarà un mio lavoro su questi argomenti che verrà circolato dove dovrebbe essere circolato. E più avanti io mi impegnerò per portare questa battaglia di civiltà dove deve essere portata: anche fosse l’ultima cosa che faccio in questo mondo. L’ultima mia battaglia. Di converso mi vergogno a confessare che se io, il mio lavoro di trent’anni, tutti coloro che  hanno lavorato con me, non fossimo stati vittime dei diffamatori wikipedici, queste semplici regole basilari non le avrei mai capite.

Ne profitto anche per fare le mie scuse a Claudio Magris che in passato ebbe, accortamente, a puntare il dito contra questa tipologia di falso impegno di intelletto, e io, proprio tra le pagine di questo sito, ne profittai per indirizzargli una pippa-contro, elogiando il para-guru possibilmente criminale americano. Le mie scuse a Magris, ma lui saprà meglio di me che per capire e comprendere bisogna crescere e sperimentare: nulla ci viene dato senza questi passi imprescindibili, è accaduto anche a me!

Rina Brundu

PS Non ho neppure dubbi che montagne di denaro siano arrivate a Bruxelles per proteggere la mafia, ma noi dobbiamo lottare comunque, come fossimo piccoli Davide davanti a Golia: di questo vive l’impegno onesto e trasparente, faticoso, questa è la sua forza!

criminali

 

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Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!