Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia del’anima – Sullo spirito finalmente libero di Angela di Mandas.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

mandas

Screenshot unionesarda.it

Angela Manca, 64 anni, di Mandas, nel Sud della Sardegna, deve averci pensato a lungo prima di imbracciare il fucile. Non mi stupirebbe se il primo pensiero lo avesse avuto già 42 anni fa. Magari proprio dopo poche ore dalla nascita dei suoi due gemellini disabili. Accade. Accade a molte madri e a molti padri che debbono confrontarsi con una tragedia così grande. Poi però Angela deve aver dato fondo a tutto il suo coraggio, alla sua forza, e per 42 anni ha fatto il suo dovere di madre. Almeno fino a oggi. Oggi, che si è scoperta ormai anziana, magari senza avere mai avuto la possibilità di vivere, Angela non ce l’ha fatta più, e dopo averli messi al mondo i suoi figli li ha uccisi.

Subito dopo Angela ha puntato l’arma contro se stessa, ma non è riuscita nel suo intento. Adesso Angela lotta tra la vita e la morte all’ospedale, magari piantonata dai carabinieri. Speriamo che Angela possa andarsene, proprio come aveva deciso lei, e speriamo possa farlo presto. Speriamo che nessuno – specialmente quando armato di tonaca e di cosiddetta acqua benedetta – abbia qualcosa da ridire sul suo gesto, speriamo che nessuno si atteggi a giudice delle azioni del suo spirito.

Faccio fatica ad immaginarmi la vita di Angela, e non sto parlando del dramma dei figli. Il fatto è che io faccio una grande fatica ad immaginare la vita di tante donne della più profonda provincia italiana, che per certi versi vivono alla stregua delle donne musulmane. Ricordo, da bambina, che date ragazze si maritavano, entravano nella loro nuova casa e poi non ne uscivano più: una intera esistenza segnata da gravidanze, pranzi, cene, televisione scurrile e poco altro. Null’altro. In alcuni casi erano più fortunate: qualcuna si diplomava, qualche altra si laureava, ma poi gira e rigira si tornava sempre lì. Paradossalmente c’era un regredire rispetto alla forza che si notava nelle antiche donne sarde, alla forza delle nostre nonne. Ho ogni ragione di credere che sia ancora così, ovvero che sia sempre peggio.

La morte dello spirito – che si può evitare solo attraverso lo studio continuato, l’esercizio della curiosità intellettuale, l’esplorazione del mondo in mille maniere, il fare, il muovere oltre il commando ormonale – è a mio avviso la fine di tutto. Non vi è dramma più grande. Non vi è tragedia più immensa. La morte dello spirito porta anche all’incapacità di elaborazione di tutto ciò che ci accade nell vita. All’incapacità di capire, perché. E dunque alla disperazione. Evitare tale fine della nostra Essenza significa quasi sempre fare scelte drastiche, dolorose, che fanno male, ma non per questo sono più censurabili di altre.

Angela avrebbe potuto agire in mille modi per salvaguardare e ritrovare la sua libertà. Ha scelto l’unica maniera che riteneva possibile: ma era davvero la più giusta? Non lo so, anche se con molta probabilità aveva ragione lei. Anche per questo io rispetto sia la scelta fatta che Angela. Angela e il suo spirito finalmente libero!

Rina Brundu

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!