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Filosofia dell’anima – Degli spiriti splendidi di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Sono diverse le tipologie di “spiriti” che mi piace raccontare sotto questa rubrica. Meglio ancora sarebbe bene scrivere di cui mi piace “prendere nota” in questa rubrica, perché per “scriverne” come bisognerebbe non c’è mai tempo, non ora almeno. Tra queste tipologie di spiriti ci sono quelli che decidono di andarsene prima da questo mondo, per qualsiasi motivo, e poi ci sono quelli che fanno o dicono qualcosa che possa avere un qualche valore (o disvalore) dalla prospettiva della filosofia dell’anima. Ci sono quindi spiriti brillanti, altri coraggiosi, altri mancanti di questi tratti ma non per questo meno validi. E poi ci sono spiriti negativi, perché no?, da questa prospettiva di visione sono importanti anche quelli, insomma, ci vuole coraggio pure per essere cattivi, o rompicoglioni sotto qualsiasi punto di vista. Di fatto il loro è solo un altro angolo di visione di come dovrebbe funzionare il mondo, finanche il loro stesso percorso di crescita intellettuale e spirituale

Confesso però che mai mi è capitato di raccontare due spiriti come quelli di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, dunque lo farò ora, anche a titolo di miserrimo omaggio. Sandra e Raimondo sono molto noti a tante generazioni di italiani. Sono amatissimi dal vasto pubblico e neppure troppo punzecchiati dalla critica più valida e feroce. La loro qualità artistica è indubbia. Certo, non erano degli attori di tipo shakespeariano né delle maschere immortali alla Totò né, tantomeno, personaggi che mercé il loro impegno civile e politico hanno cambiato la storia del loro Paese o dei loro simili, ma erano sicuramente anime belle che hanno dato un contributo e si sono fatte amare. Nella nostra memoria è rimasto impresso anche il senso di quell’indubbia affinità elettiva che ha permesso a questa immarcescibile coppia dello spettacolo nostrano di restare sempre unita, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, per un tempo lunghissimo e in un contesto mediatico dove spesso è molto facile “mollare”. Personalmente ritengo che ad essere importante non sia tanto la lunghezza di qualsiasi rapporto umano, quanto la sua qualità dato che noi percorriamo con tutti, nessuno escluso, solo dei tratti di strada più o meno lunghi… Nel caso di Sandra e Raimondo si può senz’altro dire che buona parte del loro tempo speso insieme potrebbe essere stato davvero valido.

Tuttavia non è certamente per tutti questi motivi che voglio ricordarli sotto questa rubrica, piuttosto per lo straordinario esempio che hanno saputo dare prima di morire, un esempio davvero raro, mirabile, ammirevole sotto ogni punto di vista, e che tutti noi dovremmo poter imitare. Di fatto sono rimasta sempre profondamente toccata dalla maniera con cui questa coppia benestante, senza figli, si sia risolta a dare la loro casa a una famiglia che una casa non l’aveva, a includere ogni membro di quella famiglia in questo progetto e a fare in modo che dopo la loro scomparsa quei nuovi membri potessero insediarsi come legittima continuazione di loro stessi nonostante non avessero alcun vincolo parentale, biologico.

Uno dei fatti che mi sconvolgono di più quando qualcuno se ne va è lo scoprire coloro che chiamo “vultures” intenti a predare sui possedimenti del defunto. Personalmente mi disgusta anche solamente quando vengono toccate, sfiorate, cose che non ci appartengono. Sull’altro versante ci sono coloro che accumulano, accumulano, costruiscono castelli e case quasi come se un giorno dovessero portarsele dietro: non è così! Noi dietro non ci portiamo nulla se non un’anima segnata con lo spettro dei colori che raccontano tutte le nostre azioni e i nostri pensieri, da quelle più rette a quelle più infami, da quelli più brillanti a quelli più sciocchi.

Ecco, Sandra e Raimondo sembrererebbero avere compreso questo discorso in una maniera mirabile, straordinaria, nonché sembrerebbero essere stati in grado di fare tutto ciò che hanno fatto con la gioia e la felicità nel cuore necessaria. Insomma, non erano attori shakespeariani né maschere immortali, ma sulla loro qualità di spiriti splendidi che adesso è facile immaginare ancor più brillanti, non si discute, magari poter dire lo stesso di tutti noi, un giorno!

Rina Brundu

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