Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sulla natura del Male – Dove sono i ragazzi di Hitler?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

Hitler Youth parade circa 1936Si ingannerebbe chi pensasse che i nazionalsocialisti non avessero un senso per la didattica! Tutt’altro! I giovani nazisti che avrebbero dovuto governare il mondo, che avrebbero dovuto rappresentare l’uomo ariano ideale e realizzare il sogno di quell’impero germanico che avrebbe dovuto durare più di mille anni, erano “educati” con la massima attenzione. Tale senso per la pedagogia e la didattica era coltivato fin dalla più tenera età dei piccoli nazisti. La dottrina era severa proprio come segnato, in maniera non discutibile, era il percorso necessario per arrivare ai vertici, finanche per sopravvivere.

47313La dottrina era per lo più imbottita delle solite perle condite di un odio viscerale contro gli ebrei. “Cos’è un bastardo?” chiese una volta un insegnante a un ragazzetto. Lui non si scompose, puntò il dito contro un altro bambino nella classe e sentenziò: “Eccolo! La madre è ebrea!”. Nessuno dei compagni si scandalizzò, nessuno, neppure i maestri pensarono di redarguirlo. Oltre l’odio per gli ebrei, per i diversi, altri tratti caratterizzanti il perfetto “ragazzo di Hitler” erano il coraggio, la forza, lo spregio della paura: guai a fallire una prova sportiva, guai a fallire un compito di qualsiasi natura, guai a non assumere la giusta posizione, guai a non pensare nella direzione tracciata!

Non che per essere accettato tra le SS, l’elite militare, questo bastasse! Per fare parte dei prediletti da Himmler occorreva non solo avere quel tipo di severa educazione, non solo provare lo status di ariano almeno indietro fino al 1800, ma percorrere, senza fallire mai, senza mai mostrare segni di cedimento, tutta la strada necessaria ad essere accettati nei tre centri di addestramento, nei castelli che dovevano forgiare questa sorta di nuovi templari del XXsimo secolo, cavalieri invincibili destinati a portare il sogno vittorioso di Hitler nel futuro.

Dove sono adesso?, mi chiedo. Dove sono stati in tutti questi anni i ragazzi di Hitler? Se consideriamo che tantissimi di loro sono nati alla fine degli anni trenta e agli inizi degli anni 40, questi uomini e queste donne all’inizio del 2000 avevano più o meno sessant’anni, erano giovanissimi, insomma! Quante volte ci siamo fermati a pensare che in realtà il sogno di Hitler, di Himmler, di tutti i nazionalsocialisti si è avverato? Di fatto sono stati proprio i “bambini” di Hitler ad avere governato e fatto grande la moderna Germania, che continuano a gestirla anche oggi, mentre i loro nipotini lo faranno domani!

Non è questo un discorso sciocco, men che meno teso a caricare le colpe di una banda di feroci criminali sulle spalle dei tanti. Il fatto è che la pedagogia, la didattica impartita in tenera età segna la nostra vita per sempre, sarà impossibile sfuggirle! Certo, i moderni tedeschi hanno mostrato anche di saper lottare contro quei perniciosi comportamenti, lo hanno dimostrato con i fatti, lo dimostrano acora oggi quando, diversamente da noi, riescono ad aprire la loro casa ai molti disederati del nostro tempo. Ma quando ci chiediamo il perché ci siano ancora così tanti nazisti in Germania, perché la figlia di Himmler non abbia mai ripudiato gli insegnamenti di suo padre, perché l’organizzazione Odessa abbia avuto così tanti simpatizzanti, perché gli stessi cacciatori di nazisti, a cominciare dallo stesso Wiesenthal, non sono mai riusciti a mettere le mani su alcuni dei “most-wanted”, meglio sarebbe riconsiderare l’impatto che tali insegnamenti deleteri, impartiti in giovanissima età hanno avuto su intere generazioni. Detto altrimenti, la guerra tedesca non è terminata in quei primi giorni di maggio del 1945 successivi al suicidio di Hitler, alla capitolazione di Berlino, all’incapacità dei gerarchi di riorganizzare le loro truppe, perché in dato modo non è esagerato dire che la “vera” guerra dei tedeschi è in realtà iniziata in quei giorni.

È la guerra di ogni bambino hitleriano, adesso moderno tedesco, contro i suoi passati fantasmi, è la guerra contro il senso di colpa, e poi quella peggiore contro un pensiero insistente e per forza della nostra fragile natura umana dominante: ma dato il presente stato delle cose, l’ordine mondiale che avrebbe imposto il Führer non sarebbe stato il migliore? Quale sarebbe stato il mio ruolo nel mondo se avessimo vinto?

I ragazzi di Hitler! In realtà sono vivi e vegeti e superbi come allora, i più si muovono, vincenti, percorrendo veloci e privilegiate autostrade, dotati di tanti passaporti e quasi mai apolidi, alcuni persino convinti che comunque non è troppo tardi, determinati a tutto pur di conquistare il mondo!

Rina Brundu

Advertisements

Chiudiamo Wikipedia. Non si lucra scaltramente sull’impegno di intelletto!