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Filosofia dell’anima – Il criceto, pover’uomo!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

HamsterDato che sarebbe più facile vedere montagne di sterco trasformarsi in oro davanti ai nostri occhi, piuttosto che trovare una singola critica alla famiglia Agnelli e a ciò che resta della Fiat, nei giornali italiani, è d’uopo farle qui queste critiche.

“Pover’uomo!”, mi sono detta, ieri, dopo avere saputo dello stato di coma profondo in cui verserebbe Sergio Marchionne “Manco il diritto di morire!”. Ma come si fa? Conoscendo molto bene il mondo delle aziende, conosco tutto ciò che serve sulla filosofia utilitaristica del criceto che non si può fermare mentre gira la ruota, pena il blocco di tutto il meccanismo. Però lo ripeto, ma come si fa? Cioè come si fa a essere uno dei manager più pagati al mondo, al quale non manca nulla di tutto ciò che il denaro può comprare, e ad essere a un tempo l’ultimo cristo in terra che non può permettersi il tempo neppure di curarsi, neppure di morire?

Censurabile è stato il comportamento dei vertici di casa Agnelli che hanno esibito lai ma – e lo si deduce da ciò che hanno scritto diversi giornali con fare riverente, il Corriere piegato in testa – sembrerebbero avere voluto dare la notizia solo quando, data la prognosi, si sarebbero trovati “costretti” a cambiare il loro AD. D’accordo, si comprende la necessità di trattare il tutto con accortezza trattandosi di una società quotata, ma a tutto c’è un limite, incluso il ridicolo di cui ci si può coprire. Di fatto, la Fiat non è di quella tipologia di società – in stile Apple – dove un simile cambio al vertice può avere un impatto così importante – e comunque Marchionne non era Steve Jobs. C’è qualcosa di “brutto”, di molto brutto, in tutto quello che sembrerebbe un astuto trafficare nascosto che si protrae da settimane sulla pelle di un uomo.

“Pover’uomo!” appunto! Ma che uomo è un uomo che non ha neppure il diritto di morire? Si legge, sempre tra le pagine di codesti giornaloni (o giornalini, che mi pare più appropriato) di come Marchionne alcuni mesi fa avrebbe detto “Sono stanco” ma nessuno gli avrebbe creduto. Non gli hanno creduto perché lui non è stato abbastanza convincente o perché avevano ogni interesse a non credergli? Certo, non sarebbe corretto dare tutta la colpa al “datore di lavoro”, un’altra domanda molto apropos dovrebbe essere: ma perché Sergio Marchionne quando si è accorto di non stare bene, di essere “stanco”, non ha detto “basta” e non ha fatto ciò che dovrebbe fare ogni essere umano degno di questo nome, ovvero prendersi il tempo necessario a riguardarsi?

Purtroppo non lo ha fatto perché è lì che la Sindrome del Criceto colpisce di più: guai a mostrare una debolezza, guai a dire di essere stanchi, guai a palesare una difficoltà perché potrebbe essere usata dai tuoi nemici non solo per denigrarti ma soprattutto per sfruttare la loro chance di prendere il tuo posto, di splendere di gloria riflessa. Quanti ne ho visti di questi individui?! Non ne ricordo uno capace manco a pagarlo oro… dato che adesso ne abbiamo in abbondanza visto il miracolo dello sterco di cui all’incipit.

Il criceto! Pover’uomo! Ha passato tutta una vita ad accumulare denaro per arricchire gli altri e ricchezze per se stesso che non potrà mai godere. Ma questo non è neppure il peggio: il peggio è che dove andrà tutta quella ricchezza varrà meno dello sterco, e molto probabilmente quando gli verrà fatta qualche domanda su questioni che contano non saprà neppure cosa rispondere. Accade spesso al criceto, pover’uomo!

Rina Brundu

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