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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sull’attacco fascista del giornalista Antonio Padellaro “Gim dagli occhi verdi” a Matteo Salvini. E sul nuovo trend politico banale e cazzo-comunista.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

Ettore_Muti_divisa

Ettore Muti

Ci stava girando intorno da mesi, non sapeva come arrivare al punto, ma infine il “mite” Antonio Padellaro, uno dei padri fondatori de “Il Fatto Quotidiano”, quello che amerebbe le auto potenti e scintillanti, almeno a leggere dati giornali online, è sbottato: “Salvini andrebbe fermato. Anche con modi bruschi”. Neppure “Gim dagli occhi verdi”, al secolo Ettore Muti, gerarca fascista per elezione e convinzione, avrebbe osato tanto!

padellaroProprio vero che “repubblichino” una volta, “repubblichino” tutta una vita, come i sacerdoti. La scuola scalfariana fa adepti dovunque, tutti della stessa qualità etica, morale, deontologica, e tutti riconoscibilissimi da un unico segno: il marchio trendissimo del giornale “Rolling Stones” stampato sul culo. Che tempra codesti rappresentanti di tutto ciò che è “buono” politicamente, codesti moderati, codesti signorini fighetti che non farebbero male a una mosca… a meno che non serva, naturalmente!

Pensare che io avrò certamente dedicato qualche pezzo in più al renzismo di quanti ne abbia dedicato Padellaro a Salvini, ma non mi sono mai sognata di dire che il duce di Rignano andava fermato con “modi bruschi”, mai! Peraltro tutto ciò che avevo da dire l’ho detto nel “Diario dai giorni del golpe bianco” che per pubblicarlo servono più coglioni (come ben si è visto) di quanti ne servono a Padellaro per pubblicare il suo diaretto dal Salvimaio… ma questa sarebbe un’altra storia.

Eh già questa sarebbe un’altra storia… quella che tiene banco sul fattoquotidiano.it odierno invece è la solita storia, quella vecchia di secoli ormai in Italia. Quella del signorino-fighetto che dirime dall’alto pulpito e divide i buoni dai cattivi, gli eletti dai reietti, gli accettabili da quelli che per farli fuori non basta una comune accetta ma serve una motosega, a seconda del suo “sentire” più raffinato, Vattimo direbbe “cattocomunista”, ma io aggiungerei… dei miei stivali.

Sto parlando di pensatori e scrittori raffinati insomma che, mercé le loro buone creazioni, attraggono anche un pubblico di commentatori altrettanto fini, proprio come lo Stefano-abbonato digital il cui commento riporto in calce, e che si fa notare per l’immane ignoranza che affiora da cotanto scrivere condito di insulsaggini e di concetti in stile “banalità del male” che deve avere letto nel bollettino semestrale dell’oratorio o nella cartina di un cioccolatino andato a male!

Questa è l’Italia di oggi! Questo è il giornalismo di oggi! Questo è il nuovo trend di politica banale di oggi in salsa cazzo-comunista che impera e che anche io, nel mio piccolo, ho contribuito a elevare agli onori degli altari istituzionali. Merde!, dicevano nella Parigi sessantottina e forse avevano in mente proprio lo sfascio culturale e intellettuale dei tempi che ne sarebbe venuto in quest’era post-digitale.

Non sono mai stata leghista in vita mia, non sono mai stata salviniana in vita mia, vedo nei migranti la salvezza di uno Stato fallito come il nostro, ma francamente a questo punto, e come ho già scritto… meglio morire salvinisti che vivere anche solo un istante da renzisti di ritorno e da repubblichini in salsa padellara, fascista e provinciale! Sic!

Rina Brundu

 

StefanoAbbonato Digital

5 ore fa

Caro Padellaro, tu dici: “Salvini è l’uomo dalla biografia senza qualità che dopo lunghi anni di attesa nelle retrovie della politica, mentre cominciava a perdere i capelli si è chiesto ‘cosa farò da grande’”. Ma è proprio l’assenza di qualità che colloca il ministro in quella zona grigia che viene definita “banalità del male” e che crea più assassini e fascisti “senza talento” ma non di meno diffusi tra le persone “normali”. Mi scuso per l’eccesso di virgolette.

 

 

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