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Filosofia dell’anima – Una donna in gamba

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

womanRaramente, forse mai, mi è capitato di accendere la televisione su un programma d’intrattenimento, specie italiano, e di trovarvi due persone ammirevoli. Mi è accaduto stamattina guardando il programma “Forum” e testimoniando la pazienza, l’ironia, la capacità di non farsi cogliere dall’ira e neppure di farsi soggiogare dalla veemenza dei partecipanti alla causa che stava dirimendo, del giudice Nino Marazzita. D’altro canto non era da meno la gagliarda signora siciliana che era appunto parte in causa: il suo nome non lo ricordo ma indubbiamente sarà difficile scordare il suo spirito. La sua fierezza e determinazione che hanno fatto a pezzetti sia il falso buonismo cattomoraleggiante imperante in Italia sia la datata tradizione della donna meridionale chiusa in famiglia e dipendente in tutto per tutto dal masculo, soggiogata dai suoi gioielli tra le gambe.

Sì, una signora ammirevole, forse solo un pò troppo logorroica. Si è presentata declamando la sua verità e non è retrocessa mai, non importa gli sguardi perbenisti e biasimevoli che aveva intorno. La signora ha detto chiaro e tondo all’unico figlio che era stato un errore al concepimento, che era brutto, che non lo voleva, che lei non aveva mai voluto avere un figlio e che adesso lui, bamboccione, doveva sloggiare dalla sua casa insieme alla sua ragazza incinta. Allo scopo gli ha pure fatto mandare una lettera dal suo avvocato. Non contenta ha sparato a zero sui genitori, raccontandoli per come lei li vedeva e non da figlia amorevole come avrebbe voluto il pubblico e ogni curato di campagna in genere dedito alla pedofilia. Ha finanche detto che lei non voleva andare al funerale del padre per non ricevere ridicolissime e false condoglianze di cui non gliene poteva sbattere di meno.

Condivisibilissimo questo ultimo punto ma in realtà anche tutto il discorso. Analizzato con la chiara luce della ragione non faceva una piega. Personalmente provavo fastidio per il modo in cui parlava dei genitori e del figlio, ma mi rendo conto che questo mio fastidio è procurato da esperienze diverse in merito e sicuramente da un mio spirito non formato quanto il suo… La mia esperienza diversa però non mi dà alcun diritto di giudicare la sua: se ella vedeva nei suoi quegli esseri inetti di cui raccontava con tanta lucidità e forza, significava che quella era la sua esperienza e lei è stata senz’altro in grado di raccontarla con ammirevole, appunto, onestà di metodo.

La prima cazzata l’ho sentita invece in mezzo al pubblico quando una delle perpetue di paese, seppure condita in salsa nobile, se n’è venuta fuori con l’espressione: “Come può parlare così di suo figlio? I figli sono doni di Dio”. Due cazzate in una per la verità. Intanto i figli sono il mero risultato di una atto molto fisico e entropico nella sua essenza che bisognerebbe spiegare a questa saccente del cattivo pensiero moralizzatore, e in secondis la deità. l’idolo di cui parlava lei è un altro parto aberrante delle menti malate sui cui libri si è educata o che le hanno insegnato le sue ridicolissime preci.

Ma tornando alla prima signora… ecco, veramente oggi in tv si è potuta ammirare una signora in gamba! Il ritratto della donna, dello spirito in gamba! Non felice in famiglia se n’è subito andata via, si è pagata i suoi studi, si è creata la sua azienda e si è concessa il lusso di vivere come donna e non come madonna. Se tanto ci dà tanto è pure probabile che morirà così, perché le persone davvero forti e in gamba in genere muoiono sempre da sole, non hanno bisogno dei lai esibiti di alcuno. Muoiono come hanno sempre vissuto!

Peraltro, analizzando il tutto dalla prospettiva della “filosofia dell’anima”, che vive di altre dinamiche rispetto a quelle delle pseudo-scienze tipo la psicoanalisi, durante tutto il programma a me veniva da farmi una sola domanda: ma quanto debbono essere stati deboli codesti personaggi che l’hanno circondata, se qualche giudice cosmico è arrivato a farli confrontare con un essere e uno spirito formidabile come quello di questa signora pur di farli crescere in sostanza?

Dubito molto che un simile pensiero abbia mai sfiorato quei pappemolli ma, ripeto, ammirevole il giudice Marazzita che ha tenuto per tutto il tempo il contegno che dovrebbe avere non solo il vero giudice ma persino il vero saggio che contempla e ascolta le infami miserie del mondo.

Rina Brundu

PS Peraltro poi è venuto fuori durante la causa che il padre di questa signora in gamba aveva violentato una donna sua sottoposta ripetutamente quando faceva il ras tra i suoi aranceti nell’Italia degli anni 60… come si evince la signora in gamba – che pur ha appreso di questo fatto nel programma – aveva ogni ragione di parlare così dei suoi… Sembra proprio che la giustizia cosmica abbia altre vie di quelle cazzo-moraleggianti, ma quando colpisce lo fa con una data forza, straordinaria per certi versi!

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