Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Riflessioni sul Quarto Potere (26) – Il caso dei 51 milioni di Euro di finanziamenti pubblici al giornale “Il Foglio” di Giuliano Ferrara. E sul senso del PDR per la libertà di Stampa.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

casalinoDopo 24 ore non mi sono ancora ripresa. Raramente ho visto una notizia apparsa in forma di trafiletto comico, ieri, su “Il Fatto Quotidiano” online, che possa spiegare in pieno cosa siamo stati come nazione, ma soprattutto anche perché la nostra patria è ridotta come è ridotta sia da un punto di vista economico che morale.

Il “trafiletto” titolato “Casalino al cronista del Foglio: ‘Adesso che chiude cosa fai?’. Salvatore Merlo: ‘Intimidazione’. La replica: ‘Solo battuta” riportava la notizia della contrizione espressa da tal Salvatore Merlo, evidentemente legato al giornale “Il Foglio” diretto da Cerasa ma creato da Giuliano Ferrara, a proposito della battuta di Rocco Casalino, portavoce di Palazzo Chigi, sulla possibile chiusura di quel giornale con la fine dei finanziamenti pubblici.

Naturalmente tale “contrizione” espressa ad alta voce non sarebbe stata senza conseguenze, e subito quel PDR alle dipendenze di quel Duce di Rignano che un tempo avrebbe voluto spaccare le gambe ad Alessandro Sallusti per avere pubblicato notizie non gradite, a detta sempre dello stesso Sallusti, avrebbe gridato all’attentato alla Libertà di Stampa chiedendo la testa di Casalino!

Ma quale Libertà? Ma di quale Stampa stanno parlando? Bisogna infatti arrivare alle ultime due righe di quello stesso occhiello per leggervi questa notiziola: “Nella fattispecie dal 1997 al 2015 Il Foglio è costato agli italiani quasi 51 milioni di euro di finanziamenti pubblici”. Cinquantuno milioni di finanziamenti pubblici? Oltre cento miliardi di vecchie lire? Se questi dati fossero veri e se un giornaletto come “il Foglio”, acquistato molto probabilmente dai soli Ferrara, Cerasa e Merlo, si è portato a casa tanto denaro pubblico, quanti soldi si sono portati via “Repubblica” e quel “Corriere della Sera” che in tutti questi anni si è distinto per un inqualificabile asservimento a quel PDR di cui sopra?

In tutta onestà io non avrei il coraggio di andare a vedere quei numeri, anche se sarebbe quanto mai opportuno che “il Fatto”, che non vive di denaro pubblico, faccia i conti in tasca a tutti questi colleghi. Avere quei dati servirebbe soprattutto quando codeste veline di partito sputtanano ai quattro venti i dati del nostro debito pubblico. Ecco, quando si vuol vedere da cosa nasce quel pozzo di merda senza fondo a carico di tutti gli italiani bisognerebbe proprio cominciare a guardare a queste elargizioni editoriali senza contenimento, altro che Spelacchio!

E poi per cosa? Per produrre articoli e pensieri la cui qualità estetica e il cui spessore intellettuale fa equazione con quello dell’opera omnia di una larva aneuronica?! Per produrre opinioni e cogitazioni che qui su Rosebud non pubblicherei neppure sotto la categoria “Satira giornalistica”?

E tu che cazzo hai da ridere? Se leggi quegli immondezzai strumentalizzanti i diritti sacrosanti degli individui, come quello di vivere in un mondo libero e non asservito politicamente e mentalmente, sei complice della tua stessa rovina!

Di Maio chiudere il rubinetto a questa squallida Editoria, subito!, altro che vitalizi!

Rina Brundu

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!