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Filosofia dell’anima – I capelli bianchi di Suzy Amis Cameron

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Picture source onegreenplanet.org

Alcuni giorni fa, mentre guardavo dei dvd a corredo di una edizione speciale di “Avatar” (2009) di James Cameron, e in particolare un filmato che dettagliava su una visita fatta in Amazonia dal regista che si preparava a “girare” quel capolavoro, mi ha colpito una signora bella, dolce, dai lunghi capelli che accompagnava la troupe. Dai discorsi del narratore, lo stesso Cameron, ho capito che si trattava della di lui moglie.

In quel momento non avevo idea chi fosse, al secolo, la donna, non ne conoscevo neppure il nome, ma, ripeto, la sua figura ha catturato la mia attenzione. Soprattutto a catturare la mia attenzione sono stati i suoi bellissimi capelli biondi ma indubbiamente costellati da una ricrescita canuta. Come, mi sono detta, la moglie di quello che è forse il più grande regista vivente, nonché un vero e proprio genio dell’arte cinematografica, potentissimo e riverito ovunque, persino negli sperduti villaggi amazzonici, se ne va in giro come una donnina qualunque? La cosa mi ha intrigato, mi è sembrata degna di nota, specialmente se inserita nel contesto mediatico standard costruito con scampoli di tette, culi e labbra gonfiate come canotti, anche e soprattutto nel piccolo quartierino mediatico italico.

In questi giorni ho scoperto che questa coppia è vegana (non un merito in sé, una scelta di vita come ogni altra), e guardando altre fotografie, ho visto che Suzy Amin, questo è il nome della signora, si fa fotografare in tenuta-canuta non solo in Amazzonia ma anche nelle occasioni mondane. Non ho voluto sapere altro di lei: né di cosa si occupa, quale è stata la sua carriera, quali siano i suoi credo. Di norma non mi interesso di simili dettagli per nessuna cosiddetta “celebrità”, una parola che mi fa orrore, ma in questo caso speciale non ho voluto interessarmi ulteriormente di lei per una faccenda di rispetto.

Ebbene sì, codesta signora mi ispira rispetto  e dunque voglio credere nell’onestà di questo suo peculiarissimo ritratto che di fatto la dipinge come uno spirito di sostanza, capace, brillante. C’è stato un tempo in cui anche io anelavo ad avere il capello bianco. Ancora oggi ne ho pochissimi e non ho necessità di tingere i capelli, un fattore genetico dicono. Certo potrebbe pure essere che siano pochi perché quella saggezza che idealmente dovrebbero rappresentare è lontana dal venire. Un tempo credevo veramente anche in questa equazione filosofica minimale e cacciarona capelli bianchi = saggezza. Ora ci credo molto meno  e come ho scritto diverse volte mi interrogo anche su quello che è l’intrinseco valore aggiunto che porta seco la saggezza, se lo porta…

Naturalmente si tratta di una domanda che non avrà mai risposta, ma per una volta voglio fare l’elogio anche del solo “valore epidermico” che potrebbe denunciare saggezza. Detto altrimenti, c’era e c’è in questa donna, moglie di un uomo molto conosciuto, anche per le sue prese di posizione ambientaliste, sicuramente capace, un in-più che si racconta a livello denotativo e raccontandosi ci fa capire anche perché colui l’abbia scelta come compagna. Ci sono cose che si realizzano su altri livelli e questa curiosissima coppia holliywoodiana sembrerebbe averlo capito pienamente, a ulteriore dimostrazione che non bastano le paillettes, le luci del palcoscenico e le lusinghe della celebrità neppure per fare uno sciocco. Meditate gente, meditate!

Rina Brundu

 

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