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Filosofia dell’anima – Ancora SULLA NATURA DEL MALE. Hermann Göring: “Almeno ho vissuto 12 anni decenti!”. E sul progetto salviniano di schedatura dei Rom.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

 

goeringMi colpisce, mentre passa il tempo dai giorni in cui studiavo per scrivere il saggio “Sulla natura del Male”, quanto tanto di quel materiale sia rimasto dentro di me senza trovare una via d’uscita, uno sfogo, uno sbocco nero su bianco, sulla carta. E mi colpisce come anche ciascuno degli elementi non oggettivati sul piano del reale, siano di fatto importantissimi e si prestino a tanti discorsi-altri. So già che in un modo o nell’altro tutto il macro-discorso scritturale continuerà e continuerà perché è un “requirement” imprescindibile dell’anima, un qualcosa contro cui non si può lottare pena la negazione dell’essenza.

Non sarà per adesso però, anche perché la mente necessita di riposare, o così dovrebbe essere. Poi rivedi dati appunti e, tra i tanti altri, ti ricordi pure di Hermann Göring e di un’altra delle sue tante battute fuori luogo: “Almeno ho vissuto 12 anni decenti!”. Che a volte queste considerazioni estemporanee, fatte da criminali della peggior specie, hanno comunque un che di “profondo” che non si può far finta di non vedere se si è spiriti abituati a pensare. Bisogna stare anche attenti con il vizietto de politically-correct a tutti i costi, bisogna stare attenti cioè a non scandalizzarsi troppo, a non stracciarci troppo le vesti in piazza perché a ben guardare quelle vesti potrebbero essere le nostre.

Infatti, al netto delle sue imprese criminali, delle quali peraltro era perfettamente cosciente, forse anche quando si faceva di morfina, che cosa stava dicendo Göring quando diceva: “Almeno ho vissuto 12 anni decenti!”?. A mio avviso stava dicendo proprio ciò che dicono in tanti anche nell’Italia moderna: meglio vivere per arraffare, e vivere per scopare, e vivere per mangiare, e vivere per soddisfare ogni minimo istinto, curare ogni dolorino del mio ditino a scapito della morte-certa altrui, mors tua vita mea, insomma! Esagero? Se esagero pensiamo anche solo a cosa è stato il renzismo negli ultimi cinque anni. Un inno all’edonismo più sfrenato, una goliardica affermazione dell’io intento a lucidarsi le penne, ad ammirarsi allo specchio come Narciso, una vittoria dell’egoismo privato e senza vergogna che tutto annienta sul versante pubblico, civile, umano.

Allargando ulteriormente la proposizione retorica si potrebbe arrivare fino a dire che c’è un Göring in ciascuno di noi tutte le volte in cui permettiamo alle necessità istintive dell’Essere di avere la meglio sui dubbi della ragione, tutte le volte in cui non siamo capaci di guardare al nostro destino come a un qualcosa che sia altro rispetto all’impellenza di vivere al meglio per 12, 30, 50, 100 anni! Già, c’è un Göring in ciascuno di noi, nelle vittime come nei cacciatori, nei saggi come negli incapaci, nei ricchi e nei poveri, nei sani e nei malati, nella buona e nella cattiva sorte, quando ridiamo e quando piangiamo. C’è un Göring in ciascuno di noi e meglio sarebbe ricordarsi che bisogna tenerlo a bada, anche in tempi digitali, anche in tempi in cui ogni termine sembrerebbe vivere privato di qualsiasi significante e dunque sembrerebbe incapace di ferire veramente.

Lo dico anche a proposito dell’ultima uscita di Salvini a proposito della sua ridicolissima idea di voler schedare i Rom: “Bisogna tenere a bada i Göring e i Goebbels in noi!”. Anche perché il Male non va mai via veramente, attende solo l’occasione storica propizia per ripresentarsi più determinato che pria. E se una volta il suo Messia è stato un reduce di guerra e un artista fallito, nulla toglie che la prossima volta sia un “influencer” feisbukico e trendy davvero convinto che la Politica sia ormai solo un altro gioco al rialzo fatto sulla pelle di un popolo rassegnato che la tecnologia ha provvidenzialmente trasformato da bue in avatar virtuale.

Rina Brundu

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