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Filosofia dell’anima – Il caso Sana Cheema

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

sanaÈ da diverso tempo che tento di buttare giù qualche breve riflessione sul caso che ha riguardato Sana Cheema, la ragazza italo-pakistana uccisa in Paskitan perché si è rifiutata di sottostare al tremendo rituale del matrimonio combinato. Non ci sono mai riuscita, e in realtà sento che non ci riuscirò neppure oggi. Del resto ho già dato: cos’altro potrei dire che non abbia già detto a proposito delle pratiche superstiziose o religiose che dir si voglia? Nulla, naturalmente. Anche perché non ci sono davvero parole per raccontare il danno che hanno portato nel mondo gli indottrinamenti religiosi, quelli cristiani così come quelli musulmani, o di qualsiasi altro “credo”.

Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che dietro queste pratiche che nascono dentro un contesto pseudo-spirituale, c’è sempre dietro l’obiettivo degli obiettivi: agguantare potere, gestire una società, una famiglia. Insomma, quando gli aztechi praticavano la loro religione sanguinaria, barbaramente sanguinaria, non stavano solo offrendo bambini o giovani donne in sacrificio al dio sole, o a chi per lui, di fatto stavano usando il terrore come metro formalizzato per governare una comunità. Chi dimenticasse questo non avrebbe capito davvero niente di come va il mondo. In realtà, non siamo noi ad essere stati creati ad immagine e somiglianza di questa o quella divinità, ma sono quelle divinità che rispecchiano ciò che noi siamo, ovvero delle società fondamentalmente immorali (nel senso di società dotate di una scarsa tempra etica). Da notare c’è che il cristianesimo non fa assolutamente eccezione alla regola, laddove a un Gesù misericordioso (altra cosa è il dio criminale del Vecchio Testamento), non appena la Chiesa ha cominciato a germogliare in maniera rigogliosa, è stata subito affiancata una gerarchia i cui “achievements” sono purtroppo noti a tutti, da Papa Alessandro VI in su e in giù.

Da un punto di vista strettamente pratico le dottrine religiose sono quindi solo  altri modi più scaltri per agguantare il potere sia all’interno di una comunità, di uno Stato (vedi anche le attuali continuate ingerenze della Chiesa cattolica nelle dinamiche politiche di moderne nazioni non completamente formate alla democrazia liberale come Italia e Spagna), sia all’interno di un nucleo familiare. La grande fortuna dell’Europa indottrinata dal cristianesimo è stata quella di non avere mai saputo annientare completamente il metodo razionale dei grandi filosofi greci e le istanze rivoluzionarie che si sono manifestate, per esempio, nella Francia del XVIII secolo. Questa storia, memoria, eredità intellettuale mirabile, ci ha insomma permesso di non soccombere totalmente davanti all’oscurantismo e alla superstizione, e infine ha portato seco, come straordinario bonus civile, le rivoluzioni del 68 e la rivoluzione femminista.

Una rivoluzione, quest’ultima, che purtroppo non ha mai interessato i Paesi musulmani, il cui motto “etico”, ispiratore, di fondo non è mai stato “porgi l’altra guancia”, quanto piuttosto “occhio per occhio dente per dente”. Ne deriva che di una simile filosofia perniciosa, deleteria, decadente, minacciosa, ne è stata infine vittima anche Sana Cheema. O meglio, lei è stata l’ultima vittima “mediatica”, perché le altre, quelle di cui non sapremo mai nulla, proprio come non sapremo mai nulla di tantissimi abusi portati avanti da religiosi pedofili in quel d’Irlanda e in molti altri luoghi, sono infinite. Sono così tante che al solo tentare di figurarmene un numero credibile, mi sento vinta da un orrore munchiano che appunto non mi riesce di esprimere a parole.

L’orrore, l’orrore, l’orrore!

Rina Brundu

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