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Giornalismo italiano, l’età del declino e della mancanza di credibilità (3) – Il caso Odifreddi vs la notte dei cristalli di Repubblica e una domanda: ma Scalfari sta stalkerizzando intellettualmente Papa Francesco?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

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Screenshot tratto da ilfattoquotidiano.it

Metto subito le carte in tavola onde non generare fraintendimenti o equivoci: io ho sempre avuto una notevole ammirazione per il professore Odifreddi, i cui articoli in passato furono pubblicati anche su un mio vecchio sito chiamato “Terza Pagina World” con il suo permesso, di converso sono una che non leggerebbe, o comprerebbe il giornale attualmente diretto da Calabresi, nonché edito dal “grande vecchio” De Benedetti, neppure se lo scopo dovesse essere solo quello di pulirmi il culo! Per correttezza nei confronti di Calabresi sottolineo inoltre che una tale pubblicazione non la leggevo né la compravo neppure quando era diretta da Ezio Mauro, men che meno al tempo del “fondatore” berluscafariano. Peraltro ho in genere una pessima opinione di chi acquista quel quotidiano schierato e lo usa come bibbia politica, so già che si tratta di persona che ha limitate possibilità di acquisire una minima knowledge alla fonte senza la necessità dell’aiuto di un mediatore comunicazionale interessato e generalmente analogico.

Detto questo l’ultimo caso “Repubblica” vs Piergiorgio Odifreddi a mio modo di vedere merita un qualche approfondimento. Secondo “Il Fatto Quotidiano” tutto sarebbe partito da alcune smentite ufficiali fatte dal Vaticano ai soliti carteggi (pomposamente chiamati “dialoghi”, manco se il “fondatore” fosse una sorta di Platone 2.0), pubblicati dal quotidiano debenedettiano, laddove in quegli scritti ci sarebbero stati dei virgolettati non attribuibili al pontefice. Francamente che queste smentite siano state fatte non mi sorprende, a me sorprende molto di più che Papa Francesco stia continuando a interagire con lo Scalfari non troppo brillante (per usare un eufemismo) di questi tempi. I casi, infatti, sono due: o Francesco sta dando filo alle elucubrazioni epidermiche e poco condivisibili scalfariane o Scalfari sta stalkerizzando intellettualmete il Papa, non ci sono altre vie! Questo lo dico anche perché tempo fa mi capitò di leggere un altro “carteggio” tra questi due personaggi (ne riportai le impressioni anche qui su Rosebud) e rimasi scioccata dalle “amenità” cogitazionali che proprio Scalfari tirava fuori: se quella era la “tempra” filosofica messa in campo ce ne era insomma abbastanza da consigliare all’ex direttore una sana vita all’aperto magari dedicandosi all’agricoltura e alla vigna che non fa mai male neppure in tarda età.

 

Ma come spesso accade da un sassolino può nascere la valanga! E la valanga sarebbe stata determinata dalla critica che, in conseguenza delle dichiarazioni del Vaticano, il professor Odifreddi avrebbe fatto direttamente a “Repubblica” e indirettamente allo stesso Scalfari. Nello specifico, sempre secondo il quotidiano online diretto da Gomez, Odifreddi sarebbe stato reo di interrogarsi sul: “perché mai Repubblica non metta un freno alle fake news di Scalfari, e finga anzi addirittura di non accorgersene, quando tutto il resto del mondo ne parla e se ne scandalizza” e esprimendo l’impressione “che in fondo ai giornali della verità non importi nulla”.

Apriti cielo, è stato toccato il nume tutelare e bisogna intervenire direttamente: Calabresi non ci avrebbe pensato due volte, avrebbe chiuso il blog del professore in pieno stile nazista Notte dei Cristalli e lo avrebbe fatto perché “non accade per le critiche a Scalfari, che sono lecite e fanno parte di un libero dibattito, ma per quello che hai scritto del giornale con cui collabori da anni. Il problema è che non si può collaborare con un giornale e contemporaneamente sostenere che della verità ai giornalisti non importa nulla. Che oggi serva di più pubblicare il falso del vero. Questo è inaccettabile e intollerabile, non solo per me ma per tutti quelli che lavorano qui. Facciamo il nostro lavoro con passione e con professionalità e la gratuità delle tue parole di ieri ci ha fatto male”.

Che dire! Tanto debbo alla mia intelligenza dall’evitare di commentare le spiegazioni del direttore Calabresi. A differenza di Odifreddi però io ho il “privilegio” di scrivere su un blog libero e quindi posso dire (per la verità l’ho anche documentato negli anni) in tutta onestà che nella “Repubblica” che ho saltuariamente visto io, tutto viene preso in considerazione tranne la “verità”. O, per meglio dire, la “verità” di “Repubblica” è, secondo me, quella che più conviene al “grande vecchio” che la finanzia, per inciso quello stesso “grande vecchio” dell’operazione “insider renzism” e di tutto il resto.

Al professore invece dico: come è possibile che uno spirito libero come il suo, in tempi digitali stia ancora dipendendo per farsi sentire dagli “whims” di un giornaletto che andava di moda negli anni 80 e che ora mostra come migliori “perle” le potenti cogitazioni del Michele Serra renzista, riportate in pregnanti rubriche quali “l’Amaca”? Caro professore, se lei tiene, come immagino tenga, alla sua memoria futura si allontani subito da simili combriccole politicamente scaltre, proprio perché, come ha giustamente fatto notare lei, non ci sono persone intellettualmente valide che oggidì mettano dietro alle masturbazioni pseudo-filosofiche di Scalfari. Calabresi è costretto per mestiere e per contratto a pubblicarle, ma lei ha la grande fortuna di potersi dedicare ad altro tipo di studio. Se ne contenti dello status-quo e riprenda il suo lavoro, anzi, ringrazi pure il direttore, e per confonderlo gli mandi un volumetto con le cogitazioni nietzchiane a proposito di cosa sia la “verità” per un uomo di cultura: non mi stupirebbe se la redazione, non conoscendo un vero testo filosofico, le pubblicasse nelle “Lettere al giornale”. Sic!

Rina Brundu

PS Professore impari a mandare i suoi pezzi ai migliori blog di notizie come dovrebbe fare qualunque cittadino impegnato a raccontare i tempi diversi che viviamo e a raccontarsi con estrema libertà, e ne guadagnerà in credibilità! Li mandi anche a Rosebud e per ogni dieci fake-news scalfariane che saprà sputtanare le diamo un premio, altro che boicottarla!

Nota editoriale: dieci punti a Repubblica come peggior giornale italiano 2018, meglio mettersi avanti con il lavoro per i Rosebud Awards di dicembre!

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