Advertisements
CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Sulla spettacolarizzazione della morte e del dolore di Barbara D’Urso e Lorenzo Crespi, ma Lorenzo ha davvero bisogno d’aiuto!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Lorenzo Crespi a Domenica Live-2.jpgPremetto che, fino a questo pomeriggio, non avevo la minima idea di chi fosse Lorenzo Crespi. Quando ho letto che si trattava di un attore delle “ficssion italiane” ho pure capito il perché…. Della spettacolarizzazione del dolore in casa D’Urso invece ne ho sentito parlare spesso, ma oggi, mercé l’essere impedita a letto dall’influenza, l’ho pure toccata con mano.

In tutta onestà mi è molto difficile mettere nero su bianco i miei pensieri su ciò che ho visto e ho sentito e francamente non ho idea di dove finisca la realtà e dove inizi la vera “ficssion”. Volendo dar credito alle parole di questo giovanotto che sembra sicuramente malato (e non solo ai polmoni) le uniche domande che ti vengono alla mente sono: ma se questo signore ha così tanti problemi, perché non esistono dei servizi sociali in grado di assisterlo per il meglio? Da quando in qua ci si rivolge a Mediaset o alle telecamere per ottenere aiuto di questo tipo? Che lui sia complice in questa spettacolarizzazione della sua miseria (di quella vera che vive dentro, non di quella che fa equazione con la povertà economica)?

Confesso che per un momento l’ho pensato, specialmente quando continuava a ripetere di stare lì lì per morire… Poi i suoi discorsi, i suoi racconti, mi hanno fatto cambiare idea… e mi è apparso chiaro che il problema di Lorenzo non è solo fisico, ma che è soprattutto di altra natura, perché a volte il dolore la vince su di noi e si mangia il meglio delle nostre vite, deride e irride senza pietà ogni nostra ridicola vanagloria.

Ne deriva che Lorenzo Crespi sembrerebbe davvero necessitare di aiuto, mentre in un Paese normale il suo dolore godrebbe della dignità del silenzio che sovente richiedono queste drammatiche esperienze di vita… in un Paese normale, appunto, che purtroppo per noi non è il nostro!

Rina Brundu

Advertisements