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Filosofia dell’anima e Best of Italy – La voce di Guccini. E la poesia “Canzone delle domande consuete”

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

francesco-gucciniNon ho parole per descrivere le sensazioni che mi trasmette la voce del cantautore Francesco Guccini. A momenti diventa così tonante dentro di me che pare un trait-d’-union tra questa e le dimensioni-altre, e così essendo mi sconvolge l’anima come poche cose che mi sia mai capitato d’ascoltare. La voce di Guccini non necessita di parole, né che quelle siano dotate di significati pregnanti, né di storie da raccontare o di musica da cui farsi trascinare; la voce di Guccini è già in sé tutto questo e molto altro ancora.

La voce di Guccini è memoria potente e atavica, è ricordo di bambini, è vento freddo sulla montagna, è folata imperiosa che modella la roccia, piega gli alberi e gioca con la sabbia. La voce di Guccini sa di tutto ciò che è buono, di tutto ciò che ha valore e sarebbe opportuno conservare. La voce di Guccini scava dentro luoghi che non sapevamo di abitare… la voce di Guccini deve essere un diamante splendido rubato alla corona di un dio benigno abbastanza da lasciarcela godere…

La voce di Guccini è un dono speciale per cui essere grati.

Rina Brundu

https://www.youtube.com/watch?v=6u7n05gOgbA

Canzone delle domande consuete

(Francesco Guccini)

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente

come se il tempo per noi non costasse l’uguale,

come se il tempo passato ed il tempo presente

non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei

per non strascinare le parole in linguaggio d’azzardo;

eri bella, lo so, e che bella che sei;

dicon tanto un silenzio e uno sguardo.

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi

quel che sono o sarei, quel che saro’ domani…

non parlare non dire piu’ niente se puoi,

lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,

trascinate dai giorni come piena di fiume

tante cose sembrate e credute diverse

come un prato coperto a bitume.

Rimanere cosi’ annaspare nel niente,

custodire i ricordi, carezzare le eta’,

e’ uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente

del diritto alla felicita’

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?

Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?

Esser tutto, un momento, ma dentro di te.

Aver tutto, ma non il domani.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce

tutto cio’ che sta fermo, tutto cio’ che si muove;

non so dire se nasce un periodo o finisce,

se dal cielo ora piove o non piove,

pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”

a sorridere a “salve”, dire anch’io “come va?”

Non c’ vento stasera. Siamo o non siamo assieme?

Fuori c’e’ ancora una citta’

Se c’e’ ancora balliamoci dentro stasera,

con gli amici cantiamo una nuova canzone…

…tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera

tanti anni, ed ancora in pallone

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di te.

Non andare… vai. Non restare… stai.

Non parlare… parlami di noi.

https://www.youtube.com/watch?v=70kvyI5NzhA

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