Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Filosofia dell’anima – Delle necessità motivazionali di Pamela Mastropietro

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

woman-3096664_960_720

Just anothe woman

Cè una differenza importante tra un aforisma didattico che nutre lo spirito e le frasette motivazionali che, soprattutto in America, vanno molto di moda al giorno d’oggi. L’aforisma, il buon aforisma nasce infatti da un momento di riflessione e provvede un insegnamento che non guarda mai a mostrare un in-più necessariamente positivo, ma che si limita piuttosto a presentare una verità, bella o brutta che sia non fa una differenza. Le frasi motivazionali, di contro, tendono appunto a motivare, a costruire una immagine di un mondo imprescindibilmente edonistico, ottimista per forza e a oltranza. Non sempre è un bene, anzi!

Visitando la bacheca Facebook di Pamela Mastropietro, la diciottenne di Macerata trovata uccisa e fatta a pezzi, ieri sera, è impossibile non notare come quelle sentenze motivazionali, in stile filosofia denoartri mordi-e-fuggi, fossero un rifugio importante per l’anima di questa ragazzina molto sfortunata. Si evince, insomma, che laddove non riusciva a trovare conforto nel giudizio, nel senno, nella maggior saggezza che la circondava, Pamela cercava conforto tra le braccia della sensibilità disinteressata di quegli autori trendy che, possiamo immaginarlo, raramente avranno creato i loro capolavori in risposta ad una effettiva esigenza dello spirito, quanto piuttosto per acchiappare qualche altro click qui e là tra i pensatori di bocca buona proprio come loro.

Se è quindi triste scoprire che il background culturale a cui avrebbe dovuto attingere la giovane anima di Pamela per nutrirsi, non era quello che uno Stato moderno davvero degno di questo nome avrebbe dovuto darle, è ancora più spaventoso realizzare la solitudine che doveva circondarla nella contingenza quotidiana. Quella solitudine si mostra alla stregua di un tsunami gigantesco tra le pagine della sua bacheca e in dato modo prende anche l’anima di chi guarda: emerge nell’evidente limite intrinseco della sua capacità di esplorazione del mondo intorno, emerge nell’attenzione quasi maniacale a tutto ciò che è epidermide, nel numero esagerato di “amici” internettiani, nel profondo vuoto spirituale che tutto circonda.

Quante Pamele, mi sono chiesta, ci saranno nella nostra Italia che, seppure senza avere i suoi tanti problemi, esistono senza vivere mai? Esistono illudendosi di esistere, grazie alle cogitazioni disimpegnate di questi guru d’oltreoceano di una pseudo-filosofia oggettivamente costruita a beneficio delle moderne menti stanche? Quante Pamele dimenticate da tutti noi in quanto Stato, in quanto scuola, in quanto famiglia, trascorrono le giornate nutrendosi di questo nulla che oggi è diventato il-tutto, che oggi è la vera droga da sconfiggere? Non lo so quante Pamele ci saranno, forse un po’ Pamele lo siamo tutti noi, ma è pur vero che alcuni spiriti sono più fortunati. Alcuni riescono a contare sulla loro tempra intrinsecamente più forte, altri sugli angeli disinteressati che li circondano, altri se la cavano semplicemente per culo, o così sembrerebbe…

A Pamela Mastropietro non è toccato nulla di tutto questo, se non sommare sciagura a sciagura, disgrazia a disgrazia fino ad incontrare sulla sua strada una sua “nemesi” straordinariamente diabolica. Scrivo “nemesi” non a caso, ma proprio perché mi piace riflettere quando ci riesco (non sempre), e non dedicarmi mai a costruire frasi motivazionali forzatamente positive o falsamente didattiche. La mia speranza è dunque che qualsiasi scopo avesse il viaggio di Pamela su questa terra, lei abbia saputo pagare il debito, qualunque fosse la sua natura, e prepararsi una prossima esistenza migliore, più produttiva, più feconda. Non ho dubbi che così sarà. A noi, invece, dato che non siamo riusciti a darle altro, spetterebbe il compito di fare giustizia: presto, bene, subito!

Rina Brundu

PS A posteriori vorrei precisare una cosa molto importante per i lettori di questo post. Questo scritto non costituisce a nessun titolo scritto informazionale. Io non conoscevo Pamela o le sue vicende personali. Io ho semplicemente letto della sua storia e ho visitato la sua pagina Facebook. Questo post racconta dunque le mie impressioni su di lei, che appunto non costituiscono fatto. Il post è stato scritto solamente a titolo di omaggio per Pamela. Perché prima di essere una “vittima” era una persona, un’anima… un’anima bella, una vita esemplare che dovrebbe essere ricordata anche altrimenti, oltre le pagine della cronaca.

Advertisements

Regala i noltri libri a Natale. Acquistali qui, risparmia!