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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Diario dai giorni del golpe bianco – Le visite a Yahoo e Google

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

 

guida (13)

Solo una breve nota autorale – Da oggi per me inizia un’era diversa sul sito e un’era di diverso impegno civile e politico che, non escludo possa portarmi anche ad impegnarmi direttamente in politica…. di sicuro io non starò zitta a sopportare angherie, l’ho fatto in passato in molti luoghi e me ne sono pentita. Ora, tiro fuori le unghie e combatto… come? Ne scriverò di più domani per quando riguarda il sito e sulla battaglia che faremo fino alle prossime elezioni politiche… Inoltre, da oggi in poi il “Diario” verrà messo completamente a disposizione in Rete… post dopo post. Infine reitero il messaggio per esecutori e mandanti: se pensate di intimorirmi come siete abitutati a fare con i vostri servi della gleba avete sbagliato indirizzo, completamente! Io non scrivo cazzate su giornali patinati, io scrivo perché lo pretende il mio spirito e c’é più commitment d’intelletto in ogni secondo che respiro che spermatozoi vostri in quella rara volta in cui vi riesce di “venire”, cosa che non accade spesso ai senza palle!

Rina Brundu

 

Settembre 2014

Le visite a Yahoo e Google

“Basta slogan!” avrebbe ammonito la CEI sul piede di guerra contro l’Esecutivo. In altre circostanze avrei detto che la CEI dovrebbe occuparsi di tutt’altre faccende (anche l’aria che tira in Vaticano non è delle migliori), e che sarebbe cosa buona e giusta che la Chiesa la smettesse una volta per tutte di entrare a gamba tesa nelle questioni della politica italiana, ma stavolta mi sento di fare un’eccezione.

Dopo avere seguito le fantastiche avventure di Matteo Renzi nel paese delle meraviglie dello zio Sam, l’eccezione é d’obbligo. Si faccia avanti chi, essendo già in età matura, e avendo saputo degli attuali spostamenti del Premier, non si sia sentito alla stregua del buon padre o della buona madre di famiglia che, avendo mandato il figliolo alla sua prima vera gita fuori contado, ne abbia ascoltato, preoccupato e intenerito a un tempo, i suoi eccitati racconti social: la visita a Yahoo, la scampagnata a Google dove “mi hanno lasciato indossare anche i Google Glass”, la capatina alle Nazioni Unite dove, pensa tu!, mentre i grandi approvavano all’unanimità le risoluzioni contro il califfato, noi abbiamo persino intravisto Leonardo di Caprio che dirimeva a proposito della necessità di un management oceanico sostenibile: ma si può?!

“Devo essere sincero: Renzi non mi convince”, ha scritto pochi giorni fa il bravo Ferruccio De Bortoli, in un suo pezzo titolato Il nemico allo specchio.  Santo iddio, chi ne sarebbe convinto? Riprendendo le parole della CEI, se togliamo via gli slogan e i famosi 80 euro (che non mi riesce ancora di capire perché non siano stati dati a chi ne aveva effettivamente bisogno in un’epoca di vacche magre!), il renzismo appare sempre di più alla stregua di un vanitoso imperatore che passeggia (a nostre spese) per le strade del mondo e come mamma l’ha fatto. Che De Bortoli, insieme alle poche altre menti avvedute che dirimono sul funesto destino dell’Italia politica contemporanea, facciano notare che “il re è nudo” è solo una conseguenza delle cose, non serve insomma alcuna illuminazione particolare, e non servono neppure i Google Glass. “Il dissenso (Delrio?) è guardato con sospetto”, ha scritto ancora il direttore. In realtà è questo suo inciso l’unica novità che mi ha dato da pensare. Non so nulla del ministro Graziano Delrio[1], e  non lo conoscevo prima dell’avvento di Renzi, tuttavia non mi stupirei se De Bortoli raccontasse una verità, se dentro le più segrete stanze del famigerato Giglio Magico[2] il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri venisse guardato con sospetto. Trovo in fortissimo contrasto i toni pacati, misurati, seri (e non seriosi), di Graziano Delrio, con i toni preferiti dal nostro Premier. Se dovessi scegliere il tipo di politici che dovrebbero rappresentarci dopo lo sconquasso epocale che ci ha travolti, direi che occorrerebbe ricominciare proprio da quelli come  Delrio.

 

[1] Graziano Delrio (Reggio nell’Emilia, 27 aprile 1960) è un politico italiano, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti dal 2 aprile 2015, prima nel Governo Renzi e poi riconfermato in carica nel Governo Gentiloni.

È stato Sindaco di Reggio Emilia dal 2004 al 2013 e Ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Letta. Nel Governo Renzi ha rivestito la carica di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri fino al 2 aprile 2015, prima della sua nomina a ministro.

[2] Il Giglio magico è il nome che è stato dato al gruppo di fidati collaboratori, per lo più toscani, di Matteo Renzi.

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