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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Media e regime (3) – Il Caso Boldrini

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

PERLE POLITICHE – SENILITÀ, OKAY, MA SE DOVESSI DIVENTARE RENZISTA…

…portarmi dal veterinario e sopprimermi subito, please!

(Clicca qui per leggere tutto)

Rina Brundu

media e regimeNon sono mai stata una fan della Presidente della Camera Laura Boldrini. Tra le tante ragioni che mi hanno sempre indotto a non esserlo, ricordo la famosa e famigerata lettera che avrebbe scritto a Mark Zuckerberg  per aizzare il metodo censorio in Rete; ancora, lo stracciarsi le vesti sulla pubblica piazza in nome di un sessismo contro le donne azionato a seconda della convenienza politica, le troppe volte in cui è stata scoperta dalla Stampa ad occuparsi troppo di cose internettiane, mentre ci si immagina che il Suo alto ruolo istituzionale forse necessiterebbe di tutta la sua attenzione, anche di quella che dedica alla sua vita virtuale. In ultimo, l’essere Laura Boldrini parte integrante di quella abominevole casta politica renzista che ha fatto esistere questa legislatura orribile come nessuna, nonché deleteria per il Paese come poche altre, non aiuta. Queste cose bisognerebbe scriverle perché le legioni di italiani che si lamentano online delle sue avventure “mediatiche” non sono tutte formate da troll impenitenti, ma sono per lo più espressione di un popolo più accorto, meno incline a farsi sbeffeggiare dalla casta, e determinato a “cazziare” il politicante incauto di turno non appena se ne presenta l’occasione propizia.

Dulcis in fundo, c’è da registrare questa sorta di naiveté-virtuale che sembra accompagnare le uscite “virtuali” della Presidente della Camera che fa davvero preoccupare, una naiveté che gioco forza ci fa interrogare in che mani abbiamo il nostro Paese. Per meglio spiegare, basti dire che è ancora fermamente impresso nella mia mente quel momento della campagna presidenziale americana 2016 in cui Hillary Clinton ebbe a dire del futuro Presidente Donald Trump: “Se si riesce a prenderlo all’amo con un tweet, che fiducia possiamo dargli come futuro leader di questa nazione?”. La Clinton non aveva tutti i torti e per fare un parallelo favoloso ma che renda bene l’idea, immaginate di dover dare la valigetta che contiene i codici per inizializzare una guerra nucleare a una Laura Boldrini fresca di attacco di bile dopo l’ennesima esternazione troll online, voi gliela dareste? Credo proprio di no.

Una situazione idealizzata, astratta, appunto, ma che rende bene l’idea, specie sulla stoffa che bisogna avere oggidì per essere governanti, o anche solo meri politicanti capaci, anche capaci di vivere la loro epoca con la dignità che richiederebbe un qualsiasi ruolo politico o istituzionale. Non ho una grande opinione di me, ma ancora ancora voglio pensare che se avessi le responsabilità della Boldrini, il mio pensiero non sarebbe concentrato sulle sciocchezze che scrivono i trolls in Rete, ma sarebbe tutto focalizzato sul lavorare per il bene ultimo del mio Paese che mi ha dato l’onore di rappresentarlo. Almeno questo lo voglio pensare di me, sarebbe il minimo sindacale.

boldrini

Screenshot da Il Fatto Quotidiano

Detto questo, dobbiamo anche riconoscere che la signora Boldrini ha una età che la fa appartenere a quell’epoca pre-internettiana che inseguiva altre formalità, e anche questo bisogna capirlo. Diceva qualcuno molto saggio che non puoi pretendere che un’anima a cui hanno mozzato entrambe le braccia raccolga un pallone che le viene lanciato addosso, al più puoi aiutarla a ricostruirle, in un qualsiasi modo, quelle braccia. D’altro canto, se davanti a coloriti attacchi virtuali come quelli che si sono letti dopo il recente episodio terroristico a Barcellona, in “virtù” dei quali gli autori degli stessi esternavano sul come avrebbero voluto la Boldrini nelle Ramblas, non si può che provare una pena infinita (cioè la pena che solamente si può provare nei confronti di esseri evidentemente privati di ogni gioia nella vita), davanti all’ultima esternazione di cui si legge oggi, ovvero davanti ad un simpatizzante leghista il quale si starebbe interrogando su quando alla Boldrini e alle donne PD capiterà uno stupro di gruppo come quello avvenuto a Rimini… be’ lì bisognerebbe fermarsi. Fermarsi e riflettere almeno un poco.

Dopo tale riflessione non si potrebbe che concludere che questo sarebbe proprio un caso in cui la Boldrini, a suo nome e a nome di tutte le altre donne (che siano o no del PD poco importa), potrebbe procedere con querela contro questo signore, proprio come ha nuovamente annunciato solo alcuni giorni fa di volere fare da adesso in poi. Una qualsiasi esitazione davanti a questa dichiarazione lesiva dei suoi diritti di donna e dei diritti di tutte le altre donne, qualora la stessa si rivelasse fondata, sarebbe solo un’altra dimostrazione della tempra e della sostanza politica pressoché inesistente sempre mostrata da questa nostra Presidente della Camera che passerà alla storia come quella meno amata. E si capirebbero pure le ragioni dello status-quo senza necessità di ulteriore investigazione, e senza l’aiuto degli infaticabili “trolls” online che, poverini, da qualche parte debbono pure sfogare i loro istinti più bassi, bestiali. E più veri.

Rina Brundu

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