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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Vite che insegnano (12) – Blanche Monnier

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ci son più cose in cielo e in terra, Orazio, che non sogni la tua filosofia. (Amleto: atto I, scena V a.k.a. William Shakespeare)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

C’é più giornalismo in Rosebud e tra i miei appunti sparsi, Eugenio, che non sogni la vostra “Repubblica”, tua e di De Benedetti, intendo. (Rina Brundu a.k.a. Rina Brundu)

blanche

Blanche Monnier… prima

Naturalmente non esiste una pagina wikipedica italiana, ma ricordiamo Blanche comunque. Ricordiamo la vita di una giovane benestante parigina rinchiusa per 25 anni in una camera della sua casa dalla madre e dal fratello, onde impedirle di vedere il suo amante avvocato squattrinato, e così salvare “l’onore della famiglia”.

Blanche morì 13 anni dopo la “liberazione”, in un ospedale psichiatrico… fermo restando che la vera follìa l’ha circondata per un quarto di secolo e nessuno ha mosso una mano per aiutarla.

“L’orrore!” urlava Conrad, muovendo “Into the heart of darkness”, e non aveva torto!

RB (will be back soon online!)

Blanche Monnier (1849–1913), often known in France as la Séquestrée de Poitiers, was a woman in Poitiers, France, who was secretly kept locked in a small room by her mother for 25 years. Blanche Monnier had not seen sunlight for 25 years.[1][2][3]

Biography
At age 25, Blanche Monnier had set her heart on marrying a lawyer who was not to her mother’s liking. Her disapproving mother locked her in a tiny room, where she was kept for 25 years. On May 23, 1901, the Paris Attorney General received an anonymous letter that revealed the secret incarceration. Blanche was found in appalling conditions and rescued by police.[4][5]
Her mother became ill shortly after being arrested, and died 15 days later. Her brother Marcel appeared in court, and was initially convicted, but later was acquitted on appeal; Marcel Monnier was mentally incapacitated, and although the judges criticized his choices, they found that a “duty to rescue” did not exist in the penal code at that time.[4][6]
Having been released from the room, Blanche Monnier experienced continuing mental problems that soon led to her admission to a psychiatric hospital, where she died in 1913.[7]

Legacy

Blanche_Monnier,_1901

Blanche Monnier… dopo

In 1930, André Gide published a book about the incident, La Séquestrée de Poitiers, changing little but the names of the protagonists.[4][8]
The novel and the movie based on this book “What Ever Happened to Baby Jane?” have some similarities with Blanche’s story. Both Blanche Hudson and Blanche Monnier were locked up until they would die from hunger.

(source Wikipedia in English)

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

4 Comments on Vite che insegnano (12) – Blanche Monnier

  1. porca miseria..mi stupisco ancora per la follia umana!

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  2. A me stupisce invece anche la mia ignoranza pazzesca!
    Perché se André Gide su questa storia ha costruito il suo “What Ever Happened to Baby Jane?” è logico pensare che dalla stessa prenda spunto anche il film di Totò “Che fine ha fatto Totò Baby?” (1964), seppure indirettamente. Un film terribile, bruttissimo, dell’immenso Totò.. ma guarda comunque come tutti i nodi…:)

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  3. purtroppo di questi “casi” ce ne sono molti, tutt’oggi. Donne che non hanno una libera scelta di innamorarsi, di portare la loro vita seguendo il proprio desiderio. Le discriminazioni e le “storture”, come scriveva Insana, sono ormai diffuse e tante sono le motivazioni e tante sono le declinazioni. L’importanza delle testimonianze e della messa in rete delle esperienze è sempre un atto di fondamentale importanza, al di là del tempo e al di là dei luoghi

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  4. Pare perfino impossibile che una bellezza soave e perfetta, come si evince dalla prima foto di Blanche, sia diventata quel mostro di bruttezza, quasi androgina, che si vede nel “dopo”. Anoressica, scarmigliata, ma a parte questo, non ne riconosco i lineamenti. Nulla che la riporti all’antico splendore. Nel manicomio avrebbero dovuto ricoverare madre e fratello, quelli sono i veri pazzi della famiglia. Non capisco come non abbia cercato di fuggire da un simile carcere familiare. E ancora oggi si leggono di queste storie, dove i familiari si trasformano in aguzzini e carcerieri. Quel che mi ha colpito, è che la ragazza è nata cent’anni esatti prima di me. Se fosse nata cent’anni dopo, avrebbe potuto servirsi di cellulari o telefoni per chiedere aiuto. Ma talvolta le persone plagiate perdono autostima e coraggio. Tristemente vero.

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