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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Il caso Consip (7) – Della Benemerita e dei Servizi a difesa dell’onore dell’Italia.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

 

La “volontà di potenza” renzista più che una degna pulsione infinita verso il rinnovamento, pare una sub-categoria delle filosofie motivazionali new-age in virtù delle quali se “thoughts become things” (i pensieri diventano cose) perché le parole non possono diventare fatti? Detto altrimenti, sembrerebbe che sia perfetta convinzione della corte renzista e di Matteo Renzi in particolare, che basti affermare l’essenza della realtà (pardon, di una data realtà, quella di cui sono convinti e di cui intendono convincere il popolo italiano) per definire quest’ultima. Da qui a venirne fuori con le anelanti e usate dichiarazioni che hanno costellato questi ultimi 30 mesi di laissez-faire politico, economico, amministrativo, il passo è breve: “Il Jobs Act è stato un successo”, “L’Expo è stato un successo”, “La Riforma costituzionale cambierà l’Italia”, “L’Italia è ripartita”… e in ultimo proprio l’odierno “Abbiamo dimostrato di non essere il problema”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

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Stemma dell’Arma dei Carabinieri

Oggi questo ingarbugliatissimo caso Consip me lo sono pure sognato, a maggior dimostrazione di quanto queste vicende di magra attualità ci colpiscano anche nel profondo. La metafora onirica era di tipo calcistico. Ho sognato tutti i renzisti all’attacco, o per scrivere come i vecchi telecronisti sportivi, ho sognato tutti i renzisti riversati nella metà campo avversaria. C’era pure qualcuno che doveva battere una punizione da area alta e il piano era che qualcun altro si sarebbe dovuto far trovare pronto sulla ribattuta onde infilare la rete. In realtà è finita che dopo un attimo di snervante confusione davanti alla porta, i renzisti non sono riusciti a segnare: consolante e straordinario!

Straordinario racconto onirico, appunto, che per diverse vie mi riporta alla mente altre faccende legate a questo disgraziatissimo caso Consip. Che il renzismo sia stata una malattia perniciosa e invalidante che ha afflitto il nostro Paese troppo a lungo ormai, l’ho scritto più volte, ma che sarebbe arrivato a invischiare nelle sue trame discutibili, a torto o a ragione, anche la Benemerita Arma dei Carabinieri, ovvero una istituzione italiana che forse abbiamo più a cuore della stessa Repubblica, non lo avremmo pensato mai.

Ho scritto “a torto o a ragione” perché ancora non sappiamo come siano andate effettivamente le cose (forse non lo sapremo mai), ma certo è che l’Arma dei Carabinieri non dovrebbe mai ritrovarsi coinvolta in simili situazioni. Ne deriva che gli individui che la rappresentano e che si ritrovassero a loro volta coinvolti in situazioni dubbie, anche quando innocenti di un qualsiasi crimine, dovrebbero subito fare un passo di lato, nell’attesa dei chiarimenti. Questo è tanto più vero quando nell’occhio del ciclone vi finiscono i rappresentanti più alti di questa istituzione: se infatti il passo falso di un membro della fanteria è nella natura delle cose e può essere gestito con prassi e metodologie standard, per ovvi motivi questo principio non può essere applicato a coloro che hanno responsabilità direttive e di rappresentanza.

Ma nel mondo renzistico la parola “dimissioni” non esiste: non esiste nelle istituzioni di contorno e men che meno esiste in quella governativa: l’esempio dei ministri Lotti, Poletti (ricordiamoci la famosa uscita sui giovani che vanno all’estero), etc etc… è in questo senso mirabile. Davanti a questo status quo gravissimo, protetto a spada tratta da una Stampa indefinibile, anche gli scenari onirici possono dunque aiutare a comprendere meglio date situazioni nefaste del mondo factual. Nel mio immaginario privato voglio pensare, perciò, che quel “goal” negato di cui all’incipit di questo post, sia stato negato da quei settori della Benemerita, dei Servizi, della Magistratura che hanno giurato fedeltà alla nostra Repubblica, che del renzismo se ne sbattono le balle, che non hanno paura, che non si fanno intimorire, che non indietreggiano e che, a dispetto di tutto, mettendo anche a rischio le loro carriere, hanno deciso di andare fino in fondo a difendere l’onestà e la dignità del nostro Paese.

Per certi versi è un poco come se il lavoro iniziato il 4 dicembre scorso dalla fanteria che è il popolo sovrano, debba adesso essere necessariamente terminato dai reparti specializzati. La speranza è che ci riescano o questa volta cadrà la notte per davvero e temo che non avrà più fine.

Rina Brundu

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2 Comments on Il caso Consip (7) – Della Benemerita e dei Servizi a difesa dell’onore dell’Italia.

  1. chissà quante altre follie verranno fuori dal caso Consip! in fin dei conti i Renzi volevano solo scalare la vetta e diventare lo “SNODO” politico di tutti i più ricchi affari d’Italia e d’Europa: ecco perché gli serviva che Matteo diventasse premier… altrimenti non sarebbero mai arrivati ad espandersi tanto! tanto Matteo é bravissimo a vendere sogni facili per menti labili e assettate di nuove illusioni. 😉

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