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Medico condannato a morte in Iran: firma la petizione, ferma l’esecuzione.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Non vorrei che si stesse accortamente aggiustando il celeberrimo paradigma giornalistico di Alberto Arbasino, in virtù del quale «In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di “brillante promessa” a quella di “solito stronzo”, laddove solo a pochi fortunati l’età concede di accedere alla dignità di “venerato maestro”». Insomma, non vorrei che nell’Italia renzista post-rivoluzione digitale si passasse troppo velocemente dalla categoria di brillante rottamatore a quella di venerato padre della Patria ignorando l’imprescindibile step di astuto e scaltro stratega.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

vmuqcurkqfdvtii-800x450-nopadRicevo e pubblico:

Rina,
il medico iraniano Ahmadreza Djalali, di 45 anni, che fino al 2015 è stato ricercatore all’Università del Piemonte Orientale, è in carcere in Iran, condannato alla pena di morte. Lo Stato lo accusa “di essere una spia e di aver collaborato con stati nemici”. La sua unica colpa, probabilmente, l’aver collaborato con altri ricercatori durante i suoi studi. L’esecuzione avrà luogo entro due settimane.
La mobilitazione per salvargli la vita:

@HassanRouhani: Ahmadreza Djalali, medico ricercatore condannato a morte in Iran

Ahmadreza Djalali, iraniano, 45 anni, sposato e padre di due bambini, è uno stimato medico ricercatore nell’ambito della medicina dei disastri. Negli ultimi anni ha lavorato come ricercatore presso il CRIMEDIM, centro di ricerca in medicina dei disastri dell’Università del Piemonte Orientale, con cui ha continuato a collaborare fino al momento della sua reclusione.
Ad aprile 2016, durante la sua ultima visita in Iran su invito dell’Università, è stato arrestato e da allora è detenuto nella prigione di Evin a Teheran. È stato posto in isolamento nella sezione 209 per 7 mesi, periodo in cui gli è stato negato il diritto di essere difeso da un avvocato. A dicembre ha iniziato uno sciopero della fame che ha aggravato seriamente le sue condizioni di salute.
Dopo aver informato la famiglia di essere stato obbligato a firmare una confessione – dal contenuto ignoto – sulla testa di Ahmadreza penderebbe adesso la condanna alla pena capitale con l’accusa di essere una spia e di aver collaborato con stati nemici. La famiglia di Ahmad, a conoscenza del fatto che le investigazioni nei suoi confronti sono legate ad una questione di sicurezza nazionale, afferma che non vi sia nessuna prova contro di lui.
La comunità scientifica non accetta le accuse rivolte contro Ahmadreza, e ritiene che l’unica sua “colpa” possa essere quella di aver collaborato con ricercatori di Stati considerati nemici nel corso della sua attività scientifica, volta al miglioramento della capacità operativa degli ospedali in Paesi colpiti da disastri.
Vogliamo che Ahmadreza possa tornare dalla sua famiglia, fra i suoi amici e nella comunità scientifica.
Vogliamo difendere la libertà sua e di tutti i ricercatori che con dedizione ed impegno si dedicano al loro lavoro.
Chiediamo con rispetto alle Autorità Iraniane l’immediato ed incondizionato ritiro delle accuse che condannano Ahmadreza.

Luca Ragazzoni
Italy

Firma la petizione

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info@ipaziabooks.com

2 Comments on Medico condannato a morte in Iran: firma la petizione, ferma l’esecuzione.

  1. fatto! speriamo serva. ciao

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  2. Brava Ornella, possiamo fare ben poco per gli altri in genere, ma se non possiamo neppure firmare una petizione online (non tutte, ma quelle importartanti) siamo davvero messi male. E un giorno magari ne avremo bisogno noi. ciao besos

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1 Trackback / Pingback

  1. Medico condannato a morte in Iran: firma la petizione, ferma l’esecuzione. | Il Blog di Tino Soudaz 2.0 ( un pochino)

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