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Di una giornata storica: l’enigma Donald Trump.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Vi è una possibilità di dirigere l'evoluzione psichica degli uomini in modo che diventino capaci di resistere alle psicosi dell'odio e della distruzione? Non penso qui affatto solo alle cosiddette masse incolte. L'esperienza prova che piuttosto la cosiddetta "intellighenzia" cede per prima a queste rovinose suggestioni collettive, poiché l'intellettuale non ha contatto diretto con la rozza realtà, ma la vive attraverso la sua forma riassuntiva più facile, quella della pagina stampata.
(Albert Einstein)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Si è tolto dai coglioni, si pensava, solo dopo si è capito che si trattava di impossibilità metonimica: difficile dire dove finiva l'uno e dove iniziavano gli altri! (Rina Brundu)

Rina Brundu

donald_trump_president-elect_portrait_croppedPresidente bagnato presidente fortunato?! Speriamo che  il vecchio adagio popolare abbia un qualche effetto anche quando riadattato alle circostanze, come quelle eccezionali di questa giornata storica che ha visto Donald J Trump insediarsi alla Casa Bianca nel ruolo di 45simo presidente degli Stati Uniti.

È stata infatti una Washington sotto la pioggia, a fare da sfondo grigio e malinconico all’inizio della nuova amministrazione americana. Si è trattato dei soliti riti naturalmente, con il gotha della politica vip presente, una prima apparizione pubblica importante della trombata Hillary Clinton, gli usati momenti patriottici intrisi in forte salsa religiosa, etc etc etc.

Nulla di speciale, insomma, tranne, forse,  il discorso dello stesso Trump che ho seguito in diretta sui canali della BBC. Per certi versi è stato il discorso più “di sinistra” (questo termine obsoleto fa ora equazione con il termine più moderno “populista”), quasi bolscevico, che abbia mai sentito sulla bocca di un presidente americano: “Da oggi in poi il potere ritorna al popolo. Da questo giorno in poi nessun americano dovrà sentirsi escluso. Bianchi, neri, scuri: gli americani prima degli altri!”.

Poi dal tratto populista il passo verso la forte connotazione patriottica è stato breve: l’America verrà prima di tutto nell’era Trump. Meglio ancora: l’America guiderà le altre nazioni, ma non tenterà di imporre il modello americano sugli altri, saprà che ogni popolo deve autodeterminarsi e splendere della luce che ritiene migliore per brillare.

Che a ben pensarci questa non è neppure una idea malvagia, fermo restando che questo straordinario primo discorso del Trump presidente, ha avuto anche momenti più “cupi” come quando ha detto chiaro che sterminerà il radicalismo musulmano e non si è capito bene se vorrà annientare pure tutti i musulmani con quello.

Diamo credito comunque a Trump che questa è stata una giornata un po’ particolare, ci saranno altre situazioni per criticarlo o elogiarlo con maggior convinzione. Certo è che questo credito, indipendentemente dall’assurda campagna presidenziale che ha condotto, lo merita, gli spetta perché, piaccia o non piaccia, é stato eletto in maniera democratica e la democrazia è soprattutto pacifica accettazione della vittoria dell’altra parte.

Otto anni fa, quando alla Casa Bianca arrivò Barack Obama, le aspettative erano tante ma, oggidì, chi può dire in tutta onestà che le molte promesse fatte siano state mantenute? Per quanto mi sforzi, infatti, non riesco ad immaginare una amministrazione più “politica” di quella di Obama, lontana anni luce dalla ideale gloria fulgida di quella kennediana.

Donald Trump arriva a Washington preceduto da una “fama” finanche plumbea, proprio come è stata la giornata di oggi, ma chissà che fra 4 o 8 anni tante elites intellettuali liberal non dovranno ricredersi sulle sue reali capacità, concedergli magari l’onore delle armi?! Al momento è però indubbio che il trumpismo che verrà è un enigma che potrà svelarsi solo cammin facendo, proprio come quei “misteri spaziali” che, sempre nel suo discorso di inaugurazione, Donald Trump ha promesso verranno svelati dalla sua nuova America: per la serie alieni avvisati mezzo salvati… E noi con loro!

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

2 Comments on Di una giornata storica: l’enigma Donald Trump.

  1. O nel bene oppure nel male, segnerà un’epoca della politica Americana.

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  2. Dalla sua ha il fatto che potrà sorprendere solo in positivo e se avesse successo segnerà un punto di non ritorno: il politichese avrebbe scavato la sua fossa, per sempre!

    ps in ogni caso tutto si è svolto serenamente a dispetto di ciò che mostrano i media italiani che vanno a pescare due black bloc impegnati a fare il solito casino. sic!

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