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Filosofia dell’anima – Lapo Elkann al di là del bene e del male, ma Dio non crea spazzatura. E su Edoardo Agnelli.

INDEPENDENCE DAY 4 DICEMBRE 2016. Grazie Italia per avere salvato la nostra Costituzione. Grazie.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Bisogna sempre avere il coraggio delle proprie idee e non temere le conseguenze perchè l’uomo è libero solo quando può esprimere il proprio pensiero senza piegarsi ai condizionamenti.
(Charlie Chaplin)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

È riuscito a rompere il cazzo anche con il discorso di dimissioni più lungo della storia, ma infine si è tolto dai coglioni. Si è tolto? Più che un aforisma un dubbio atroce. (Rina Brundu)

Rina Brundu

lapoOggi ho rivisto la signora Palombelli che, dopo avere portato nel suo nuovo programma Forum (Canale 5), tutta una serie di personaggi figli di mamma e papà noti in qualità di assistenti, si è prodotta in una accalorata difesa del Lapo Elkann fresco organizzatore di un finto rapimento e fresco di arresto negli Stati Uniti per lo stesso motivo. Inutile dire che questo mio scrivere su quello stesso vip non sarà altrettanto benigno. Garantisco inoltre a codesta signora che io non sono tra quelli che invidiano Lapo Elkann. Non lo invidio perché non conosco l’invidia (per essere invidiosi occorre essere persone molto più generose di spirito e molto meno concentrate su se stesse di quanto lo sia io), ma soprattuto perché potendo estrinsecarla ci sarebbero milioni di individui – dotati di “ricchezze”, di talenti davvero tali che varrebbe sicuramente la pena invidiare – che lo precederebbero in coda. Dulcis in fundo: perché si dovrebbe invidiare Lapo Elkann?

Meglio fare un passo indietro comunque. È giusto anche dire infatti che io non sono mai stata una grande estimatrice della famiglia Agnelli. Le storie di questa “dinastia” non mi hanno mai appassionato, né nel bene né nel male. Del mio tempo vissuto in Italia ricordo solo due elementi che la riguardano: le reiterate richieste di denaro della Fiat alle casse pubbliche e l’esagerata genuflessione dei giornalisti italiani – tutti, anche se mi pare che il campione di una tale adulazione fosse Enzo Biagi – nei confronti del defunto avvocato Agnelli. Tanto ingenua ero a quel tempo che non riuscivo a capire cosa giustificasse la genialità che gli veniva attribuita: mi pareva uno come un altro, un fighetto di buona famiglia, cortese, senz’altro, ma chi non lo sarebbe stato nella posizione in cui si trovava? Crescendo naturalmente ho capito tante cose che prima non mi erano chiare e quando ho capito, ho compreso ancor meglio che brutta razza fosse quella dei giornalisti italiani, anche se poi ci è voluto il renzismo per portare questa tipologia di professionismo mediatico a sputtanarsi anche davanti all’occhio clinico dell’ultima casalinga di Voghera.

Nel tempo però un fatto accaduto in casa Agnelli ha attirato l’attenzione della mia anima come pochi altri avvenimenti della cronaca italiana: il suicidio nel 2000 di Edoardo Agnelli, un altro figlio di questa dinastia. A dirla tutta non cercai di informarmi troppo neppure su questo strano affaire, ma mi colpì una frase che quel giovanotto aveva detto in una qualche occasione, ovvero che il nascere nella sua famiglia era un poco come stare nell’esercito, portare i gradi e le stellette per tutto il tempo: impossibile resistere per una qualsiasi anima davvero libera! In ogni caso, non necessitavo di leggere altre notizie sui giornali, probabilmente farlocche come tutte quelle che riguardavano le vicende di questa famiglia che nessuno osava mettere in discussione, di fatto c’era l’evidenza e l’evidenza ci diceva che questo Agnelli multimilionario si era suicidato, proprio come fosse stato l’ultimo cristo in terra. Qualcuno disse anche che era malato, come se un tale gesto-finale occorresse sempre tentare di giustificarlo, tanto più in quelle circostanze privilegiate. Io però restavo del mio parere: e se Edoardo si fosse ucciso perché in realtà era il più sano di tutti?

Una conclusione azzardata? Può essere. Ma non per chi è abituato a pensare. O per chi è abituato ad imparare e a considerare le lezioni che si traggono dalle vite che insegnano. Queste vite insegnano, tra le altre cose, che c’é solo un dato grado di disperazione che si può raggiungere e che, sull’altro versante, c’é solo un dato grado di felicità materiale che si può ottenere, dopo siamo soli con noi stessi. Con ciò voglio dire che è verissimo che il denaro, la ricchezza ci può mettere al riparo dal 99% dei problemi del mondo, ma che resta almeno un 1% che non è colmabile, che non è acquistabile a nessun prezzo, che non ha prezzo. Quando ci si muove, per motivi diversi, sovente per destino, dentro quel ridotto spazio esistenziale impossibile da riempire e da addomesticare con mezzi terreni (per i ricchi ma anche per i poveri, e spara cazzate chi dice che la povertà sia uno shortcut valido per raggiungere la maggior beatitudine), i problemi diventano molto più difficili da superare. Secondo me, infatti, colà sopravvivono sono gli spiriti di sostanza, fatti di tempra forte, in grado di fornire e di fornirsi risposte che vanno oltre l’ovvio. Il rischio, d’altro canto, è di restarvi bloccati in tale limbo esistenziale per milioni di anni spirituali, di vagarvi come fantasmi senza meta, anelanti solo ad una immediata liberazione. Edoardo Agnelli a mio avviso cercava proprio questo tipo di liberazione e non c’erano ricchezze terrrene che lo avrebbero potuto convincere altrimenti, così ragionando si spiega bene anche il suo gesto.

Perciò adesso si può tornare pure alla domanda di cui all’incipit: perché si dovrebbe invidiare Lapo Elkann? Chi sarebbe così sciocco da farlo? La verità è che nessuno invidia Lapo Elkann, al più, in tanti, in tantissimi, invidiano ciò che Lapo Elkann ha. Non con tutti i torti, peraltro. Per esempio, non è di secondaria importanza, mentre si sta in questo mondo, l’avere la possibilità, grazie al denaro, di poter dedicare tutta una vita allo studio, all’apprendimento, allo sviluppo dei propri hobby (io farei carte false per questo, ma forse non organizzerei un rapimento-falso). Avere la possibilità, specie per gli spiriti più elevati, anche di procurare il maggiore bene altrui (vedi ciò che fanno Bill Gates e la moglie in Africa, che è davvero encomiabile). Ma è questo che sta facendo Lapo Elkann? A me, che comunque giudico dall’esterno, non mi pare.

Ho letto da qualche parte – e condivido  quella scrittura, sebbene in termini non-religiosi – che Dio non crea spazzatura. Vale a dire che tutti noi valiamo qualche cosa, che tutti noi abbiamo un valore sostanziale. E poi ho letto che Dio – di cui noi siamo espressione, i.e. noi siamo Dio – sperimenta se stesso attraverso di noi. Concordo, se non altro questa ipotesi risponde molto bene a date domande che tutti gli esseri si sono sempre posti dall’inizio dei tempi. Ne deriva – la logica del resto è sempre la logica, anche in ambienti divini – che con il Lapo Elkann arrestato di recente, sembrerebbe che Dio stia sperimentando orgasmi transessuali, voli pindarici con le droghe di ultima generazione, dunque più cool e più trendy, e anche importanti figure di merda internazionali: ma chi siamo noi per prendercela con Dio? Chi siamo per dirgli/le cosa deve fare? Se lo fa ci sarà una ragione.

Eppurtuttavia la speranza – senza per questo voler dare consigli al Creatore o dover scivolare nelle apologie mediatiche di dubbio gusto di cui all’incipit – resta che Dio si dia una calmata con Lapo. Dato che ne ha tutte le possibilità, sarebbe bellissimo se lo portasse a conoscere il mondo, l’universo, la natura, la bellezza che sta letteralmente in ogni attimo del creato, la bellezza che lo stesso Lapo dovrebbe avere dentro di se. Vedendo tutto questo scoprirebbe – senza retorica alcuna, senza bisogno di ridicole esaltazioni dell’esteriorità – che anche la stessa ricchezza che già possiede ne risulterebbe di molto aumentata. Che c’é un senso nelle cose e che solo scoprendolo si può sperare di riuscire a sopravvivere le dinamiche soffocanti di quello spazio esistenziale di cui ho già parlato, in cui Lapo evidentemente si trova, di quello spazio che sta al di là del bene e del male, della felicità e dell’infelicità, del dolore e della gioia, della ricchezza e della povertà, che a lungo andare può determinare e fare la differenza tra la vita e la morte. Ma non del corpo, dell’anima!

Rina Brundu

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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