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Filosofia dell’anima e giorno dei morti – In risposta ad uno strano aforisma di Vittorio Messori: ma non era cattolico?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

dsc02049La statistica ci segnala che possiamo contare in tutto su un venticinquemila giorni; qualche migliaio in più per qualcuno. Ma dopo non ce ne saranno altri. Per nessuno. Sì: anche per me che scrivo, anche per te che leggi sarà subito sera.
(Vittorio Messori)

Una nota breve – Non é affatto così: io non credo in nessun Dio, men che meno leggo letteratura cattolica (preferirei la castrazione chimica, se fossi maschio), ma resto assolutamente convinta che il giorno dopo la mia “morte” sarà il primo giorno di un mio altro stato dell’Essere molto più interessante che durerà milioni di giorni (altro che sera!), o almeno quanto può scientificamente durare uno stato energetico come l’anima.

Ma, soprattutto, come può uno che si dice Cristiano cogitare così? Insomma, codesto “pensatore” non dovrebbe voler correre verso il paradiso promesso dal suo Dio? A meno che naturalmente quel “paradiso” non sia tanto per fare… come si è sempre et giustamente sospettato. Proprio vero che le miserie degli uomini sono solo di un tanto inferiori a quelle delle varie divinità che si costruiscono a loro immagine e somiglianza! Sic.

PS Fermo restando che Messori resta simpatico: se solo leggesse più i filosofi greci di Sant’Agostino…

RB Fecit

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