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Omaggio a Dario Fo

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Non dobbiamo permettere ai politici

di agire senza controllo,

e visto che non ci danno gli spazi

per esercitare questo controllo,

dobbiamo prenderceli. (Dario Fo)

di Rina Brundu. Non sono incline per natura ai coccodrilli postumi. Secondo me la morte non implica automaticamente rispetto: il rispetto, l’ammirazione, infatti, li guadagniamo in vita. Chi vive da ignavo muore da ignavo e chi vive da coglione muore da coglione.

Ma nel giorno della scomparsa dell’attore italiano Dario Fo, scrivo queste poche righe proprio per il motivo opposto, ovvero per testimoniare quel rispetto che questo attore italiano si è guadagnato negli anni, specie nell’ultimo periodo della sua vita. E tale è stato il suo impegno, il suo coraggio, il suo commitment “politico”, soprattutto di recente, che stavolta non è retorica dire che oggi questo paese lacerato e diviso come in pochi altri momenti della sua storia, si sveglia ancora più povero, che oggi noi tutti siamo ancora più soli.

Siamo tutti più soli perché, nel tempo, Dario Fo era davvero diventato una sorta di guida, di luce ideale e più saggia, soprattutto per quei milioni di italiani che non si riconoscono nel regime autoritario che viviamo, che amano la libertà e la loro patria, così come per tutti quegli italiani che avevano bisogno di sapere che lassù – al tempo del fascismo 2.0 – c’era rimasto almeno qualcuno ancora capace di difendere valori come la giustizia, l’onestà, la dignità anche civile di una nazione, ancora capace di vivere con coraggio il suo sentimento d’artista, di mantenere una schiena dritta. Quel qualcuno era senz’altro questo ometto a suo modo buono e buffo, che aveva ben capito che “un popolo che non sa più ridere diventa pericoloso”, e al quale – proprio a causa di questo suo coraggio e di questa sua ferma determinazione nel ribellarsi ad una autorità politica imposta – non sono stati risparmiati i più immondi attacchi da parte di tutti i più vili scagnozzi asserviti al potere imperante.

Il resto credo sia stato già detto tutto o al più lo racconteranno, a modo loro, i coccodrilli più panzuti degli stessi media italiani che lo hanno avversato o ignorato fino al momento del suo ultimo respiro.

LONG LIVE DARIO FO, e per quel che può valere GRAZIE!

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