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Filosofia dell’anima – Francesco ad Auschwitz: “Dov’é Dio se ci sono fame, terrorismo e profughi?”. E una lista di Giusti tra le Nazioni (Yad Vashem Database)

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

righteousdi Rina Brundu. Pensavo che il filosofo tra i papi fosse Benedetto XVI, invece questo Francesco così francescano, così apparentemente pragmatico e preoccupato della sua Chiesa dei poveri, più il tempo passsa più rivela lo spirito critico e acuto dei migliori pensatori. Questo percorso parallelo, in verità, lo ha iniziato tempo addietro e per tutte basti ricordare l’occasione in cui Bergoglio disse chiaramente, come è suo costume, che “L’idea di conquista del Corano è la stessa del Vangelo”.

E poi, oggi, nel giorno della sua prima visita al campo di concentramento di Auschwitz, visita carica di atmosfera e idealmente consacrata dal silenzio determinato con cui il Papa ha voluto affrontarla, ecco un’altra dichiarazione da ricordare: “Dov’é Dio se ci sono fame, terrorismo e profughi?”. Non è una cosa di poco conto che la domanda se la ponga il successore di Pietro, mentre la stessa interrogazione può essere vista alla stregua di un altro mattone nella costruzione di una Chiesa diversa. Immagino anche che, per un Cristiano che venera il suo Dio, a parole portentoso, la risposta non debba essere facile da ottenere, sebbene questo Francesco-pensatore potrebbe pure averla già in tasca.

Naturalmente io non ho idea di quale possa essere la risposta che si dà un cattolico o un cristiano davanti a questo quesito e francamente non mi interessa neppure conoscerla, mi contento del fatto che la Chiesa di Cristo ha finalmente un leader che può e sa ragionare nel modo in cui sa farlo Francesco, mi contento di sapere che ha un leader capace di coltivare il dubbio e insegni ai suoi fedeli a coltivarlo. Certo, per un laico quella stessa risposta si fa senz’altro più semplice. Anzi, un laico non si porrebbe mai la domanda. Di fatto ad un laico basterebbe alzare gli occhi verso il meraviglioso universo di cui siamo parte, scrutare la sua vastità e i suoi infiniti mondi, leggere il messaggio matematico e logico che il loro funzionamento meccanico rimanda, per comprendere che tutte le cose in natura sono solo… consequentia-rerum, figlie di un’azione a cui ne é seguita un’altra compatibile con il grado di caos che la prima ha originato e che le eventuali variabili-ostacolo che potevano intervenire nel contesto X non sono riuscite ad arginare.

Ne deriva che neppure un ipotetico Dio può avere alcuna responsabilità in un universo così inteso:1) perché è una variabile non confermata. 2) perché non è causa prima del caos (i.e. nello specifico, fame, terrorismo, e profughi) procurato. E, fatti i salvi i casi di fenomeni naturali, la causa prima non potrebbe essere neppure un ipotetico Dio per interposto agente (vale a dire una qualsiasi forza della natura che può determinare una qualsiasi azione deleteria). Per questi stessi motivi, a differenza del cristiano che si trova suo malgrado posto davanti alla necessità di chiamare in causa il suo Dio, il laico è quasi costretto a guardarsi intorno, magari spostando lo sguardo dalla volta celeste fino a terra. È proprio a livello piano, infatti, che colui/colei può individuare altre dinamiche purtroppo logiche (e/o patologiche); dinamiche quasi rituali nel realm degli istinti mai veramente addomesticati e che, sooner or later, lo/a portano a formarsi una chiara idea del fattore (negativo) che è causa prima di ogni status-quo deleterio.

Ne deriva che, in opposizione (per contrasto?), e da persona che non crede nel Dio di Francesco, e in nessun Dio, la mia risposta ad una domanda molto simile a quella che si è posto oggi Francesco, come, per esempio “Dov’era Dio al tempo di Auschwitz?” potrebbe essere che quel Dio, o per meglio scrivere il fattore positivo necessario a chiudere il cerchio, e che potrebbe fare equazione con l’immagine divina venerata dai cristiani, si trovava negli occhi, nella bocca, nelle mani, nelle gambe dei tanti “giusti” che a rischio della loro vita hanno impedito che la carneficina fosse ancora più grande di quella che era già stata. Il che equivale pure a dire che se codesta entità divina non ha meriti non ha neppure colpe. Ed applicando tale risoluzione all’effettiva domanda che si è posto Francesco “Dov’é Dio se ci sono fame, terrorismo e profughi?”, si potrebbe giungere fino ad individuare un’altra risposta-tassello del rebus, vale a dire che forse, oggigiorno, intorno alla “fame”, al “terrorismo” e ai “profughi” muovono pochi “giusti” e tante pedine-altre, di carica imprescindibilmente opposta.

Il database Yad Vashem del “The World Holocaust Remembrance Center” di Gerusalemme ha individuato ad oggi più di 25000 dei Giusti tra le nazioni appena menzionati. Qui di seguito pubblico una distribuzione degli stessi per nazione, aggiornata al 2005.

pope

La straordinaria immagine di Francesco, oggi, ad Auschwitz

Paese d’origine Numero di giusti tra le nazioni
Polonia 6.532
Paesi Bassi 5.415[4]
Francia 3.853
Ucraina 2.515
Belgio 1.690
Lituania 877
Ungheria 823
Italia 634
Bielorussia 608
Slovacchia 546
Germania 569
Grecia 321
Russia 197
Serbia 135
Lettonia 134
Repubblica Ceca 115
Croazia 111
Austria 104
Moldavia 79
Albania 73
Romania 60
Norvegia 59
Svizzera 45
Bosnia 42
Danimarca 22[5][6]
Armenia 24
Gran Bretagna 21
Bulgaria 20
Svezia 10
Repubblica di Macedonia 10
Slovenia 7
Spagna 7
Stati Uniti d’America 4
Estonia 3
Portogallo 3
Brasile 2
Cina 2
Cile 1
Giappone 1
Lussemburgo 1
Montenegro 1
Turchia 1
Vietnam 1
Cuba 1
Ecuador 1
El Salvador 1
Perù 1
Georgia 1
Irlanda 1
Egitto 1
Totale 25.685

(fonte Wikipedia)

 

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8 Comments on Filosofia dell’anima – Francesco ad Auschwitz: “Dov’é Dio se ci sono fame, terrorismo e profughi?”. E una lista di Giusti tra le Nazioni (Yad Vashem Database)

  1. Grazie Rina. Il tuo articolo è bellissimo. Di una lucidità dell’anima chiara e commovente. Lo pubblico sul affascinailtuocuore.

  2. Alfonso Cataldi // 30 July 2016 at 16:10 //

    Alla figura di un papa che almeno pubblicamente (credo, non ho cultura in merito) per la prima volta si pone la domanda delle domande, da diversi anni, (già dal secolo scorso, in realtà) si contrappone invece un mondo di fisici, di scienziati, che più la conoscenza avanza e più cominciano a parlare di una entità che regola il tutto. Sono scienziati importantissimi che hanno dato grandi contributi. Einstein, negando di essere ateo, già parlava di “un alto grado d’ ordine del mondo oggettivo, e cioè un qualcosa che, a priori, non si è per nulla autorizzati ad attendersi”. Gli fece eco un altro premio Nobel per la Fisica, Antony Hewish, che affermò: «Dall’ osservazione scientifica arriva un messaggio molto chiaro. E il messaggio è questo: l’ universo è stato prodotto da un essere intelligente». Nel 1984 Davies in “Dio e la nuova fisica” scriveva: «Può sembrar strano, ma ho l’impressione che la scienza ci indichi la strada verso Dio con maggiore sicurezza di quanto non faccia la religione».
    “Lo scienziato comincia ad estendere la sua ricerca intellettuale e personale verso quel «che c’è di più, nel mondo, di quanto non sembri a prima vista», e che il neopositivismo scientista aveva privato per lungo tempo di significatività, non solo nell’ambito delle scienze, ma in quello più generale della conoscenza umana come tale.” Come sappiamo, l’universo è perfettamente descrivibile da eleganti equazioni matematiche, ed esiste così come lo conosciamo, solo grazie a delle costanti, dei numeri, che combinati tra loro tengono insieme le forze che costituiscono la materia. Nessuna di queste sarebbe potuta essere diversa. Che a seguito del Big Bang, tra i miliardi e miliardi di combinazioni, abbiano vinto queste costanti, una schiera di fisici, appunto ne dubita. E rimane sempre aperto il grande interrogativo del pre Big Bang: chi ha messo lì l’energia necessaria affinché tutto si avviasse? È una domanda molto ostile al mondo degli atei, tanto che si è resa necessaria la nuova corrente dei neoatei, i cui punti di riferimento sono Hawking, Krauss, Greene e Dawkins. Partendo dalla natura effettivamente controintuitiva del microcosmo, teorie fascinose e per noi menti umane semplici, “strampalate”, cercano quasi morbosamente “la prova dell’inesistenza di Dio”. Una di queste è la teoria del multiverso, che si rifà alla natura doppia del fotone. È stato provato sperimentalmente che se un.fotone viene inviato su uno schermo attraverso una doppia fenditura, questo passa da entrambi, non sceglie una traiettoria, assumendo, si può ipotizzare, la natura di onda. Applicando questo risultato al macrocosmo, la teoria ipotizza che non ci sia un unico universo, ma una continua moltiplicazione di esso, così come se io in questo istante, e in questo universo sto rispondendo all’articolo, contemporaneamente in altri universi starò dormendo, facendo l’amore, morendo.

    • Caro Alfonso,
      un saluto e ti dico subito che adoro il tuo post, per la solita garbatezza ma soprattutto perché tocca argomenti davvero belli di cui vale la pena discutere in un sabato pomeriggio di riposo (in casa, a mio avviso il miglior riposo).

      Temo però che debba obiettare alle tue considerazioni (del resto non sarei io se non lo facessi). Di fatto il tuo discorso cita indirettamente alcune “osservazioni” scientifiche ma è improprio l’approccio. Le tue considerazioni portano infatti ad argomenti molto discussi dalla nuova fisica (e di cui discutevo anche pochi giorni con il dottor Rol a proposito delle questioni che interessarono suo cugino Gustavo Rol https://rinabrundu.com/2016/07/23/misteri-gustavo-a-rol-la-scandalosa-puntata-di-porta-a-porta-2003-e-vittorio-messori-che-belluomo/), e in particolar modo dai fisici teorici che si occupano di meccanica quantistica, ovvero di Teoria delle Stringhe meglio conosciuta adesso come M-Theory. Come sai questo sito è quasi un inno agli endevours di personaggi come Ed Witten, Leonard Susskind, l’italianissimo Gabriele Veneziano, Brian Greene e molti altri, perché da anni mi interesso di meccanica quantistica.

      Il primo errore che a mio avviso commetti è grande, ed è quando citi Einstein in riferimento a queste problematiche. In realtà Einstein fece l’errore più grande della sua carriera negando ciò che le sue stesse equazioni suggerivano e mai capendo le implicazioni della fisica quantistica. Partendo da posizioni non-scientifiche che davano per assodata l’esistenza di un creatore, di un universo finito, dotato di regole certe, egli sosteneva (appunto riferendosi a ciò che si andava scoprendo con la fisica quantistica) che Dio non gioca a dati. Fu di fatto l’immenso Niel Bohr a ricordargli che non avrebbe dovuto dire a Dio cosa doveva fare.

      Ma perché la fisica quantistica ha scatenato il dibattito su una possibile entità creatrice? Non perché esista una prova della stessa ma perché ha rivelato “dimensioni” altre mai ammesse prima dalla scienza. Come forse sai, la Mtheory utilizza undici dimensioni per avvalorarsi come teoria del tutto. (Più in dettaglio ne ho scritto qui… sebbene non mi sia mai scomodata ad editare il pezzo anche se viene letto moltissimo….. https://rinabrundu.com/2012/12/15/dalla-teoria-delle-stringhe-alla-m-theory-ritratto-di-un-matematico-geniale-ritratto-di-ed-witten/)

      Ne deriva che la Nuova Fisica apre la strada ad altre possibilitià considerate non-scientifiche dal positivismo passato ma da qui a dire che c’é una entità creatrice ce ne corre. Ad ogni modo ed è questa la parte più importante da chiarire proprio chi studia fisica potrebbe assicurare che le richieste di questa eventuale entità creatrice sembrerebbero essere molto diverse dalle opzioni fornite dalle religioni umane. Lunghi dal dire andate ad inginocchiarvi in chiesa e a rendermi grazie, quella, da entità intelligente, pare dire: vi ho messo a disposizione questi universi meravigliosi (teoria del multiverso), studiate, imparate, conosceteli, elevatevi, misuratevi in intelligenza con me. Non esistono le “morali” in questi mondi.

      Ed ecco anche perché sostengo, e lo sosterrò sempre, spero anche di riuscire a fare un giorno qualcosa di più, che le religioni non solo sono l’oppio dei popoli come giustamente sosteneva il filosofo Marx, ma sono profondamente diseducative, specie per i ragazzi, perché insegnano a inseguire i racconti delle tradizioni popolari invece dello studio e della Scienza, l’unica porta per riconciliare le ragioni del fisico con quelle indiscutibili del metafisico a cui sembra aneliamo tutti (anche per diseducazione, a dire il vero).

      Ed ecco anche perché amiamo Francesco: perché sovente invita a lasciar stare le metafore religiose e a concentrarsi sul senso della vita. Di fatto solo in questo senso le religioni potrebbero essere giustificabili. Non per una come me che pretende e vuole per se uno spirito libero, ma per chi ha bisogno di questi discorsi per proseguire il suo cammino. Di per se la cosa non è deprecabile.

      Un caro saluto, Rina

      • Alfonso Cataldi // 30 July 2016 at 17:27 //

        Cara Rina, Io credo che il non essere ateo di Einstein poco abbia a che fare col fatto che non intuì immediatamente le implicazioni della fisica quantistica. So abbastanza bene come sono andate le cose. Al di là della teoria delle stringhe, la fisica quantistica funziona benissimo nel microcosmo, molto è stato provato nei laboratori, e nonostante ciò diversi fisici ancora oggi parlano appunto di un disegno perfetto, di un trascendente. lo stesso Zichichi ha più volte affermato che c’è una logica dietro al funzionamento dell’universo. La mia riflessione puntava solo ad evidenziare come di fronte a un papa “che mette in discussione” Dio, alcuni scienziati sembrano fare un percorso al contrario.

        Un caro saluto

        Alfonso

  3. Nope, non mettermi in bocca cose che non ho mai detto perché non sarebbe corretto: mai detto che Francesco, che resta sempre il leader di una religione importante, metta in discussione l’esistenza di Dio. Come sai io sono per l’onestà e soprattutto per l’onestà intellettuale, e mai mi sognerei di fare dire a qualcuno qualcosa che non ha mai detto per mettere in primo piano le mie ragioni. Sono io che non credo in questo Dio delle religioni umane non Francesco.

    Francesco, dicevo, è da ammirare solo perché mette in primo piano valori veri, come la fraternità, i diritti degli esseri umani, l’empatia, la necessità di aiutarsi l’un l’altro, il bene per il prossimo, la crescita dell’Essere, valori in cui tutti i validi individui (dai filosofi greci, a Voltaire, all’ultima valida ruota del carro umano) si riconoscono e che non chiamo universali solo perché sarebbe ridicolo data la posizione molto periferica del nostro pianetino anche all’interno della sola nostra galassia.

    E ci tengo anche a precisare che, proprio da persona che ama la meccanica quantistica, io non sono atea. Io sono laica che è altra cosa. Io non sono atea perché assolutamente convinta che la realtà mostrata dai sensi sia una solo una minima percentuale della realtà-tutta (e questo è un fatto assodato scientificamente), perché convinta che la nostra vita continui oltre le esistenze standard, perché ho un concetto molto più completo di quello che può essere un possibile ciclo dell’esistenza nell’universo, etc.

    Rispetto al discorso più scientifico: la M-Theory è di fatto l’unica teoria valida (dotata di una matematica elegante e consistente, non ha caso nessun fisico è mai riuscita a scardinarla – ed è pure per questo che benché forse non si riuscirà a provarla mai tutti se ne guardano bene dal metterla in dubbio, con il 99.00% di studenti che si iscrivono a Fisica che la scelgono come percorso di studi privilegiato), che aspira a diventare teoria del tutto e dunque ad unire mondo subatomico e modelli macrocosmologici, proprio perché spiega ciò che gli scienziati del tempo di Einstein non erano riusciti a spiegare: la debolezza della forza di gravità (questo era il punto focale infatti!).

    Con tutto il rispetto per il professor Zichichi io preferisco le equazioni di Edward Witten e i pensieri di Susskind, fermo restando che, proprio come diceva il grande fisico Tullio Regge a proposito degli “esperimenti” psichici di Gustavo Rol: se qualcosa non si può testare tutti i discorsi restano solo opinioni, quindi fondamentalmente inutili.

    Giustissimo! Fermo restando che noi possiamo scegliere appunto e io scelgo le stradei dei fisici quantistici di cui sopra perché rappresentano al meglio il mio spirito, la mia essenza, la mia formazione e … come si direbbe da noi “everything I stand for”.

    Ciao.

    • Alfonso Cataldi // 30 July 2016 at 18:13 //

      Ma io non ti ho mai messo in bocca nulla 🙂 Ho preso a pretesto un’affermazione a mio parere molto coraggiosa di papa Francesco per fare delle riflessioni. Da parte mia, io non faccio il tifo per nessuno. Pur avendo sostenuto ormai più di venti anni fa tre esami di analisi matematica, due esami di fisica e due di geometria, sono mente troppo semplice per avvicinarmi a teorie che si basano esclusivamente su modelli matematici comprensibili a pochissimi.

      Buon fine settimana

      Alfonso

      • Non fare il furbo Alfonso:)
        Il low-profile intellettuale non è degno di te, così come non è degno di ogni persona capace.

        E anche se, specie in ambito religioso, in tanti a causa sua ci hanno rimesso le penne (vedi il nostro Bruno, lo stesso Galileo, etc): w la supponenza!!

        Con la falsa-modestia questo sito ha già dato.

        Ciao, buona serata

        ps Inutile dire che al tempo di Gregorio IX (Papa molto diverso da Francesco, e sarebbe bene non dimenticarlo) dopo questo mio post… di me sarebbe rimasto solo un tenuo segnale di fumo che alla maniera degli indiani d’America avrebbe letto HELPPPP! Sic.

        🙂

        https://rinabrundu.com/2012/04/17/linquisizione-spagnola-torture-bracieri-roghi-e-morte-2/

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