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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Ancora di Brexit, di Politica e di politicanti – Donald Trump e il campo da golf in Scozia. E se la generazione ottuagenaria rema contro, in Gran Bretagna come in Italia.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

brexitdi Rina Brundu. In questa storica giornata di Brexit, due sono stati, a mio avviso, i momenti politico-televisivi da ricordare, anche se forse non sono stati immediatamente visibili all’ordinario cittadino italiano. In mattinata, mi ha colpito molto il discorso alla Stampa tenuto da Nicole Sturgeon, la Prima Ministra scozzese che onestamente non conoscevo ma che difficilmente potrò dimenticare da ora in poi. Di fatto la signora si è presentata ai giornalisti con il piglio tipico della miglior Margaret Thatcher, incazzatissima e furente contro gli inglesi e i gallesi che avevano cacciato gli scozzesi dall’UE. Con una determinazione da grande leader ha messo subito le carte in tavola e ha detto chiaro è tondo che il suo popolo aveva parlato e che lei intendeva fare in modo che il suo volere fosse rispettato. Il messaggio non avrebbe potuto essere più chiaro per il resto della Gran Bretagna: il nuovo Referendum sull’Indipendenza della Scozia era ormai una questione “highly likely” (molto probabile). Quindi ha rassicurato gli “EU nationals” presenti in casa: il loro status non sarebbe cambiato e costoro continuavano ad essere i benvenuti in quella nazione. E poi ha chiuso facendo capire chiaramente che, da Ottobre in poi, il futuro Primo Ministro britannico non avrebbe dovuto avere a che fare soltanto con gli irritati burocrati di Bruxelles ma soprattutto con lei. Grandissima!

Di converso è apparso fuori dal mondo, il Donald Trump che questa mattina è stato colto dalla Brexit durante una sua visita in Scozia programmata per inaugurare l’apertura di un suo nuovo campo da golf. Trump ha infatti improvvisato una sorta di discorso pubblico il cui tema centrale era proprio quel campo da golf, mentre solo incidentalmente ha affrontato il discorso Brexit. L’impressione è stata che quasi non sapesse di cosa si trattasse anche perché mentre profittava per portare acqua al suo mulino e per congratularsi con la Gran Bretagna che a suo dire aveva riguadagnato la sua libertà, si è scordato – o forse non ha mai saputo – che in Scozia avevano vinto i sostenitori del “Remain”. Insomma una figura magrissima per questo personaggio assolutamente incomprensibile, che ancora una volta ha dato l’impressione di essere molto più interessato ai suoi affari che ai problemi degli americani, altro che discorsi populistici!

L’ultimo elemento che mi ha parecchio colpito in questa straordinaria giornata di Brexit è stato il fatto di come l’uscita della Gran Bretagna sia stata per lo più voluta dalla “vecchia Inghilterra”: vecchia in tutti i sensi, soprattutto in senso anagrafico. Sono stati proprio i voti degli anziani a determinare questa catastrofica decisione che avrà ripercussioni sostanziali sul futuro dei giovani, ripercussioni tutt’altro che positive. Questo mi ha ricordato come anche da noi, solo pochi giorni fa, siano stati soprattuto gli anziani a salvare il culo a quel Matteo Renzi principe autoproclamato e non eletto che sta lentamente portando il Paese alla rovina.

Ma se da un lato mi è facile capire le ragioni di un tale pernicioso status-quo, ovvero mi è facile comprendere il “disorientamento” che possono provare le persone di una data età davanti ad un mondo che cambia in maniera troppo veloce e in modi per loro difficili da comprendere, con modalità digitali di cui non si fidano, dall’altro non vuol dire che occorra giustificarne l’approccio conservatore, o subirlo senza opporre una convinta resistenza. Di fatto l’unica soddisfazione che ci resta è proprio l’impressione che il mondo che verrà – se riusciremo a preservarlo davanti a questi tentativi di annientamento dall’interno che sembrerebbero volere “padri” e “nonni” – sarà un mondo diverso, in certo modo un mondo migliore. Un mondo più aperto alle ragioni degli altri, più informato e quindi meno incline a lasciarsi abbindolare dalla retorica. Lo abbiamo visto noi in Italia pochi giorni fa e lo hanno riconfermato le nuove generazioni inglesi proprio ieri con il loro voto a favore di un’Europa senza confini. Se questa mia idea rappresenta una qualche verità, il “passo falso” della Gran Bretagna sarà solo temporaneo e domani potrebbe senz’altro essere un altro giorno migliore e diverso dall’oggi.

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