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Papa Francesco: “L’idea di conquista del Corano è la stessa del Vangelo”. E alcune riflessioni sul paradossale ammonimento alla Francia di Voltaire: non esagerate con la laicità!

Tombeau_et_statue_de_Voltaire,_Paris_8_juin_2014

La tomba di Voltaire, author Yann Caradec

di Rina Brundu.Ormai si possono davvero fare le pulci a questo grande papa, proprio come è successo pochi giorni fa con l’infelice uscita “anti-animalista”. L’avesse detto chiunque altro che chi ama gli animali a discapito dei bambini manca di umanità lo si sarebbe... uhm... crocifisso, ma lo ha detto Papa Francesco e quindi gli concediamo una “incorretta interpretazione” del suo pensiero. Lo crediamo fortemente che il suo pensiero sia stato mal interpretato o mal comunicato, difficile pensare infatti che un papa francescano come lui possa considerare gli Altri Esseri, esseri inferiori, non degni del nostro affetto incondizionato.

Credo che la ragione per cui si stia così attenti a tutto ciò che dice questo Pontefice sia dovuta al fatto che dopo duemila anni di infelice storia della Chiesa, si abbia ancora paura che il suo straordinario pontificato non sia vero, che sia solo un “figment” della nostra immaginazione. Ma per il momento il carattere di straordinarietà sembrerebbe tenere. Per tutte bastano le parole dette da Francesco ai giornalisti francesi di “La Croix” e riportate da “Il Giornale“.”L’idea di conquista del Corano è la stessa del Vangelo” ha detto il Papa. Giustissimo, la Bibbia e il Corano raccontano lo stesso Dio che, soprattutto nel Vecchio testamento, è tutt’altro che entità divina raccomandabile, anche a dispetto delle diseducative apologie benignesche! Certo il personaggio di Gesù é di altra tipologia, almeno il Gesù che conosciamo oggi, e dunque stupisce ancor di più il fatto che il Pontefice, con una lucida capacità di critica, abbia finanche “osato” mettere il dito sulle piaghe…del Vangelo!

Naturalmente il Papa sa bene che le ragioni dei diversi risultati ottenuti da Bibbia e Corano non sono da ricercarsi in un “handling” più illuminato dei sacerdoti (in senso lato) cristiani, ma piuttosto nel fatto che le “ragioni” della Bibbia hanno dovuto scontrarsi in Europa prima con la grande tradizione filosofica classica di questo continente e poi con gli universali principi libertari dell’illuminismo francese…. Una lotta impari insomma, una lotta con un titano capace di fare fagotto di tutte le pseudo-filosofie e dottrine religiose del mondo e scagliarle nello spazio siderale senza alcun timore reverenziale.

Il Papa lo sa e infatti arriva persino a dire che gli “Stati confessionali” sono destinati a finire male. Ecco, quando qualcuno parla così, ragiona in codesta maniera, viene anche difficile dargli contro quando sostiene che “una laicità accompagnata da una solida legge che garantisce la libertà religiosa offra una cornice per andare avanti”. Non si può dargli torto, appunto, ma è pur vero che un qualunque laico direbbe che la libertà religiosa deve essere rispettata, anche la libertà di sentirsi religiosi! Sono i religiosi che hanno sempre costruito muri non i pensatori! Il paradosso è infatti dato dal fatto che il Papa ha lanciato il suddetto ammonimento alla terra di Voltaire, cioè alla terra, la Francia, di un altro titano dei nostri diritti imprescindibili; ovvero a colui a cui viene attributita questa frase “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”, che non è Vangelo ma che come ben si evince non necessita di esserlo…

Then again, Francesco avrebbe lamentato soprattutto un’esaltazione della “laicità” da parte dei cugini transalpini a causa di “un modo di considerare le religioni come una subcultura, non una cultura vera e propria”. Onestamente non sono d’accordo neppure su questo punto: ogni religione è una cultura e nessuno potrebbe negare l’esistenza di una cultura cattolica che in quanto tale ha ottenuto finanche risultati “artistici” straordinari seppur accompagnati da altri risultati di tipo opinabile. Diverso invece è dire che le teorie religiose (o dottrine, o meri dogmi) non siano subteorie o subragionamenti rispetto alle teorie fisiche e scientifiche perché di fatto lo sono… proprio come lo è una favola di Grimm rispetto a una storia di vita vissuta, magari vissuta pure male, nella malattia, nella sofferenza, nella ristrettezza fisica o economica.

Come a dire che la speranza per il suo futuro non è una Chiesa arrocata a difendere favole ma semmai una Chiesa aperta a fare discorsi più ampi che riguardano gli esseri umani (e magari anche gli Altri Esseri) e prescindono dalle divinità… dubbie, pena – in un mondo fortunatamente più accorto – la sua fine!