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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Femminismo digitale: se anche l’Olanda si scaglia contro la minigonna, o dei peggiori incubi di Mary Quant. E sul parterre maschile chiamato da “La Gabbia” di Paragone a discutere dei diritti delle donne. Vergogna!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Mary Quant inventrice della minigonna

di Rina Brundu. Quello che è accaduto in Olanda in questi giorni è di una gravità assoluta. Per certi versi è più grave dell’attacco alle ragazze di Colonia a Capodanno, perché oggetto dell’attacco della direttiva di un altro sconosciuto Comune olandese non erano alcune donne ma TUTTE le donne. Donne che - nelle intenzioni della mente brillante che ha partorito l’idea e impartito quell’ordine - dovrebbero “coprirsi” per venire incontro alle necessità del politically-correct integralista, per favorire l’integrazione con gli emigrati musulmani.

 

Detto altrimenti uno sputo in faccia alla nosta civiltà, uno sputo in faccia alle conquiste ottenute dalla rivoluzione liberale francese in poi, uno sputo in faccia alle battaglie delle Sufragette, uno sputo in faccia a Mary Quant e a tutte le anime femminili che hanno animato i migliori anni della rivoluzione e liberazione sessuale, uno sputo in faccia al nostro spirito. Una volta di più.

Chissà perché si pensava che tra i paesi del primo mondo, l’unico paese schiavo dei ghiribizzi dei potentati musulmani fosse l’Italia renzista ansiosa di offendere la nostra arte e la nostra cultura pur di portare il risultato (quale risultato?) a casa, mai avremmo sospettato che il germe integralista potesse fare proseliti in una nazione libera e liberata come l’Olanda. In una nazione che è sempre stata fulgido esempio di cosa sia la libertà dell’Essere, di cosa sia il rispetto dei diritti civili. Se il cancro integralista e maschilista è arrivato fin lì dobbiamo davvero preoccuparci, ben oltre la preoccupazione che mette addosso il vedere il solito parterre maschile chiamato dal conduttore de “La Gabbia” (La7) Gianluigi Paragone a dirimere di femminismo, dei diritti delle donne.

Vergogna! Vergogna senza se e senza ma, semplicemente vergogna!

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