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PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Umberto Eco – IL GIORNO DOPO, pensieri sparsi. Dalle agiografie Battista-Mollica al silenzio e (mancato omaggio?) berlusconiano. E della “meraviglia”: dalla carica aforistica ai funerali laici.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

458px-sanzio_01_plato_aristotledi Rina Brundu. Dopo la straordinaria giornata di ieri che ha visto una intera nazione e tanta parte colta del globo terracqueo dare l’addio a uno dei più grandi intellettuali dal dopoguerra ad oggi, mi sorprende la mia “meraviglia”. Meraviglia indotta da motivi diversi. Tra le molte domande che resteranno sempre senza risposta vi sono queste: ma dove li trova il pur simpatico Vincenzo Mollica, “critico” RAI, tutti quegli aggettivi apologetici inneggianti ad ogni possibile virtù umana (ma non solo)? Ha un suo personalissimo dizionario? Un dizionario dei vizi e delle virtù? Dei termini politically-correct e degli altri... “immondi”, da evitare? Pensare che fin dai tempi dei miei esami di linguistica ho sempre ritenuto che le parole fossero convenzioni né belle né brutte... che fossero... semplicemente.

E che dire poi dell’infaticabile lavoro laudatorio di Pierluigi Battista sul “Corriere”? A mio avviso se Eco fosse potuto riscendere anche un solo minuto sulla terra, gli avrebbe sfiorato la spalla e guardandolo con un sorriso dolce gli avrebbe consigliato: “Adesso… riposati”. Non minore “meraviglia” ha destato in me il motto indefesso (e un pò provinciale) di tanti anonimi redattori che sia sui giornali sia in televisione misuravano “l’importanza dell’evento” e dunque, immagino, della capacità intellettuale del defunto dal numero di siti stranieri che ne davano notizia. Siti stranieri che, per la maggior parte, si sono limitati a scrivere che il romanziere italiano Umberto Eco, autore de Il nome della rosa, era morto all’età di 84 anni….

Ma come spesso accade, a tanto “baillame” mediatico si può contrapporre il silenzio. In questo senso, il “silenzio” e i mancati “omaggi” da parte delle reti berlusconiane (e dello stesso Berlusconi?) mi sono sembrati “importanti” anche se forse mi sbaglio. E poi non è detto che il “silenzio” non fosse la strada più giusta da prendere dato che siamo ancora nell’aftermath della “Guerra dei venti anni”…. Certo però che anche il silenzio può meravigliare

Siate forti come i saggi dell’antica Grecia e guardate alla morte con occhio fermo e senza paura”; questo aforisma di Eco l’ho letto, invece, ieri, fin dalla prima mattina. Confesso che anche quello mi ha “meravigliato”: non avevo mai sentito prima un altro “consiglio” altrettanto saggio e pragmatico sul modo di affrontare l’ultimo momento con la più grande dignità. È stato così, partendo da questa straordinaria carica aforistica, che ho voluto conoscere meglio lo scrittore e lo spirito intimamente “laici” e ho appreso dei suoi funerali laici. Insomma, la mia personalissima “meraviglia” è stata procurata soprattutto dal fatto che ho imparato ad apprezzare ancor di più l’uomo e l’autore, la mente e l’anima nel giorno della morte del corpo: non è cosa da poco considerando che per tutti noi ciò che dovrebbe contare non è come si entra in questo mondo ma è come lo si lascia, chiudendosi la porta alle spalle.

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