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Immigrazione: verso il peggio a rimorchio della Chiesa che le spara sempre più grosse

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

il-piano-Bdi Gigi Montonato. C’è del nervosismo nella Chiesa. Il Papa le spara sempre più grosse. Respingere i migranti è un atto di guerra. Da parte di chi e contro chi? Le guerre si fanno tra Stati, non tra masse informi e anonime di gente. Non sa quel che dice, parla come un veterocomunista che non ha mai visto mondo. Diventa minaccioso perfino quando prega la Madonna per accogliere i poveri e gli umili e sbaragliare i ricchi e i superbi (Angelus del 15 agosto).

Ben strano il suo guevarismo. Il testo della sua enciclica “Laudato si’…” è in testa alle classifiche dei libri più venduti; i suoi gadget vengono pubblicizzati perfino dalla televisione; in ogni edicola è pieno di pubblicazioni delle sue case editrici. E’ un business formidabile. Questo papa è una macchina di soldi, ben più dei suoi predecessori. Spara a zero contro i soldi e intanto ne produce in quantità industriali, da autentico capitalista.

Il suo verbo, plebeo e risentito, sta creando nella Chiesa non pochi malumori, soffocati ma non eliminati. Quando Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, se ne esce con certi improperi e ingiurie contro dei politici, che fino a prova contraria rappresentano le istituzioni dello Stato, delle due l’una: o vuol lanciare un messaggio al Papa di smetterla e di lasciare agli “inferiori” di accapigliarsi coi politici o ha perso la testa nella confusione generale che regna nella Chiesa italiana da quando è giunto questo papa dai confini del mondo.

La Chiesa deve fare la Chiesa. E’ tanto difficile capire che lo Stato deve fare lo Stato? E che quel che deve fare lo Stato non è esattamente quello che vuole fare la Chiesa? Non è difficile capirlo. Ma la Chiesa ha dei flussi di memoria, che le creano illusioni di cesaropapismo; diventa arrogante e minacciosa; soprattutto ricattatoria. Sa che i politici italiani pendono da sempre dalle sue labbra. Sa che la politica italiana è in crisi, che non ha un solo suo rappresentante autorevole e credibile. Ne approfitta per ricattare l’azione del governo, del parlamento, delle istituzioni. Cerca di sfruttare il momento suo buono; dopo, chissà che cosa può accadere. Perfino Salvini che aveva ragione di rispondere al papa per come avrebbe meritato si è astenuto per non sentirsi a quell’altezza – così ha detto – e a Galantino ha risposto in modo morbido, da mezzo chierichetto.

Si può essere favorevoli o contrari alla politica del governo italiano verso l’immigrazione. Non è questo il punto. Nessuno può essere favorevole senza condizioni, a parte il Papa, che parla senza cognizione temporale. Ma è un fatto che né la maggioranza di governo né l’opposizione elaborano uno straccio di rimedio a quella che è un’autentica invasione, i cui effetti devastanti si vedranno di qui a qualche tempo.

Certo, non è solo una questione italiana. Ben lo vediamo. E’ una questione europea e mondiale, di non facile soluzione. In altri tempi si sarebbe già tentato di risolverla con la forza, non respingendo i barconi dei migranti, ma creando nelle loro terre le condizioni perché questi potessero vivere in pace e nel progresso, mettendo fine alle lotte tribali, alle dittature e dando concreti aiuti di ogni genere a quelle popolazioni. Ma  dopo settant’anni di pace e di rifiuto della guerra non è opzione neppure da considerare alla lontana. Vediamo che perfino a quattro passi da noi le soldataglie dell’Isis, in Libia, spadroneggiano, uccidono, distruggono sotto gli occhi della comunità internazionale. Le ambasciate chiudono. Gli Europei scappano con la coda tra le gambe, come cani bastonati.

La grande illusione delle democrazie occidentali è che la guerra per non volerla è sufficiente conoscerla. Invece la guerra, che lo si voglia o meno ammettere, è un’opzione da tenere sempre pronta. Si tratta casomai di gestirla nella maniera più opportuna.

Ci chiediamo fino a che punto dovranno arrivare i signori della guerra per provocare la giusta reazione dell’Occidente. Dobbiamo aspettare attentati sulla Cupola di San Pietro, alla Porta di Brandeburgo, a Westminster, alla Torre Eiffel? Dobbiamo aspettare stragi su stragi nel cuore delle nostre città, delle nostre stazioni, delle nostre metropolitane, dei nostri musei, delle nostre chiese? Dobbiamo aspettare che si arrivi a tanto?

La Chiesa non può predicare guerre, ma non può favorire le politiche di chi le guerre le fa in maniera ricattatoria e con prospettive di conquista di civiltà. C’è da rimanere trasecolati dalla noncuranza della Chiesa cattolica all’invasione islamica dell’Italia e dell’Europa. Di qui a non molto i cattolici finiranno per sentirsi discriminati in casa loro. E se una prospettiva del genere la si vuole considerare benzina sul fuoco della propaganda di destra, allora terra-terra ci chiediamo: che fanno qui tante moschee, parafrasando il manzoniano dell’Adelchi “che fan qui tante pellegrine spade?”.

A noi laici la questione della fede può interessare poco o punto; ma purtroppo non è solo questione di fede. Qui ci stanno cambiando tutto, ci stanno facendo diventare altro, non per buoni motivi, non per farci crescere, non per prospettive di miglioramento; ma per pusillanimità, per viltà, per quel poltronismo borghese che tanti guasti ha provocato nel passato all’Europa quando non affrontava i problemi con tempestività e determinazione e lasciava che diventassero enormi e catastrofici, come le due guerre mondiali hanno dimostrato. Ci avviamo al peggio!

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11 Comments on Immigrazione: verso il peggio a rimorchio della Chiesa che le spara sempre più grosse

  1. Ricordo anche che se si vogliono leggere scritti incensanti alla dottrina (governatizia e religiosa) basta accendere un qualsiasi canale pagato dal contribuente (anche da quello che non sponsorizza simili pratiche) Questo sito finché vivrà, vivrà dentro le regole della sua deontologia dove è scritto che non si contemplano dogmi. Non è stato scritto a scazzo. Regards
    https://rinabrundu.com/deontologia-2/

  2. Non ho detto che l’hai offeso. E nessuno degli autori di Rosebud si offenderebbe per simili sciocchezze. Ma tu
    gli hai dato dello “sciocco” per avere espresso una sua idea. Orbene ho già fatto le mie lotte online contro i troll, gestendole in ogni modo e maniera (dallo zuccherino, all’occhiolino, al mandare lettere, al mandarli affanculo non mi sono mai fatta mancare niente), ma ho giurato che su questo sito si resta sempre dentro dei paletti nel rivolgersi agli autori, qualunque cosa scrivano. Lo stesso garantismo vale ed è valso per te in passato. Questi paletti restano poi specialmente quando si fanno critiche dure contro autorità costituite: qui si critica. Con rispetto di linguaggio ma fortemente, ferocemente e non si guarda in faccia nessuno. Perché il farlo significherebbe sputare su tutto ciò che crediamo e che ci fa esistere come esistiamo. Di angoli della Perpetua ne conosco parecchi (alcuni di nome), MA NON SONO QUESTO SITO e io non li frequento.
    Amici sempre come prima
    Saludos

  3. Ohia sa conca dicono in Sardegna…

    E chi è Marsonetti? Che c’entra poi Michele Marsonet (se questa è la confusione) con il professor Gigi Montonato? Se vuoi criticare almeno assicurati di sapere chi ha scritto il pezzo…

    Detto questo non fare il furbo con me ricorrendo alla semantica… so bene come la pensi e tu sai come la penso io.

    Certo che hai ogni diritto di difendere il papa… se vuoi fare questo… ma il punto che facevo io era che il papa qui non è stato insultato (non lo permetterei mai, per nessuno)… il papa è stato fortemente criticato per ciò che è e rappresenta e questa è cosa buona e giusta…

    Tu di converso dai dello “sciocco” al prof, volendolo camuffare da “stolto”, a-gratis. Detto altrimenti, come è regola di Rosebud, tu puoi criticare benissimo l’autore ma devi farlo con un ragionamento logico e sviluppato. Che sia forte non ci interessa… anzi, meglio, occorre però evitare gli epiteti verso la persona. Lì c’é il paletto.

    Ps Mai detto che tu sia un troll anche perché tu ti firmi con nome e cognome. I troll non hanno le palle per firmarsi, usano nick. Mai usato uno in vita mia, sono sempre stata la mandante delle mie cazzate che sono pure cazzate firmate con nome e cognome… Questo di fatto fa la differenza tra me e le perpetue. Io non sono una perpetua, ma questo si sa.

  4. Concordo invece sulle palle di Sarkozy, avrebbero dovuto tagliargliele quando è andato contro Gheddafi… ma chi lo faceva, il paese dei balocchi che abitiamo noi? Sic.

  5. Ricevo e pubblico.

    “Gentilissima,

    La ringrazio della Sua difesa. Non mi adonto per le offese e le ingiurie; le metto nel conto. Una volta nelle polemiche fuse nel piombo si duellava signorilmente nella consapevolezza di avere di fronte una persona. Oggi tutto è virtuale, si polemizza con tutti e con nessuno. Se quel Salvo mi conoscesse di persona probabilmente non mi darebbe dello sciocco; io, che senza merito alcuno vengo da un altro mondo, so che dietro quel nome c’è proprio una persona fisica, con la sua intelligenza, con la sua passione e purtroppo con tutti quei vizi che tanto caratterizzano gli esseri umani di oggi, irresponsabilmente virtuali, ovvero inesistenti.Quel Salvo lo…salvo, perché – come lui vuole – non esiste.

    Le auguro buone vacanze. Gigi Montonato”

  6. Francesco Blasi // 7 September 2015 at 21:13 //

    Cara Rina,

    sono passato a leggerlo, lo scritto, ed è stata una noia enorme. Un condensato di chiacchiere da bar in cui c’è una randellata per tutti (tranne che per il nullafacente delle felpe, portabandiera di un gruppetto specializzato in furti dei nostri soldi e in falsi storici, per esempio quello della nazione che troverebbesi al di là del Po). Il quale felpato, detto per inciso, non ha polemizzato col papa perché gli elettori cattolici, o pronti a professarsi tali, in Italia ci sono e ci saranno sempre.

    Un temino senza senso in cui en passent, tra una scudisciata e l’altra, si dice che le migrazioni sono “una questione europea e mondiale, di non facile soluzione” Caspita…

    L’attacco sembra da giornalismo brillante, di quello standard monocorde (da applicare tanto a un pezzo su una strage a Baghdad quanto a una sfida tra chef pluristellati) insegnato nelle scuole dell’Ordine, con frasi brevi e incisive per avvincere il lettore. Poi una lunga sparata ideologica (non si può dissimulare a lungo ciò che si è) da bignami neofascista. Rigorosamente borghese e antirivoluzionaria; per il presunto autore s’intende, perché a armarsi e partire dovranno essere unicamente gli altri.

    Gustosissimi i toni da apocalisse, con l’ordalìa finale in cui l’occidente è pronosticato come sicuro vincitore perché indiscutibilmente superiore. Un’apologia della guerra che attende soltanto di essere suggellata in orgasmi a ripetizione davanti alla tv, magari a pagamento come per il calcio e la F1.

    E non manca la baggianata da talk televisivo, quell'”aiutiamoli a casa loro” che tanto affascina i semplici: “In altri tempi -pontifica lo scritto- si sarebbe già tentato di risolverla con la forza, non respingendo i barconi dei migranti, ma creando nelle loro terre le condizioni perché questi potessero vivere in pace e nel progresso, mettendo fine alle lotte tribali, alle dittature e dando concreti aiuti di ogni genere a quelle popolazioni”. Siamo quindi al pensierino del lunedì proposto dalla maestra, sul genere “Racconta le tue riflessioni di ieri, domenica, quando vedevi il cartone preferito e per errore sei passato su un canale che trasmetteva il telegiornale”.

    Per esempio, consiglierei di aiutarli direttamente nei territori conquistati al califfato, in Libia e tra la Siria e l’Iraq. Gli aerei per Damasco sono semivuoti e il biglietto è da discount. Buona fortuna… Ma stia attento, chiunque si imbarchi per una follia del genere, a non spacciarsi per “cooperante”: se verrà rapito, in Italia balzerebbe alla notorietà come “veterocomunista” o, peggio, idealista con regressioni adolescenziali.

    E l’Africa che muore di fame e di guerre? Il mio consiglio di viaggio cade stavolta sulla Nigeria. A dirimere le faide religiose e tribali da 50 morti a botta, quando va bene. E i soldi degli “aiuti” a chi andrebbero? Domanda da un miliardo di dollari…

    La fesseria sull'”occidente” contrapposto a non si sa chi o che cosa meriterebbe un altro capitolo. Ma è abbastanza, Rina.

    E per favore, non ti azzardare più a raccogliere le stupidaggini che raccogli per bar dello sport (il cinico divertissement di tanti letterati) facendone un collage per poi firmarlo con uno pseudonimo. Rosebud mi scadrebbe per sempre. Intesi?

    • Aho France’ ma hai bevuto stasera?
      Io in vita mia non ho mai pubblicato nulla che sotto non avesse il mio nome e cognome e odio i nick con tutta me stessa, mi prendi forse per i vecchi amici di quel postribolo online di cui sai? Io ho sempre avuto, ho e avrò sempre, fino all’ultimo respiro, le palle per firmare con nome e cognome tutte le cazzate che scrivo di cui sono diretta mandante che sia chiaro a te e a tutti.
      Il pezzo in questione è del professor Gigi Montonato di Brogliaccio Salentino che se riterrà potrà rispondirti di suo e che puoi trovare tranquillamente in Rete.
      Saluti e bevi di meno mi raccomando.

      • Ti dico anche chiaro e tondo di non permetterti mai piu’ di insinuare che io uso nick perché non solo ti banno ma ti denuncio.
        Giusto per capire su che linea siamo.
        PS Se volevi un modo per farmi incazzare lo hai trovato.

  7. Credo che per farmi passare l’ira che ho in questo momento serviranno anni…..

  8. Francesco Blasi // 7 September 2015 at 22:06 //

    Ma scherzi? Il mio era un modo per dire altro! Mi dispiace davvero, ma era un trattamento ironico dovuto a un “pezzo” che per i luoghi comuni di cui strabocca sembra scritto da nessuno. <<<ci possiamo spiegare, comunque, attraverso l'e-mail <8penso che il mio indirizzo sia a te visibile. Un abbraccio, sentito e autentico,

    Francesco

    • Io non scherzo affatto su queste cose Francesco. Sono gli unici argomenti su cui non scherzo perché su quelli baso il mio concetto di serietà in opposizione al concetto di seriosità. La maggior parte delle persone “serie” di questo mondo è “seriosa”, per me questo è un problema.

      Quasi amici come prima, fermo restando che qualcosa debbo dirla e arriva ora….

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