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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sulle elezioni presidenziali e sull’ansia da prestazione verso il potere del giornalismo italiano.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – IL TEOREMA RENZI-TAVECCHIO-VENTURA

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per leggere tutto l’articolo)

Rina Brundu

Confesso di essere rimasta senza parole, e assicuro che questo non è risultato facile da ottenere. Ovvero, mi ha colpito come mai prima l’ondata di retorica e di riverenza con cui ha sciacquato i suoi lettori il giornalismo italiano durante queste ultime elezioni presidenziali: nello specifico mi riferisco sia al “professionismo” televisivo sia a quello quotidianamente impegnato a difendere le “posizioni” dell’editore di turno sul giornale di “famiglia”. Dopo un anno di governo Renzi – un esecutivo che ha letteralmente occupato ogni spazio mediatico disponibile su piattaforme e livelli informativi multipli, facendo “trombetta” del concetto di par-condicio – si pensava che si fosse già toccato il fondo, sbagliando.

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Sulle elezioni presidenziali e sull’ansia da prestazione verso il potere del giornalismo italiano.

  1. Non sono d’accordo con te su Libero (che è il quotidiano che leggo) ma mi sembra ovvio che per me è abbastanza indipendente, mentre non lo è ai tuoi occhi. Oggi come oggi in cui tutti son divenuti Rentsiani mi sembra una delle poche voci critiche.

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    • Ciao Emilio,
      Io non ho preclusioni mentali o ideologiche verso Libero, anzi mi piace Belpietro e il suo stile. Ma ho analizzato anche quel giornale ed ha senz’altro una impostazione pro-forza italia. Per carità almeno lo dicono quindi questo non è un problema di per se, io però come fonte attendibile preferirei un giornale capace di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma non pro-forma.

      Detto altrimenti, se fossi il direttore del Corriere invierei giornalisti renziani a intervistare Toti e Silvio e invierei giornalisti forzisti a intervistare Renzi.

      Soprattutto mi terrei in redazione persone capaci di comprendere che chi fa il giornalista serio deve ritenersi un naturale cane da guardia dell’esecutivo, non un leccaculo.

      Non sono in disaccordo con tutto ciò che fa Renzi, ma ciò su cui sono d’accordo lo dirò soltanto quando Renzi non sarà più al potere. Per me così si comporta un vero professionista.

      Può darsi pure che mi sbagli per carità, non sarebbe la prima volta.
      Grazie per il tuo intervento.

      Ciao, RB

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  2. PS Lo scriverò chiaro e tondo questa volta hanno davvero cagato tutti fuori e i casi sono due: o non se ne accorgono e quindi c’é davvero un problema magari di relazione verso la comunicazione digitale o se ne accorgono e pensano che siamo ancora al tempo in cui i galoppini DC e PC offrivano gelati in cambio di voti ai contadini…

    L’actual gist è che l’M5S fra pochissimi anni avrà una maggioranza assoluta, non appena queste generazioni native digitali andranno a votare… e francamente ben vengano visto che non c’é altro modo per fare cambiare queste usate e datate pratiche fondamentalmente “mafiose” (in senso lato).

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