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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sulle elezioni presidenziali e sull’ansia da prestazione verso il potere del giornalismo italiano.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Macché, macché! Travaglio lo sopravvaluta (nda: sopravvaluta Renzi)…. Questo signore non ha una strategia perché non è capace di averla… Renzi spara cazzate! Il suo grande alleato è la vigliaccheria congenita del sistema politico italiano! E che fai tu, Gruber? Sei diventata una sostenitrice di Renzi? Non ti riconosco più! Cosa pensi possa accadere a un paese come questo guidato da un Premier come questo? Cosa credi sia successo oggi per giustificare la lettera a Repubblica pubblicata senza critiche? Renzi avrà chiamato Calabresi e gli avrà ordinato: “Senti, c’ho una lettera… pubblicamela!”. Un giorno chiamerà Cairo e gli dirà: senti, questa Gruber mi sta sulle scatole, toglila!”.

Giampaolo Pansa, Otto e mezzo (La7), 11 febbraio 2016

Tratto dal Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu.

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

Confesso di essere rimasta senza parole, e assicuro che questo non è risultato facile da ottenere. Ovvero, mi ha colpito come mai prima l’ondata di retorica e di riverenza con cui ha sciacquato i suoi lettori il giornalismo italiano durante queste ultime elezioni presidenziali: nello specifico mi riferisco sia al “professionismo” televisivo sia a quello quotidianamente impegnato a difendere le “posizioni” dell’editore di turno sul giornale di “famiglia”. Dopo un anno di governo Renzi – un esecutivo che ha letteralmente occupato ogni spazio mediatico disponibile su piattaforme e livelli informativi multipli, facendo “trombetta” del concetto di par-condicio – si pensava che si fosse già toccato il fondo, sbagliando.

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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info@ipaziabooks.com

4 Comments on Sulle elezioni presidenziali e sull’ansia da prestazione verso il potere del giornalismo italiano.

  1. Non sono d’accordo con te su Libero (che è il quotidiano che leggo) ma mi sembra ovvio che per me è abbastanza indipendente, mentre non lo è ai tuoi occhi. Oggi come oggi in cui tutti son divenuti Rentsiani mi sembra una delle poche voci critiche.

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    • Ciao Emilio,
      Io non ho preclusioni mentali o ideologiche verso Libero, anzi mi piace Belpietro e il suo stile. Ma ho analizzato anche quel giornale ed ha senz’altro una impostazione pro-forza italia. Per carità almeno lo dicono quindi questo non è un problema di per se, io però come fonte attendibile preferirei un giornale capace di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma non pro-forma.

      Detto altrimenti, se fossi il direttore del Corriere invierei giornalisti renziani a intervistare Toti e Silvio e invierei giornalisti forzisti a intervistare Renzi.

      Soprattutto mi terrei in redazione persone capaci di comprendere che chi fa il giornalista serio deve ritenersi un naturale cane da guardia dell’esecutivo, non un leccaculo.

      Non sono in disaccordo con tutto ciò che fa Renzi, ma ciò su cui sono d’accordo lo dirò soltanto quando Renzi non sarà più al potere. Per me così si comporta un vero professionista.

      Può darsi pure che mi sbagli per carità, non sarebbe la prima volta.
      Grazie per il tuo intervento.

      Ciao, RB

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  2. PS Lo scriverò chiaro e tondo questa volta hanno davvero cagato tutti fuori e i casi sono due: o non se ne accorgono e quindi c’é davvero un problema magari di relazione verso la comunicazione digitale o se ne accorgono e pensano che siamo ancora al tempo in cui i galoppini DC e PC offrivano gelati in cambio di voti ai contadini…

    L’actual gist è che l’M5S fra pochissimi anni avrà una maggioranza assoluta, non appena queste generazioni native digitali andranno a votare… e francamente ben vengano visto che non c’é altro modo per fare cambiare queste usate e datate pratiche fondamentalmente “mafiose” (in senso lato).

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