PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Charlie Hebdo oscura le vignette sotto accusa, ma é una sconfitta, per tutti. E sugli obblighi morali e di solidarietà del giornalismo.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Earlierbrunodi Rina Brundu. Dopo la notizia del tragico attentato nella sede parigina di Charlie Hebdo, giornale satirico di cui avevo sentito parlare ma che non conoscevo, ho voluto visitarne il sito, http://www.charliehebdo.fr/. Sono riuscita a starci cinque minuti circa, il tempo di leggere alcuni articoli e ammirare lo straordinario lavoro che fa la redazione, apparentemente senza guardare in faccia nessuno. Un sito quasi d’altri tempi, di quando la lotta socio-politica era prima di tutto convinzione, brillante opposizione di intelletti, di idee.

Poi ho notato che la connessione era lenta, quindi ho cliccato sull’immagine di un libro la cui coperta era data da una vignetta del Profeta, ma mentre la pagina linkata si apriva (vedi screenshot sottostante), il contenuto non era già più disponibile. Dopo un po’ anche le altre pagine non erano accessibili, oppure erano visibili a momenti alterni, proprio come continuano ad essere nel momento in cui scrivo. Un peccato! Un peccato perché quando si fa tacere una voce libera – e quando questa voce libera viene fatta tacere nel modo barbaro in cui sono stati zittiti questi giornalisti francesi – perdiamo un po’ tutti; perdiamo qualcosa di molto importante, qualcosa di non immediatamente visibile ma che risolve nell’essenza stessa che ci distingue dagli altri esseri che insieme a noi abitano il pianeta.Image2

É stato quindi con grande stupore che mi è capitato di leggere in calce a dati articoli sull’attentato di oggi, commenti deliranti in virtù dei quali in fondo in fondo quei giornalisti se la sarebbero cercata, accompagnati dal monito a non scherzare con le autorità religiose: sorprende che simili commenti vengano permessi nei nostri giornali, ma immagino che se venissero tolti anche noi diventeremo i censori che non vorremmo mai essere. Personalmente ritengo che il lettore responsabile per cotanta cogitazione stia facendo un pò di confusione sia su ciò che è o dovrebbe essere la reliigione, sia su ciò che è o dovrebbe essere il giornalismo.

Avendo numerosi amici di religione musulmana, avendo ospitato e continuando ad ospitare tanti articoli di autori arabi tra queste pagine, credo che di tutto mi si possa accusare tranne di essere prevenuta contro le cose dell’Islam. E se ciò non fosse sufficiente – viste le discussioni che ho avuto di recente a proposito dei pericoli che portano seco le visioni del mondo che non siano laiche e pragmatiche – basti la mia ferma convinzione che prima ci lasciamo dietro, tutti quanti, i retaggi di quello che impropriamente chiamo pensiero medievale, meglio è; detto altrimenti al massimo mi si potrebbe accusare di essere prevenuta contro le religioni, tutte, senza distinzione di sorta.

Detto questo penso pure che ogni credo religioso non violento (non bisogna confondere l’Islam che è religione con il fanatismo religioso, esattamente come non bisognerebbe confondere Torquemada con l’animo nobile di San Francesco), vada rispettato, di qualunque tipo sia e qualunque siano le sue regole. Va rispettato perché – mercé l’indottrinamento più o meno forte che tutti noi riceviamo fin da bambini – in alcuni individui diventa tuttuno con le ragioni morali, filosofiche, del loro esistere. E va rispettato perché in altri individui questi riti e questi miti servono ad oggettivare la pulsione verso l’assoluto e il metafisico che è in noi. Ne deriva che se è dogma della religione musulmana che il suo Dio e il suo rappresentante in terra, ovvero il Profeta (che tra l’altro era personaggio molto saggio, consiglio di leggerne la storia), non vengano raffigurati con icone varie, quel dogma va rispettato. Anche e soprattutto da noi. Ma il rispetto – lo dico all’indirizzo del commentatore di cui sopra – deve essere reciproco, sempre! E il rispetto per la vita non può venire secondo a nessuno, neppure a quello che dobbiamo ad un’autorità religiosa!

Sempre allo stesso commentatore, e a tutti coloro che sono stati sfiorati da pensieri simili ai suoi, vorrei invece ricordare che il giornalismo, quello vero, non è un mero esercizio di scrittura come sovente si fa tra le pagine dei quotidiani italiani. Vorrei ricordargli che un articolo di giornale degno di questo nome non è una sequenza di segmenti scritturali a loro volta identificabili in un pattern conosciuto soggetto-verbo-complemento (già ridicolizzato alla grande da Joyce in tempi non sospetti); tanto meno è un esercizio di know-how culturale e di perizia estetica che in tempi di mare-magnum digitale si perderebbe come perla inutile tra i grani di una risaia…

Il giornalismo, quello vero, è prima di tutto coraggio nell’esprimere le nostre convinzioni personali e professionali (no matter what), forza delle idee, determinazione a difenderle. Soprattutto è capacità di distinguere il quid-che-vale dentro di noi e negli altri, finanche a morire per proteggere quel qualcosa in più. Francamente non riesco a pensare a nulla che abbia più valore di quel nostro guizzo d’intelletto che ci permette di ridere di noi stessi, di tutti i nostri miti, di tutti i nostri riti: per quel che può servire, solidarietà totale e ammirazione incondizionata ai giornalisti di Charlie Hebdo e a tutti coloro che nei secoli sono morti per difendere il bene più prezioso: la libertà!

Featured image, the earliest depiction of Bruno is an engraving published in 1715 in Germany, presumed based on a lost contemporary portrait.

9 Comments on Charlie Hebdo oscura le vignette sotto accusa, ma é una sconfitta, per tutti. E sugli obblighi morali e di solidarietà del giornalismo.

  1. Hai ribloggato? Chapeau!! Non è proprio un mondo per ribloggare il pensiero libero, Bruno docet!

  2. Riccardo // 7 January 2015 at 17:58 //

    Attendiamo di sentire qualche voce di dissenso dalle numerosissime associazioni islamiche d’Europa.

    • Ti assicuro che I musulmani che conosco io non sono cosi… Mi rendo conto che é difficile andare oltre l’apparenza ma abbiamo il dovere di farlo: noi siamo figli di Bruno…. E pure loro ti assicuro sono figli di tanti matematici validi….

      Tutti figli dello stesso Dio quantistico direbbe Ed Witten. Anzi, lo dico io!

      • Consiglio anche la lettura della vita di Maometto, come ho già scritto. Uno da inquadrare nei suoi tempi, ma molto valido, saggio… la saggezza per me è tutto… non credo proprio che sarebbe orgoglioso di questi suoi figli! Chi lo sarebbe?

  3. Riccardo // 7 January 2015 at 19:29 //

    Che strano, tutti a voler dimostrare che esiste da sempre un islam moderato, anche la Boldrini ha da subito voluto, in maniera inopportuna, specificare di non confondere mussulmani e assassini. Ma c’era un’altra donna che, dopo gli attentati dell’11 settembre scriveva: “Continua la fandonia dell’Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell’integrazione, la farsa del pluriculturalismo. E con questa, il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da un’esigua minoranza e che quella esigua minoranza vive in Paesi lontani. Be’, il nemico non è affatto un’esigua minoranza. E ce l’abbiamo in casa. Ed è un nemico che a colpo d’occhio non sembra un nemico. Senza la barba, vestito all’occidentale, e secondo i suoi complici in buona o in malafede perfettamente-inserito-nel-nostro-sistema-sociale.” E ancora: “Un nemico che appena installato nelle nostre città o nelle nostre campagne si abbandona alle prepotenze ed esige l’alloggio gratuito o semi-gratuito nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala cioè «col liquore». E-attenta-a-non-ripeter-l’oltraggio. Un nemico che negli asili vuole abolire anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale.” Questa donna subì quattro processi che lei chiamava «i miei trofei». Ecco, io credo a questa donna, alle sue profezie, questa donna si chiamava Oriana Fallaci.

  4. Prima di tutto musulmano con una “S”, anche se è errore comune.

    Detto questo dovresti conoscermi meglio e credo che l’articolo dimostri che non la mando a dire. Ciò che dici tu lo capisco ma non concordo.

    Tu sai bene inoltre che io adoro la Fallaci ma su dati argomenti e sulla necessità di perseguire il metodo non-violento e l’insegnamento non violento io non faccio sconto a nessuno: né ai fondamentalistici islamici né alla Fallaci. Preferisco Gandhi e Martin Luther King.

    Queste filippiche vanno bene, vanno benissimo (così come di tanto in tanto ci si dovrebbe ricordare di tutto ciò che ha reso grande la nostra civiltà e onorare i suoi eroi… Bruno docet!)….. ma sono ossimoriche rispetto a quello che ci comanda il nostro sentire (sviluppato in date direzioni anche grazie al “male” che abbiamo testimoniato nei millenni della nostra storia). E rispoetto a ciò che comanda la nostra capacità di intendere…

    Ci sono ragioni storiche importanti che hanno determinato il terribile status-quo e purtroppo alcune si sono incancrenite all’interno di contesti religiosi, ovvero di contesti pregnanti per tutti (la religione e la lingua determinano la nostra forma-mentis, ti pare poco???)… ma da qui a far passare l’idea che l’Islam sia la rappresentazione di una setta assettata di sangue infedele ce ne corre.

    Mi rifiuto a priori di farlo esattamente come mi rifiuto di credere che tutti i cattolici siano a favore della schiavitù della donna: pensa a quelli che proibiscono l’aborto finanche alle donne violentate, a quelli che favoriscono la discriminazione intellettuale della donna… pensa ai Torquemada che hanno procurato sangue dovunque per secoli….

    Ti piacerebbe che lo si facesse?

    No, non faccio queste equazioni perché su questi argomenti sponsorizzo un approccio alla Gesù Cristo. Certo però non porgo l’altra guancia, ma chiedo giustizia subito per quei ragazzi francesi senza se e senza ma!

  5. Gentile Riccarado a me spaventa molto quello che scrive, perchè non ci sono nemici mussulmani. Condivido pienamente ció che ha dichiarato la Presidente Boldrini. Il Corano e’ un testo estremamente interessante se nella Bibbia lei legge “occhio per occhio – dente per dente” non significa che lo deve applicare sono simbologie. Fare di tutta l’erba un fascio non e’ costruttivo per nessuno.

  6. Ma soprattutto se ragionassimo in quei termini perderemo la nostra identità (mai lasciare che alcuno ci rubi la nostra identità!)…. Se c’é da salvare qualcosa nella nostra europa cristiana è proprio il fondamento-ideale che propone un orizzonte-d’attesa molto diverso da quello proposto dagli dei incazzati del vecchio testamento et similari…

    E poi c’é da salvare tutto il resto, la nostra tradizione laica, il pensiero liberale e… tutto ciò che abbiamo imparato negli ultimi secoli sulla “nostra pelle”, anche solo cento anni fa…

    Non é con l’odio, con la denigrazione dell’altro che ci affermiamo, ma facendo spazio agli altri, alle idee diverse, alle diverse culture. Che non significa rinunciare alla nostra cultura, semmai rafforzarla.

    Di sicuro così facendo non vengono meno le ragioni per difenderla la nostra libertà. Io penso che chi scambia il nostro garantirla a tutti, anche a chi non la merita, per una sorta di incapacità di difenderla stia commettendo un errore di valutazione davvero colossale.

    PS – Mi azzardo inoltre a scrivere (e mi preparo spiritualmente a ricevere altre accuse di saccenza, tanto ormai!) che rileggendo il paragrafo della Fallaci, si può concludere senza tema di essere smentiti che lascia molto a desiderare sia nella logica di ragionamento che nello sviluppo. Questo non toglie niente ad una giornalista che adoro, ma non tutte le ciambelle riescono col buco, per nessuno!

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