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Papa Francesco contra renzismo

renzicorriere25112014

Secondo Matteo Renzi l’astensionismo alle regionali è un problema secondario. Un poco come trovarsi nel Bengala a godersi il safari e ignorare l’incombente galoppata degli altri elefanti che fino a quel momento erano rimasti a guardare. L’ennesima fortuna del Premier è che per adesso le truppe avversarie sono decisamente prive di comandante carismatico e la riorganizzazione pare lontana; meglio dunque fare ciò che al renzismo riesce meglio,  correre a Strasburgo per farsi fotografare dal Corriere in prima fila e plaudente il discorso di Francesco.

Non è detto  comunque che questa ennesima tornata elettorale non possa rappresentare un punto di svolta importante rispetto al pernicioso status-quo. Per la prima volta da diverso tempo sta chiaramente emergendo una diversa squadra di giovani politici che hanno una caratteristica in comune: fanno opposizione all’interno dei propri partiti e chiedono a gran voce il cambiamento. Da questo punto di vista nello stesso PD fa notizia la presa di posizione di Civati che ha annunciato il suo no al Jobs Act insieme a quello di altri 30 parlamentari. Questo “no” della minoranza PD fa notizia non tanto per il fatto in se, che è questione fondamentalmente nota, quanto piuttosto perché la deriva capitalistica renzista quasi regala un nuovo prezioso vestito ai vecchi imperatori e alla vecchia dirigenza all’insegna del saggio adagio che invita a non buttare via il bambino insieme all’acqua sporca….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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