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Dilettantismo e politica estera. E sul debutto di Federica Mogherini.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

800px-Edouard_Manet_063di Michele Marsonet. Qualcuno forse rammenterà una celebre trasmissione, prima radiofonica e poi televisiva, condotta da Corrado (Mantoni). Si chiamava “La corrida”, e aveva come sottotitolo “Dilettanti allo sbaraglio”. Vi si esibivano persone comuni con brevi prove, per lo più musicali. Il divertimento veniva dal fatto che le persone di cui sopra erano davvero sprovvedute. Se lo spettacolino era almeno decente i concorrenti passavano la prova, in caso contrario venivano cacciati a forza di fischi, urla, sirene e campanacci sbattuti con forza. Il tutto all’insegna del più schietto divertimento paesano.

Perché ne parlo? La trasmissione mi è venuta subito in mente leggendo le recenti dichiarazioni di Federica Mogherini sulla crisi ucraina. La nuova Alta rappresentante per la politica estera della UE, che per ora conserva anche la titolarità della Farnesina, ne ha dette di cotte e di crude su un argomento che, evidentemente, non conosce bene.

La prima chicca è che la Federazione russa non è più un partner strategico per l’Unione Europea. Ne consegue logicamente che non lo è più nemmeno per l’Italia, anche se la giovane signora, parlando a Bruxelles, non lo ha detto in modo esplicito. La seconda chicca è che il venir meno del partenariato strategico è dovuto soltanto, a suo avviso, alle scelte aggressive ed espansionistiche di Mosca. La terza, e questa fa davvero sorridere, è che “è impossibile affermare che non sia nel nostro interesse cercare di ristabilire in futuro condizioni di partnership”. Quel “nostro” si riferisce alla UE, ma vale naturalmente anche per l’Italia.

Nel frattempo a Bruxelles, di concerto con Washington, è in partenza un nuovo pacchetto di sanzioni oltre a quelle – già pesanti – finora lanciate. Ma che significa affermare che la Russia non è più un partner strategico? Avrà la Mogherini il coraggio di dirlo in faccia alle aziende italiane, grandi e piccole, per le quali essa rappresenta uno dei maggiori sbocchi? Avrà la faccia tosta di ribadirlo di fronte ai nostri esportatori di prodotti alimentari, che hanno il mercato russo come uno dei principali punti di riferimento? E, infine, sarà lei a spiegarlo ai cittadini italiani quando arriverà il freddo e i rifornimenti russi di gas potrebbero venir meno?

Le stesse cose dovrà anche spiegarle agli abitanti degli altri Paesi UE, ma restiamo pure a casa nostra, mi pare ce ne sia abbastanza. Dulcis in fundo è subito arrivata la reazione di Mosca, che considera ulteriori sanzioni alla stregua di un atto di guerra. Il premier Medvedev ha minacciato di chiudere lo spazio aereo russo – che ha un’estensione enorme – alle compagnie aeree occidentali. Può sembrare roba da poco ma non lo è affatto. Chi va in Estremo Oriente per ragioni di lavoro sa benissimo che per giungere a Pechino o a Tokyo si sorvola in pratica tutta la Federazione passando per la Siberia. Si dovranno dunque trovare rotte alternative (e più costose), ma non è facile. Passare sul Medio Oriente, di questi tempi, è decisamente poco salutare.

Un fatto è certo. Federica Mogherini, ben introdotta nei circoli vicini a Obama, sta seguendo alla lettera le indicazioni del Presidente USA. E penso che questo giovi anche a Matteo Renzi, che ha bisogno dell’appoggio americano a fini di politica interna. Saranno di certo felici polacchi e baltici che non la volevano a Bruxelles perché considerata troppo morbida con Putin.

Di qui il mio accostamento iniziale alla trasmissione di Corrado. Proprio come i concorrenti della “Corrida”, la giovane rampante del PD dimostra di essere una dilettante, e neppure brava. Ci vorrebbero fischi e campanacci, ma l’unico a fare sbarramento è, ahinoi, Berlusconi. Una situazione da incubo, la dimostrazione lampante che non basta essere giovani per calcare in modo dignitoso il palcoscenico politico.

Featured image, Édouard Manet, Corrida

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