PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10. Breaking News

On leadership: “Dottor Vespa non son qui per piacer mio, ma per far piacere a Dio!”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu.

A dire il vero le parole di Mario Monti a Bruno Vespa, durante la “sua prima puntata” a Porta a Porta, sono state ”Non sono qui per fare un piacere a lei”, ma il punto non cambia troppo: finalmente un “politico” (sebbene sui-generis) che sembrerebbe immune al fascino delle luci della ribalta. Habemus leader, allora? Troppo presto per dire.

Certo l’avventura mediatica del montismo, inteso come dottrina “politica” e dunque modello di leadership, non è davvero iniziata al meglio. Da un lato abbiamo avuto quella sorta di  aleggiante “spirito confusionario” durante tutta la conferenza stampa di presentazione della manovra, dall’altro, in quella stessa occasione, le lacrime del bravissimo ministro Fornero (a proposito, viva le rughe sul suo bellissimo viso, che sarebbe stato finanche più bello senza quel collier d’oro al collo in tempi di crisi!), che se fanno molto nazional-popolare e possono ingraziarsi un ceto-medio-basso desideroso di candidi-salvatori-della-patria dall’altro non fanno sicuramente leadership.

Di converso il momento in cui il Premier è intervenuto per togliere la parola al ministro dopo la sua “gaffe” e ha fatto punto di non restituirgliela se non molto tempo dopo, è stato, a mio avviso, il primo istante in cui abbiamo capito che Mario-Monti-versione-Presidente-del-Consiglio è uno che sa cos’è la leadership. Che sa che quando si presenta un progetto di quella rilevanza non si versano lacrime ma si infonde coraggio, fiducia, perché tra le tante parole che si pronunciano in simili occasioni ve ne sono altre non articolate che se declamate dovrebbero recitare: “Datemi credito, io sarò l’uomo (o la donna) forte che sa quel che fa e che vi tirerà fuori dalla melma!”.

Detto questo tra il sapere cos’è la leadership e l’essere un leader esiste una grossa differenza. Temo anche che, in questo senso, non faccia curriculum il rispondere per le rime al presentatore di turno: al più questo fa “soddisfazione” dell’uditorio italico dopo anni e anni di politici genuflessi davanti alla telecamera. Ne deriva che la vera prova del nove per il modello di leadership che presenterà il montismo potrebbe essere l’Europa. Di fatto, con una Angela Merkel-Peppino e un Nicholas Sarkozy-Totò impegnati da mane a sera a mandare lettere alle nazioni “malefemmine” d’Europa, a quando un sonoro: “Ma mi facciano il piacere!?”.

4 Comments on On leadership: “Dottor Vespa non son qui per piacer mio, ma per far piacere a Dio!”.

  1. Più che “Ma mi faccia il piacere…” vedrei meglio il pernacchione classico di Totò. E sul titolo:” Non lo fo’ per piacer mio… ” dovremmo dirlo noi iTaliani inchiappettati di brutto dal Prof. Monti! Torniamo a indossare allora le camicie da notte delle bisnonne, quelle lunghe fino ai piedi, non sollevabili, ma con una fessura all’inguine…
    Orsù che Monti ci detterà le …posizioni e dopo il Kamasutra, anche il Karahiri.
    Salvo

  2. Salvo, ho speso mezz’ora a decidere se dovevo scrivere “non lo fo’” o “non son qui”. Ritengo che la seconda opzione sia più appropriata e più rispettosa del Premier. Piuttosto oggi discutevo con una persona giovane ma a mio modo di vedere molto capace quando si tratta di questioni di economia e di politica. Ebbene, da europeo non italico, egli pensava che le possibilità dell’Italia di contare in Europa oggidì siano uguali allo zero. Io resto dell’avviso invece che ciò che fa la differenza tra un grande leader e un altro leader qualunque è la sua capacità di riuscire laddove gli altri non possono. Di fare il miracolo, insomma. Basti pensare che Gandhi lo ha fatto camminando a piedi nudi attraverso tutta l’India con un bastone in mano e un semplice manto gettato sulle spalle a coprire il corpo smagrito. Ne deriva che, tecnico o non tecnico, chiedere a Monti di far sentire la nostra voce in Europa non è chiedergli l’impossibile, ne conveniamo?

  3. Non ho risposto a Rina; lo farò domattina.Prima aspetto i macigni di Gavino. Ma devo dire che il rispetto ce lo meritiamo non per Monti, ma perchè in passato abbiamo dato prove eccellenti di grande serietà L’abbiamo persa strada facendo. Forse non è tardi per ritrovarla. E infine se ritrovassimo un po’ di Umanesimo ed Umanità anzichè SEMPRE e solo ECONOMIA…

  4. Lapidarti per così poco Salvo mi pare esagerato! Di sicuro portiamo i nostri omaggi alla signora Monti che non c’entra nulla nella faccenda. E poi Salvo, la prima della Scala è un momento importante, il Premier non poteva non partecipare. Sarebbe sciocco però dire che la “crisi fa bene alla Scala”, al contrario è l’opera che fa bene alla crisi. Nel senso che la scaccia, da impressione di normalità ed è comunque un segno di speranza. Come lo è sempre l’arte. Penso inoltre che non sia in queste situazioni-mondane che si decide della capacità di guida di un leader, credo piuttosto che questo si decida sui tappetti rossi che portano ai G8, ai G20, ai vari direttori europei, ai meeting con questo o quel rappresentante di Obama e così via decidendo. Questa è senz’altro la mia idea ma naturalmente potrei sbagliarmi….ciao.

1 Trackback / Pingback

  1. On leadership: “Dottor Vespa non son qui per piacer mio, ma per far piacere a Dio!”.

Comments are closed.