PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Omaggio ad un mito, omaggio a Christa Wolf

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Redazione Rosebud. Ci sono scrittori e poi ci sono miti: Christa Wolf apparteneva a quest’ultima categoria. La differenza tra le due situazioni è che i miti non hanno tombe e dunque, anche quando ci lasciano fisicamente, come è accaduto oggi per questa grandissima autrice, continuano a vivere con noi. In noi. Come i nostri ricordi giovani della miglior formazione universitaria, come i nostri ricordi più o meno giovani della nostra miglior formazione di uomini e di donne. Per tutti questi motivi non possiamo non ricordare CHRISTA WOLF, e per questo ricordo grazie a Wikipedia, nell’attesa di riuscire ad “importare” qualche saggio magari direttamente dai nostri amici tedeschi e pubblicarlo qui su ROSEBUD.

OMAGGIO A CHRISTA WOLF

Nata nell’attuale Polonia, trascorre l’infanzia e l’adolescenza sotto i dogmi di Hitler e, come tutte le ragazze della sua età, viene inquadrata nella corrispondente formazione giovanile nazista, lo Jungmädelbund. Terminata la seconda guerra mondiale, vive l’odissea del profughi provenienti dalla parte orientale del Terzo Reich di fronte all’avanzata dell’esercito russo. A soli 20 anni si iscrive alla SED, che presiede – il 7 ottobre 1949 – alla fondazione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Studia germanistica all’Università di Jena con il prof. Hans Mayer e discute una tesi su Hans Fallada, Nel 1951 sposa lo scrittore Gerhard Wolf. Dal 1962 lavora come critica letteraria presso la rivista dell’Unione degli Scrittori della DDR “Neue Deutsche Literatur”.

Durante gli anni Cinquanta la giovane scrittrice crede con fermezza nella missione anche politica della letteratura e, soprattutto, segue impavida i diktat del “realismo socialista”, stroncando, basti leggere i suoi interventi sulle riviste letterarie dell’epoca, tutto ciò che esula dal tipico e dall’esemplare. Nel 1955 un primo viaggio nell’Unione Sovietica correda la formazione della critica letteraria. Sono anni, questi, molto travagliati per la DDR: la città di Berlino, la cui parte Est è la capitale della Germania Orientale, diventa – con l’inizio della guerra fredda – il centro della contrapposizione in blocchi; a livello nazionale pesano poi sia i pesanti risarcimenti di guerra a Mosca sia il flusso migratorio verso Occidente che dissagua con il tempo la “zona di occupazione sovietica” della forza lavoro più qualificata; internamente trionfa lo stalinismo e la segreteria di Ulbricht soffoca la popolazione con il primo piano quinquennale di pianificazione, a passi accelerati, economica.

L’esperienza di lavoro presso una fabbrica di vagoni ferroviari dà origine alla stesura del romanzo sulla divisione della Germania che la pone al centro dell’attenzione della critica internazionale: Il cielo diviso (Der geteilte Himmel, 1963). Nel 1963 le viene assegnato il premio Heinrich Mann e nel 1964 il romanzo riceve una riduzione cinematografica per il cinema dal regista Konrad Wolf.

Negli anni seguenti uscirono diverse nuove opere di Christa Wolf, tra le quali le più importanti sono: Riflessioni su Christa T. (Nachdenken über Christa T., 1968), che affronta il disagio dell’individuo all’interno di una società dirigistica e omologante, Trama d’infanzia (Kindheitsmuster, 1976), con il quale si confronta con il passato hitleriano, Cassandra (Kassandra, 1983) e Medea. Voci (Medea. Stimmen, 1996); quelli dedicati alla veggente troiana e alla donna della Colchide si segnalano per il tema comune dell’antichità mitica della Grecia classica. Il ritorno al mito permette al lettore tedesco-orientale e non di entrare in contatto con temi arcaici che per la prima volta vengono trattati alla luce di uno sguardo femminile e, per quanto riguarda Medea, anche di nuove scoperte archeologiche e filologiche che rivalutano la figura della protagonista.

Particolarmente interessante è un breve testo, Che cosa resta (Was bleibt, 1990) che viene pubblicato a pochi mesi dalla caduta del muro di Berlino e in piena campagna elettorale. Il libro, che parla – con espliciti riferimenti autobiografici – di una donna, una scrittrice famosa, sorvegliata dalla Stasi, provoca un boomerang perché, da quel momento, esplode una campagna denigratoria molto violenta, soprattutto ad opera della stampa occidentale, ai danni della Wolf. Alcuni recensori vedono le dichiarazioni di chi vuole presentarsi come vittima: la critica parte dell’opinione che la denuncia nei confronti di Honecker e della dittatura sarebbe stata chiara, ma troppo tardiva.

Nel 1993 emerse – in seguito all’apertura degli archivi della DDR dopo l’unificazione tedesca – la notizia della collaborazione della scrittrice con la Stasi fra gli anni 1959-1962. In realtà, nonostante alcune polemiche che seguirono, anche in Italia, il fatto fu notevolmente ridimensionato dato che dagli stessi archivi emergeva (in data 24 novembre 1959) che l’informatrice manifestava un “crescente riserbo” nei confronti della polizia tanto da indurre i servizi a chiudere i rapporti con lei perché da considerarsi infruttuosi. La polizia notava oltretutto che non c’era nessuna differenza fra le opinioni espresse in pubblico e nel privato sui colleghi scrittori e che non si poteva ottenere da lei nessun tipo di delazione [1].

Nel 2002 è apparso il testo Un giorno all’anno. 1960-2000 che raccoglie le pagine di diario scritte ogni 27 settembre lungo tutti quegli anni. Dal testo emergono i conflitti interiori e l’analisi lucida della società tedesca fino all’unificazione ed oltre. Il testo è molto interessante anche per ciò che Christa Wolf racconta a proposito della propria attività di scrittrice: dubbi e riflessioni nel lavoro quotidiano sui propri testi. L’ultimo libro Con uno sguardo diverso (2005 in Germania, 2008 in Italia), raccoglie otto racconti che spaziano dalla sperimentazione letteraria alla forma diaristica(vengono presentate le pagine del 27 settembre 2001) fino alla toccante scomposizione della propria vita coniugale.

Christa Wolf muore il 1º dicembre 2011 all’età di 82 anni.[2]

« Il passato non è morto; non è nemmeno passato. Ce ne stacchiamo e agiamo come se ci fosse estraneo. »
(Christa Wolf, Trama d’infanzia)

Rapporti con la vita politica tedesca

Come Wolf Biermann, anche Christa Wolf era una convinta socialista ed ebbe un ruolo attivo all’interno della vita politica del suo paese e nel Partito. Sebbene talvolta si dimostrasse critica nei confronti del Governo (protestò fortemente contro la privazione della cittadinanza per Wolf Biermann), non ha mai posto in discussione il marxismo. Per questo venne duramente criticata in Germania.

Famoso rimase il suo appello ai concittadini della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) pronunciato l’8 novembre 1989, affinché non lasciassero il paese. Quando la DDR aprì i confini con la Cecoslovacchia il 3 novembre del 1989 molti cittadini avevano lasciato la Germania dell’Est cercando rifugio nell’Ovest. Nel notiziario serale della televisione est-tedesca Christa Wolf si rivolse con un solenne appello ai cittadini della DDR.

« Care concittadine, cari concittadini, noi tutti siamo inquieti. Vediamo migliaia di persone che ogni giorno lasciano la nostra terra. Noi sappiamo che la politica degli ultimi giorni ha rafforzato la sfiducia nel rinnovamento. Noi siamo consapevoli della debolezza delle parole di fronte al movimento di massa, ma non abbiamo nessun altro mezzo che le parole. Che ancora adesso mandano via, mitigano la nostra speranza. Noi vi preghiamo, rimanete nella vostra patria, rimanete da noi. »

La sorprendente apertura dei confini dello stato la sera del 9 novembre fa tremare e cambia tutto: l’ appello della notte precedente risulta quindi inutile.

Ricezione

Soprattutto dopo la riunificazione tedesca le opere di Christa Wolf hanno dato luogo a molte controversie. La critica della Germania occidentale rinfaccia alla scrittrice di non aver mai criticato l’autoritarismo del regime comunista della Germania orientale (così, per es., Frank Schirrmacher). Altri hanno parlato di opere intrise di “moralismo”. I suoi difensori hanno invece riconosciuto il ruolo svolto dalla scrittrice nel far emergere una voce letteraria della Germania orientale.[3] Con la sua monografia sui primi romanzi di Christa Wolf, e con successivi saggi su quelli più tardi, Fausto Cercignani ha contribuito a promuovere la consapevolezza della vera essenza della produzione narrativa della scrittrice, a prescindere dalle sue vicende politiche e personali. L’enfasi posta da Cercignani sull’eroismo delle protagoniste create da Christa Wolf ha favorito la nascita di altri studi sugli aspetti puramente letterari di questi romanzi.[4]

Opere tradotte in italiano

  • 1960 – Pini e sabbia dal Branderburgo
  • 1968 – Riflessioni su Christa T.
  • 1974 – Sotto i tigli
  • 1975 – Il cielo diviso
  • 1976 – Trama d’infanzia
  • 1979 – Nessun luogo. Da nessuna parte
  • 1983 – Cassandra
  • 1983 – Premesse a Cassandra
  • 1987 – Guasto
  • 1989 – Recita estiva
  • 1992 – Nel cuore dell’Europa
  • 1994 – Congedo dai fantasmi
  • 1996 – Medea. Voci
  • 1999 – L’altra Medea
  • 2002 – In carne e ossa
  • 2003 – Un giorno all’anno. 1960-2000
  • 2005 – Con uno sguardo diverso
  • 2009 – “Che cosa resta”

Opere

  • 1961 Moskauer Novelle
  • 1963 Der geteilte Himmel
  • 1968 Nachdenken über Christa T.
  • 1972 Lesen und Schreiben, Aufsätze und Betrachtungen
  • 1972 Till Eulenspiegel
  • 1974 Unter den Linden, Drei unwahrscheinliche Geschichten
  • 1976 Kindheitsmuster
  • 1979 Kein Ort. Nirgends
  • 1979 Fortgesetzter Versuch, Aufsätze, Gespräche, Essays
  • 1980 Geschlechtertausch, Drei Erzählungen, zus. m. Sarah Kirsch und Irmtraud Morgner
  • 1980 Lesen und Schreiben, Neue Sammlung
  • 1983 Kassandra, Erzählung
  • 1983 Voraussetzungen einer Erzählung: Kassandra Frankfurter Poetik-Vorlesungen
  • 1985 Ins Ungebundene gehet eine Sehnsucht. Gesprächsraum Romantik. Prosa. Essays, zus. m. Gerhard Wolf, 1985
  • 1986 Die Dimension des Autors, Essays und Aufsätze, Reden und Gespräche. 1959 – 1985
  • 1987 Störfall, Nachrichten eines Tages, 1987
  • 1988 Ansprachen
  • 1989 Sommerstück
  • 1990 Was bleibt, Erzählung, 1990 (entstanden 1979)
  • 1990 Reden im Herbst
  • 1993 Sei gegrüßt und lebe, Eine Freundschaft in Briefen, 1964-1973. Christa Wolf und Brigitte Reimann
  • 1994 Auf dem Weg nach Tabou, Texte 1990-1994
  • 1995 Christa Wolf und Franz Fühmann. Monsieur – wir finden uns wieder. Briefe 1968-1984
  • 1996 Medea: Stimmen
  • 1999 Hierzulande Andernorts, Erzählungen und andere Texte 1994-1998
  • 2002 Leibhaftig, Erzählung
  • 2003 Ein Tag im Jahr. 1960-2000,
  • 2005 Mit anderem Blick, Erzählungen
  • 2008 Ins Ungebundene gehet eine Sehnsucht: Projektionsraum Romantik
  • 2010 “Stadt der Engel”

Note

  1. ^ A. Chiarloni, Christa Wolf. Le forme della dissidenza contenuto in Le dissenzienti. Narrazioni e soggetti letterari, a cura di C. Bracchi, Lecce, 2007, pp.103-120.
  2. ^ «Addio a Christa Wolf, scrittrice del dissenso». Corriere della Sera, 1 dicembre 2011. URL consultato in data 1 dicembre 2011.
  3. ^ Dolores L. Augustine (2004), “The Impact of Two Reunification-Era Debates on the East German Sense of Identity”. German Studies Review (German Studies Association) 27 (3): 569–571. http://www.jstor.org/stable/4140983. Retrieved 2009-03-07.
  4. ^ Fausto Cercignani, Existenz und Heldentum bei Christa Wolf. «Der geteilte Himmel» und «Kassandra» (Esistenza ed eroismo in Christa Wolf. «Il cielo diviso» e «Cassandra»), Würzburg, Königshausen & Neumann, 1988. Per i saggi successivi vedi http://en.scientificcommons.org/fausto_cercignani.

Bibliografia

  • Andrea Rota, Tra silenzio e parola. Riflessioni sul linguaggio nella letteratura tedesco-orientale dopo il 1989. Christa Wolf e Kurt Drawert, Università degli Studi di Trento – Dipartimento di scienze filologiche e storiche (Collana Labirinti), Trento 2010, 188 pp., isbn 8884433436
  • Jörg Magenau, Christa Wolf, Una biografia, traduzione di Marina Pugliano, E/O, Roma, 2004 in Italia (2002 in Germania), pp. 500. ISBN 88-7641-613-7, Scheda del libro nel catologo online Edizione E/O
  • Fausto Cercignani, Existenz und Heldentum bei Christa Wolf. «Der geteilte Himmel» und «Kassandra» (Esistenza ed eroismo in Christa Wolf. «Il cielo diviso» e «Cassandra»), Würzburg, Königshausen & Neumann, 1988.
  • Anna Chiarloni, Christa Wolf, Torino, Tirrenia Stampatori, 1988.
  • Autori vari, Prospettive su Crista wolf. Dalle sponde del mito, a cura di Giulio Schiavoni, Milano, Angeli, 1998.

Questo pezzo, introduzione esclusa, è una riproduzione della pagina di Wikipedia Italia dedicata a Christa Wolf.