La Barba di Diogene 2026

Scrivere su questo sito è come ripercorrere, con la mente e con la memoria, una storia che si estende ormai per quasi un quarto di secolo. È un esercizio di ritorno, ma anche di consapevolezza: un attraversamento del tempo. Noi c’eravamo agli inizi, agli albori del web, quando la rete non aveva ancora assunto le forme dell’industria dell’influenza, prima degli influencer, dei web creator, dei cosiddetti esperti digitali. Prima, soprattutto, che l’opinione diventasse merce e l’identità un algoritmo.
In quel tempo ancora incerto e sperimentale, a nostro modo abbiamo provato a raccontare l’Italia e il mondo pasoliniano che abbiamo vissuto: un mondo inquieto, contraddittorio, spesso laterale rispetto ai discorsi dominanti, ma proprio per questo necessario. Non un racconto neutro, bensì un gesto di presenza, una presa di parola (una presa forte? Può darsi).
Su questo sito hanno sostato in molti, hanno scritto in tanti. Le loro voci non sono passate invano: restano, sedimentate nelle pagine, come tracce di un pensiero condiviso. La memoria per noi è importante, si fa dono.
Di recente ho saputo che anche Gavino se n’è andato. A lui ho rivolto un bacio e un abbraccio ideali, affidati al silenzio che separa e insieme unisce i vivi e i morti. Ovunque si trovi ora, sa bene ciò che pensavo di lui.
Questo sito mi ha dato molto. Più di quanto sia immediatamente visibile, mi ha accompagnata lungo un percorso di crescita, ponendosi come uno specchio e, al tempo stesso, come una soglia. Mi ha preceduta e seguita, mi ha interrogata, costringendomi a misurarmi con ciò che stavo diventando. È forse anche per questa ragione, paradossalmente, che a un certo punto ho dovuto allontanarmene: non per rifiuto, ma per necessità.
Negli ultimi cinque anni mi sono dedicata allo studio e alla ricerca con un’intensità che ha assunto anche la forma del viaggio. Ho attraversato l’Europa da un estremo all’altro — dalla Grecia a Malta, dalla Sicilia alla Spagna, fino alle regioni settentrionali del continente — alla ricerca di materiali, tracce, indizi, stratificazioni di senso. Un lavoro paziente e talvolta solitario, destinato a confluire nei molti saggi che andranno ad arricchire la mia produzione, in particolare quelli dedicati al megalitismo.
Il materiale raccolto è stato abbondante, persino eccedente: verrà proposto attraverso scritture inedite e prospettive nuove. Ma il percorso non è concluso. Neppure i viaggi sono finiti, purtroppo.
Per questo non posso che esprimere la mia gratitudine al caro professor Marsonet, che in questo lungo intervallo si è preso cura del sito. Lo ha fatto a suo modo, con determinazione e misura, con cortesia e rigore accademico, da vero studioso quale egli è.
Grazie, professore. E grazie a tutti, specialmente a tutti coloro con cui mi sono sentita nell’ultimo periodo. Tornerò sul sito. Presto.
Thank you, Professor Marsonet. And thank you to everyone.
Rina Brundu Eustace


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