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Narendra Modi cerca la “purezza della razza”

di Michele Marsonet.

 Il premier della Federazione Indiana, Narendra Modi, continua con le politiche divisive che stanno causando gravi problemi nel grande Paese asiatico. Com’è noto sta favorendo in ogni modo gli indù, componente maggioritaria della Federazione, a scapito di altri gruppi pur molto numerosi. Finora la discriminazione era di tipo religioso, contrapponendo gli indù a musulmani e cristiani (nelle loro varie confessioni). Ora il premier ha compiuto un passo ulteriore. Ha infatti fatto stanziare al ministero della Cultura una somma pari a un milione e duecentomila euro per acquistare una grande quantità di kit per il test del DNA. Quale il motivo di una decisione che appare bizzarra, considerando le difficoltà in cui l’India si dibatte, non ultime le conseguenze della pandemia di Covid 19 dalla quale il Paese non è ancora uscito? La risposta è quanto meno sorprendente. Modi vuole infatti ricostruire la storia genetica della popolazione, andando a tracciare la “purezza” delle razze che compongono il miliardo e 400 milioni di abitanti. Forse crede di essere in Islanda, dove un esperimento del genere è stato davvero fatto. Ben diverso il contesto, però. A parte il territorio nemmeno lontanamente paragonabile per estensione, gli islandesi sono soltanto 366.000. Inoltre già si sapeva che quasi tutti discendono dai vichinghi, con una minoranza che invece va fatta risalire agli schiavi irlandesi che gli stessi vichinghi “importarono” per aiutarli nel lavoro. Ben diversa la situazione del subcontinente indiano che, da questo punto di vista, è un vero e proprio calderone. Testimoniato anche dalle notevoli diversità fisiche che caratterizzano gli abitanti dei vari Stati della Federazione. Modi si è circondato di archeologi e studiosi di paleoscienze chiedendo loro di fare chiarezza circa la summenzionata “purezza delle razze”. 

A quanto pare gli indù rifiutano di accettare la narrazione più corrente, secondo la quale la razza ariana è emigrata in India facendo sloggiare dal Paese la popolazione primigenia. Non si capisce, tuttavia, se ritengano che la razza originaria sia proprio quella ariana, poiché in quel caso non si spiegherebbe la presenza, nella parte meridionale del subcontinente, di gruppi molto diversi tanto per lingua quanto per aspetto fisico. Inoltre tutto ciò riporta alla memoria – piuttosto sinistramente – le varie spedizioni naziste che negli anni ’30 del secolo scorso si recarono in India e Tibet alla ricerca della mitica razza ariana “pura”, su ispirazione di Goebbels e dello stesso Hitler. Occorre tuttavia notare che il “Partito del Popolo” di Narendra Modi approva con entusiasmo le ricerche promosse dal premier. Un partito, lo si rammenti, che con 180 milioni di iscritti è forse il primo movimento politico del mondo. Ovviamente non potevano mancare le polemiche. Rahul Gandhi, figlio di Sonia e capo dello storico Partito del Congresso, ha accusato Modi di rincorrere chimere e di trascurare le vere necessità del popolo. Ma il Congresso è ora molto debole, mentre il partito del premier può contare su una larga maggioranza in Parlamento. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, lo spirito di Gandhi e dei suoi primi successori è andato perduto. L’India sembra avviata verso la teocrazia, con gli indù che dettano legge a tutte le altre – e numerose – componenti della popolazione.

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