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Al di là del confine nietzschiano del bene e del male: Il caso dello spreadsheet Coronavirus del Corriere della Sera (specchio dell’Italia dei tempi?)

corriere spread

Non sto scherzando – e chi non ci crede si rechi direttamente sulla home del Corriere.it – ma è con questo schemino infantile che il primo giornale italiano sta “gestendo” (in senso lato), sin dai primi giorni della pandemia, una delle crisi più gravi che abbiano investito la nostra nazione nell’ultimo secolo.

Orbene, che in Via Solferino (o dovunque si trovino ora) il problema dell’estetica si risolva in una disamina del guardaroba di Kate Middleton mi sta pure bene (sono anni infatti che io mi informo altrove), ma che in un quotidiano così non ci sia un tecnico sviluppatore capace di fare un programmino con un database nel background che tenti almeno di mostrare un’Italia decentemente al passo con i tempi tecnologici, fa semplicemente orrore! E poi vorrebbero “educarci” con i pezzulli sull’Economia, Scienza, Finanza, and so and so forth… Sic!

Senza dimenticare il dubbio amletico che sorge spontaneo nel background: e se l’impreparazione che abbiamo visto nel settore sanitario fosse solo la punta dell’iceberg?! Meditate gente, meditate e nel frattempo invece di sperare che il culo di vostro figlio scaldi un giorno (inutilmente) una cadrega giornalistica, fategli fare qualche corso di coding, di grafica e/o di tutto il minimo sindacale che oggigiorno serve per dirci cittadini dei tempi! Informati cittadini dei tempi… mica come quelli che leggono lo spreadsheet Coronavirus del Corriere!

Rina Brundu