Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Filosofia dell’anima – Sul perché se Salvini ha fatto una cazzata, Beppe Grillo ha tradito una intera nazione. NOT IN MY NAME!

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

grillo

Onestà, onestà e MAI COL PD!

Giorni fa qualcuno mi ha scritto dicendomi di continuare a postare, di dare visibilità allo schifo politico che prova in questi giorni buona parte del popolo italiano. In realtà io non sto scrivendo – non ne avrei il tempo – mi limito a sputare titoli di post, a sputare la rabbia indescrivibile che provo in questo momento; a sputare la rabbia che sento in questi giorni in cui ho scoperto che negli ultimi quattro anni io stavo di fatto sostenendo –  anche se indirettamente, attraverso il consenso dato ai loro attuali compagni di merende politiche  – la nuova scalata al potere del partito che ha infestato l’Italia di scandali, del partito coinvolto nel Caso Consip, del partito che amministrava Bibbiano quando è stato scoperto il suo tristissimo scandalo, del partito che più di ogni altro ha contribuito a rovinare – economicamente e culturalmente – la nostra nazione negli ultimi 50 anni!

Intendiamoci bene: lo scorso agosto Matteo Salvini ha fatto una cazzata! Una cazzata madornale. Senza se e senza ma. Vero è però che se Salvini ha fatto una immane cazzata, Beppe Grillo – parlo del Beppe Grillo che ha consegnato l’Italia alla scaltra accozzaglia politica di cui sopra – è responsabile di un danno ben peggiore e da “padre della patria” è diventato in questi giorni il primo traditore di un intero popolo. Il primo traditore della “nazione” che in questi anni lo ha sostenuto, ha sostenuto il suo predicare…

Beppe Grillo per quanto mi riguarda da oggi in poi ha la stessa credibilità che ha un occasionale effluvio di rosa in un oceano di merda; per quanto mi riguarda è morto anche il grillismo e la sua scaltra avventura alla ricerca della poltrona perduta… Come ho già scritto, su questi deleteri “fatti politici” vorrei provare a meditare a mente fredda non appena ne avrò il tempo, sento che è mio dovere farlo; sento che è mio dovere almeno tentare di dare voce allo schifo che prova l’anima. O forse è semplicemente per dire: NOT IN MY NAME! NOT IN MY NAME POLTRONARI DA STRAPAZZO!

Il tutto nell’attesa dell’ultimo insulto, cioè quello con cui proveranno a insozzarci quando si presenteranno alle prossime elezioni cantando l’invitto jingle: DAGLI ALLA CASTA!

Li vedremo insomma autodarsela sui coglioni: ridicolissimi! Et politicamente… miserabilissimi!

Rina Brundu

Advertisements