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Considerazioni e riflessioni sul PRIMO ERRORE POLITICO di Salvini. Il caso dei milioni regalati a Radio Radicale

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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In queste ore gli italiani possono vedere il viso satollo di Matteo Salvini spuntare orgoglioso dalle homepages di svariati quotidiani italiani, mentre inneggia al varo del suo decreto Sicurezza-bis e impone blocchi a questa e a quella nave fattasi carico – senza alcuna delega – di raccattare migranti nel Mediterraneo.

Bisogna scriverlo: adesso il nostro Ministro dell’Interno non è più così credibile nella sua azione politica! Nello specifico, non è più credibile dopo che nei giorni scorsi il governo si è spaccato e la Lega ha votato insieme al partito dell’avversario politico numero uno di Salvini – lo definì così lui stesso – ovvero dell’ex Premier Matteo Renzi, e poi insieme a Forza Italia, ai Fratelli d’Italia (etici a oltranza), per il pagamento di circa 13 milioni di denaro pubblico a Radio Radicale.

A dispetto delle vaganate di notizie scritte sulla carta straccia prodotta dalla nostra Stampa negli ultimi 12 mesi, per lo più allo scopo di riportare notizie farlocche e farneticanti su improbabili crisi di governo, il “caso Radicale” è senz’altro il PRIMO ERRORE POLITICO evidente, oggettivo, innegabile commesso dal navigato politico della Lega nazionale. Detto altrimenti, da ora in poi Matteo Salvini avrà qualche difficoltà a presentarsi in un qualsiasi confronto televisivo e a spiegare al popolo il perché di tanta munificenza nei confronti di una radio di partito che, come tutte le aziende private, dovrebbe vivere di ciò che produce e non tirare a campare sulle spalle del contribuente.

Da qualche ora, insomma, Salvini non è più credibile politicamente, e questo andrebbe sottolineato. Diverso è il caso del rappresentante dell’Ordine Dei Giornalisti che abbiamo visto presentarsi qualche giorno fa al TG1 ad inneggiare alla libertà di Stampa (sic) e, nella circostanza, per difendere l’operato di Salvini e dei suoi colleghi. Il caso è diverso perché da questi personaggi, mercé l’emergenza mediatica epocale che viviamo da anni ormai, non ci si sarebbe aspettati niente altro.

Minchia!, giornalismo coi contro-coglioni e che campioni di etica: liberali, libertari, radicali, campioni di civiltà e impegno civile con le tasse dei cittadini.

Viva l’Italia paga Pantalone: chapeau!

Rina Brundu

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