PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Venerati maestri – Onore al low-profile di Marco Lillo, dalla trattativa Stato-Mafia agli scandali nel CSM

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

MLillo

Marco Lillo. Source: ilfattoquotidiano.it

Di norma quando scrivo qualcosa sotto questa rubrica “Venerati maestri” è per criticare un dato modo di fare giornalismo. E i “venerati maestri” in genere non mai veramente tali. Non è così per questo post, che è invece è un raro post per onorare il lavoro di un grande giornalista italiano: Marco Lillo.

Chi è Marco Lillo? Facciamolo dire a lui, che così si descrive nella pagina dedicata de “Il Fatto Quotidiano”: “Sono nato a Roma nel 1969. Ho scritto “Il Bavaglio” nel 2008 e “Papi” nel 2009, entrambi con Gomez e Travaglio per Chiare Lettere, e “Reperto Raiot”  (venduto con il dvd di Sabina Guzzanti) per Bur. Con Udo Gumpel ho  realizzato nel 2010 il dvd “Sotto scacco”, allegato al Fatto Quotidiano, sui rapporti tra mafia e politica, da Capaci al processo Dell’Utri. Nel 2009 mi è stato assegnato il Premio Borsellino. Oggi potevo essere un avvocato tributarista ma nel 1994 ho lasciato lo studio associato dove lavoravo per ripartire dalla scuola di giornalismo. Mi piaceva l’idea di raccontare il mondo. Poi ho scoperto che il mondo è peggiore di come mi era stato raccontato e sono diventato un giornalista investigativo. Dopo 9 anni a L’Espresso nell’estate del 2009 ho cambiato ancora per partecipare alla fondazione del Fatto Quotidiano. In via Orazio c’era una stanza vuota. Grazie ai lettori oggi c’è un grande giornale”.

Di mio vorrei aggiungere che secondo me Marco Lillo è una delle punte di diamante della redazione giudiziaria del “Fatto Quotidiano”. Un raro esempio di giornalista italico (e di giornalista tout-court) con i coglioni (i suoi temi preferiti sono “robette” come la trattativa Stato-Mafia, gli infiniti scandali renzisti, l’attuale scontro epocale che sta dilaniando il CSM, and so and so forth), e capace di un low-profile ammirevole. Un esempio didattico per i servi-del-padrone che anche di questi tempi si azzannano pur di occupare l’ultimo cadreghino in RAI!

Tuttavia, malgrado il suo grande senso per il low-profile, anche il buon lavoro si fa ammirare sempre, no doubts about that… ed è inutile dire che Marco è pure in pole-position per il miglior giornalista dell’anno 2019 nei Rosebud Awards. Certo, Rosebud non è la RAI occupata in secula seculorum dal renzismo, ma a differenza di quella RAI noi premiamo solamente i bravi per davvero, sarà poco ma aiuta…

Rina Brundu