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Sul direttorio Francia-Germania: dall’incontro con la Cina alla TAV

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Se anziché vivere un paesotto portato all’esasperazione civile e politica da editori potentati che, scornati nell’usata abitudine di mungere le mammelle statali per riempire il personale portafoglio, hanno deciso di schierare dal primo fino all’ultimo fante mediatico che hanno a disposizione per avversare il primo governo sano – in tanto, tantissimo tempo – avessimo la fortuna di vivere in una nazione forte e democratica, libera e indipendente, in questi giorni le pagine dei nostri giornali sarebbero riempite da titoli molto diversi da quelli che purtroppo dobbiamo leggere.

Tra i titoli che avremmo potuto notare ci sarebbero stati anche questi: a che titolo Merkel e Macron hanno organizzato il loro incontro con Xi Jinping in seno alla EU? Chi ha dato autorizzazione a questi signori a procedere in questo modo? Perché il Presidente Tajani, invece di dare contro al governo italiano che ha ricevuto la delegazione cinese nel suo Paese, non ha denunciato questa sorta di colpo di stato continentale del direttorio franco-tedesco?

rosicanoNaturalmente, noi italiani simili titoli non li vedremo mai, men che meno tra le pagine dei “giornaloni” che avrebbero almeno il dovere di fare finta di proteggere gli interessi della nazione. Di fatto, l’unica soddisfazione che ci resta, in questo mare magnum di nequizia mediatica, è l’aver colto lo sguardo tutt’altro che allegro di Merkel durante quell’incontro, un po’ come se la presa di posizione dell’Italia avesse messo addosso una paura importante al partner teutonico che proprio non riesce a dimenticare le velleità di supremazia politica ed economica.

Di questi giorni è anche la notizia – riportata in un recente libro di Travaglio (cioè dell’unico giornalista italiano che ancora sembri ricordarsi lo scopo della sua professione) – che il cosiddetto progetto TAV con cui i “politici competenti” che hanno fatto vivere l’ultima penosa legislatura, ci hanno fatto due maroni così per settimane, potrebbe essere di fatto annullato da un semplice cavillo, ovvero dal fatto che la Francia non avrebbe ancora sborsato un solo centesimo per farlo partire.

Ma ci rendiamo conto di come siamo messi? Ci rendiamo conto dello stato di degrado in cui hanno ridotto la nazione codesti “competenti”? L’unico nostra speranza è insomma che il Salvimaio possa andare avanti e piano piano tirare fuori tutta la sporcizia accumulata nel tempo… Che servano venti o trenta anni non importa, ma bisogna andare avanti e magari imparare anche a chiedere in Europa le ragioni di questi ridicolissimi direttori autoconvocati, puntare i piedi, e dire chiaro che ne abbiamo le palle piene di queste sceneggiate, quello sì che sarebbe un giorno da ricordare!

Rina Brundu

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